Altro che stadio… Via da Livorno la cordata della vergogna

di Nello Gradirà

26 novembre 2004: in un appartamento di Piazza Statuto, a Torino, viene ritrovato il cadavere di Edoardo Caldera, 62 anni, colpito alla testa e poi “incaprettato”. Caldera viveva in quell’appartamento, che la stampa definisce  “un’abitazione sontuosa”, con una giovane cantante russa 1 .

Un mese dopo l’omicidio, la polizia trova nell’appartamento, nascosta dietro le piastrelle del bagno, la sua cassaforte segreta: contiene 200mila euro in contanti, assegni per 300mila euro, gioielli, una pistola e agende con nomi di debitori e scadenze di pagamenti. La cantante russa viene accusata di ricettazione. Il giallo viene risolto rapidamente: Caldera era un usuraio, e l’assassino è una delle sue vittime, un elettricista che aveva chiesto un prestito. Caldera gli aveva imposto un tasso d’interesse del 10% mensile, e il debito era arrivato a 17mila euro. L’elettricista faceva dei lavoretti per cercare di sdebitarsi, finché il giorno dell’omicidio aveva chiesto altri soldi. Caldera aveva rifiutato e l’elettricista l’aveva colpito con un grosso portacenere, poi l’aveva legato e lasciato agonizzante sul pavimento, simulando un delitto di mafia. In primo grado verrà condannato a 13 anni, che in appello diventeranno 15 2.

Il lettore dirà: che c’entra questo con il Livorno? Aspettate…

L’omicidio di Caldera e i documenti trovati nel suo appartamento danno il via a un’importante indagine anti-usura della Guardia di Finanza di Torino, che porta a numerosi arresti e denunce nel corso del 2005 e del 2006. Le vittime del giro di usurai si contano a decine.

L’11 maggio 2005 viene arrestato Angelo Cornaglia, 44 anni, il cui nome era nell’agenda di Caldera. Secondo il gip, Cornaglia si era sostituito a Caldera prestando anche lui denaro a un tasso d’interesse del 10% mensile. “Tra i suoi clienti –si legge sulla stampa dell’epoca- c’ erano in prevalenza imprenditori con il vizio del gioco, frequentatori di bische e del casinò di Saint Vincent. Uno di loro aveva garantito i propri debiti con il negozio della figlia, nel Pinerolese” 3.

Cornaglia patteggia 1 anno e gli viene imposta una donazione di 5mila euro alla fondazione San Matteo.

Non era la sua prima disavventura giudiziaria: nel luglio del 2000 la Finanza con l’Operazione “Titano” aveva scoperto in Piemonte e Lombardia un enorme giro di usura e di riciclaggio di assegni, del valore stimato di 53 miliardi di lire (circa 27 milioni di euro attuali). Gli interessi arrivavano al 15% mensile. Secondo i magistrati il gruppo, di cui Cornaglia faceva parte, operava “con la complicità del direttore della filiale di Asti della Banca Nazionale del Lavoro, nonché di quasi tutte le banche presenti nella Repubblica di San Marino”4.

Ma non basta: il nome di Cornaglia si ritrova in una successiva indagine del dicembre del 2012: stavolta viene smantellata una banda di strozzini che operava intorno al casinò di Saint Vincent. Si parla di “circa 300 finanziamenti erogati dagli indagati in due anni a tasso usuraio, per un valore complessivo di 5 milioni di euro, a 41 tra imprenditori torinesi e giocatori del Casinò de la Vallée”5 .

Nel 2015 finalmente la stampa si occupa di Cornaglia non per problemi giudiziari ma per fatti legati al mondo del calcio: diventa, guarda un po’, amministratore delegato di quell’Asti calcio finito in Promozione che il commercialista Gherlone stava traghettando (a quanto pare senza rendersene conto) nelle mani dei clan ‘ndranghetisti del Piemonte. Cornaglia, che arrivato a Livorno vanterà con la stampa questa sua esperienza di “dirigente”, rimarrà in carica poco più di due settimane, dal 13 ottobre al 2 novembre, per poi lasciare il posto a uno degli esponenti del clan Catarisano (vedi il nostro articolo su Gherlone).

Aimo, invece, un altro dei fenomeni chiamati a Livorno da Spinelli, sarà ad Asti negli anni successivi. Ha un particolare fiuto per le società di calcio in difficoltà: a Parma aveva collaborato con quel Giampietro Manenti arrestato per autoriciclaggio e vari altri reati (mentre il Parma finiva in D) 6 , poi dopo Asti sarà a Vicenza (e il Lanerossi fallirà nel 2018) e infine arriverà a Livorno. Una sentenza…

Quando abbiamo letto su Angelo Cornaglia le notizie che abbiamo riportato, pensavamo, nella nostra ingenuità, che si trattasse di un clamoroso caso di omonimia. Perché ci sembrava impossibile che un individuo con questi precedenti potesse muoversi a proprio piacimento nel mondo del calcio. Ma a dissipare ogni dubbio è stato un articolo del Tirreno del settembre 2020, che definiva Cornaglia “quello che [Banca] Cerea aveva spacciato per Corniglia, tentando probabilmente di sviare dalle notizie poco rassicuranti che sul suo conto spuntano dal web (vari arresti per usura)”7.

Il gruppo Gherlone-Aimo-Cornaglia costituisce la cosiddetta “cordata dei piemontesi” attualmente proprietaria della maggioranza delle azioni del Livorno. Un altro socio è tale Umberto Casella, di cui il Tirreno scriveva nell’articolo sopra citato: “Casella è diventato azionista al 34% del Livorno Calcio, insieme al suo socio cubano Lopez Nunez Yadira, che come business alternativo è proprietario dell’asilo nido Il Principino di Collegno”8 .

Casella risulta azionista di due imprese: la Sicrea srl, una società di “costruzioni” (con Gherlone e Cornaglia) e la Tkm di Torino (con Aimo) “specializzata in consulenza amministrativa alle imprese”.

La Sicrea, via Pietro Giuria 5, Savona, non va  confusa con una grossa cooperativa omonima e ha un capitale sociale di 10.500 euro, con i quali al massimo si fanno le costruzioni con i Lego. La Tkm risulta costituita nel giugno 2019 e “sui libri sociali figura un solo addetto, lo stesso Aimo, e un capitale di 500 euro” 9. In rete non c’è traccia di attività di queste due società. Una domanda sorge spontanea: ma questa gente come campa?

Questi sono i personaggi che vorrebbero convenzionarsi con il Comune di Livorno per avere in gestione il glorioso stadio Armando Picchi, teatro delle imprese del Livorno due volte vice campione d’Italia, venticinquesimo nella classifica perpetua della serie A, che meno di 15 anni fa ha giocato in Coppa UEFA arrivando al secondo turno.

E qualche imbecillotto locale cerca pure di tirargli la volata chiedendo al Comune di concedergli l’uso dello stadio con una nuova convenzione.

Non crediamo che ci sia bisogno di ulteriori commenti. Non ci interessa tifare per un’altra squadra cittadina. Noi auspichiamo il fallimento dell’AS (Atletico Spinelli) e la liberazione della società amaranto da personaggi che non sono degni né di guidarla né tantomeno di rappresentare una città come Livorno con la sua tradizione sportiva (la città italiana che alle Olimpiadi di Tokio ha inviato più atleti in rapporto alla popolazione). E se liberarsi di questa gente fosse possibile solo con un anno di pausa e/o la ripartenza da una serie inferiore, beh, pace, purché arrivi qualcuno davvero interessato a fare calcio…  Ma la Lega Pro e tutta la dirigenza del calcio italiano devono essere chiamati a rispondere di una situazione paradossale di cui sono interamente responsabili e che solo in un sistema profondamente malato poteva essere possibile. Basta pensare a dirigenti come Tavecchio (processato e condannato cinque volte) per  rendersi conto in che situazione siamo. E che dire di quella banca che si era fatta garante dell’operazione di acquisto del Livorno da parte di questi personaggi? Non stupisce certo che il funzionario che aveva promosso l’affare sia stato esautorato dai suoi superiori.

Per Spinelli, invece, solo la disistima che merita chi non è capace neanche di difendere la propria dignità di imprenditore e dirigente sportivo.

Immagine: Il Guercino, Cacciata dei mercanti dal tempio

NOTE

1. https://www.unannoinpiemonte.com/?p=13900

2. https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2004/12/03/un-errore-nell-omicidio-dell-usuraio.html;  http://www1.adnkronos.com/Archivio/AdnAgenzia/2005/01/14/Cronaca/Nera/TORINO-OMICIDIO-CALDERA-TROVATO-IL-TESORO-DELLUSURAIO_160550.php

3. http://www1.adnkronos.com/Archivio/AdnAgenzia/2006/09/14/Cronaca/TORINO-OMICIDIO-CALDERA-6-ARRESTI-PER-USURA-2_110016.php.

4. https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2000/07/22/giro-di-usura-da-50-miliardi.to_083giro.html.

5. https://www.valledaostaglocal.it/2012/12/22/leggi-notizia/argomenti/cronaca-4/articolo/usura-padri-e-figli-indagati-dalle-fiamme-gialle-a-saint-vincent.html

6. https://parma.repubblica.it/cronaca/2015/03/18/news/arrestato_manenti_reimpiego_capitali_illeciti_-109820008/

7. https://www.facebook.com/eventi.pisa/posts/livorno-sicrea-costruzioni-via-pietro-giuria-5-savona-capitale-sociale-10mila-eu/1974286676041648/

8. Si tratta di una donna, il nome è Yadira e López Nuñez il cognome

9. https://www.facebook.com/eventi.pisa/posts/livorno-sicrea-costruzioni-via-pietro-giuria-5-savona-capitale-sociale-10mila-eu/1974286676041648/

 

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