Donne nella rivoluzione. Jinwar, il villaggio delle donne nella Siria Autonoma del Nord e dell’Est

[Pubblichiamo questo articolo di Fabiana Cioni, dottoranda IUAV Università di Venezia e attivista di Rete Jin, che ringraziamo per la collaborazione].

Il movimento delle donne curde per anni ha cercato di realizzare il villaggio delle donne libere, fuori dalle logiche patriarcali e del capitalismo. Creare un luogo di vita concretamente alternativa aperta alla società con alla base l’ecologia e la gestione comunitaria. Un approccio olistico alla vita favorito dalla dimensione rurale.
Jinwar è l’eco-villaggio, auto-costruito dalle donne per le donne, con mattoni di terra cruda. Una tecnologia arcaica utile anche per entrare in contatto le proprie radici e con il sapere ancestrale delle donne a cui la Dea Cosmica trasmise l’arte della modellazione della creta. A Jinwar le donne imparano a liberarsi dai legami di subalternità fisica, psicologica ed emotiva dei maschi con un processo di conoscenza, consapevolezza e pratica di vita insieme attraverso Jineolojî. La Jineolojî, definita come scienza dalla prospettiva delle donne, nasce da più di 40 anni di lotta del movimento delle donne curde. È considerata la scienza della società democratica perché Jineolojî coniuga teoria e prassi per una società ecologica, senza gerarchia e dominio, basata sulla gestione comunitaria.
Jinwar è stato inaugurato il 25 novembre 2018 ed è aperto a tutte le donne, senza distinzione di religione, lingua, cultura. Nel villaggio vivono donne arabe, curde, ezide, alcune sono vedove di martiri per la liberazione, altre si sono allontanate dal marito o dalla famiglia a causa delle continue violenze subite, altre ancora perché desiderano imparare un approccio olistico ai problemi da introdurre successivamente nella società. Gli edifici si articolano in forme geometriche elementari che richiamano la Dea Cosmica (triangolo/cerchio), ricordano simbolicamente quel lunghissimo periodo in cui le comunità umane svilupparono società ecologiche con al centro la cura per il gruppo, il benessere della collettività e il sostegno reciproco. A Jinwar le donne rendono attuale questa visione del mondo e delle relazioni umane senza escludere la tecnologia che viene valutata rispetto all’ecosistema complessivo.

Sifa Jin
La cura del corpo come riappropriazione del primo territorio da difendere è un principio di Jinwar che trova espressione nel centro di Salute Naturale Sifa Jin, che è stato inaugurato a marzo del 2020. Il centro è aperto anche alle donne e alle famiglie dei villaggi vicini (gli uomini adulti sono visitati soltanto se anziani o se gravemente malati e impossibilitati a raggiungere il più vicino ospedale). Le donne con Sifa Jin hanno l’obiettivo di riappropriarsi della conoscenza del corpo avvicinandosi ad una epistemologia ancestrale, condivisa con i pueblos originarios, che si prenda cura dei corpi e del territorio. In cerchio condividono i saperi del passato riconciliandosi con la natura, entrano in contatto con i suoi cicli per produrre olii essenziali, unguenti e tisane. La formazione avviene in modo formale e informale, per esempio i dialoghi durante la raccolta delle erbe sono scambi di saperi e approfondimento.
Dalla sua apertura più di 1000 donne si sono recate a Sifa Jin ed è molto positivo che questo presidio sia stato aperto poco prima della diffusione anche in Rojava del virus covid-19. Le famiglie che vivono vicino sono state informate e hanno avuto una formazione sulla regole da seguire per il contenimento, oltre a ricevere le necessarie cure. Per potenziare la presenza sul territorio del presidio sanitario il collettivo di Jinwar ha attivato un progetto per l’acquisto di un’ambulanza. Rete Jin, donne e soggettività non binarie in solidarietà al movimento delle donne curde, ha organizzato una campagna di raccolta fondi a cui vi invito ad aderire e donare, a questo link potete approfondire e donare: Arte per Jinwar. Sosteniamo l’ecovillaggio delle donne, dove la vita è rivoluzione.
La diffusione di Covid-19 sta progredendo anche in Rojava, sono 8227 i casi accertati e 283 le persone decedute a causa del virus. La Turchia continua ad attaccare e costruisce nuove postazioni nei pressi di Dirbêsiyê. La rivoluzione delle donne non si ferma e ora più che mai ha bisogno della solidarietà attiva della società civile internazionale. Per questo chiedo di firmare la petizione promossa dal movimento delle donne per perseguire Erdogan per la sua politica femminicida.
Jin Jiyan Azadî

 

Autrice: Fabiana Cioni, dottoranda IUAV Università di Venezia, attivista di Rete Jin. email fabiacioni@gmail.com oppure fcioni@iuav.it

(in copertina: le donne presentano il programma a Qamislo. Foto tratta dall’agenzia ANF).

 

 

Donne nella rivoluzione. Jinwar, il villaggio delle donne nella Siria Autonoma del Nord e dell'Est 1

Lavorazione del Bulgur

 

 

Donne nella rivoluzione. Jinwar, il villaggio delle donne nella Siria Autonoma del Nord e dell'Est 2

Formazione salute Sifa jin (dalla pagina Facebook del villaggio)

 

 

Donne nella rivoluzione. Jinwar, il villaggio delle donne nella Siria Autonoma del Nord e dell'Est 3

Pulitura di erbe officinali per la preparazione di olii e tisane (dalla pagina Facebook del villaggio)

 

 

 

 

 

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