Egregio signor Sindaco di Livorno

“La libertà non è stare sopra un albero, non è neanche avere un’opinione, la libertà non è uno spazio libero, la libertà è partecipazione.” (G.Gaber)

Mi presento sono un cittadino labronico.
Premetto che le modalità da Lei messe in campo nella conduzione della politica della nostra città, in diverse aree tematiche, mi hanno creato dubbi e incertezze. Ad un anno dalla Sua elezione poco o nulla è cambiato in meglio, tutto è rimasto fermo, congelato, statico. I momenti difficili che la nostra amata città deve affrontare richiedono determinazione, idee chiare e lungimiranza. Ho sempre prestato attenzione alle Sue diverse esternazioni e ritengo dover esprimere alcune osservazioni critiche sull’amministrazione che Lei presiede. Leggendo le decisioni per il nuovo ospedale sono rimasto profondamente colpito dal mancato coinvolgimento dei cittadini. In tema di sanità pubblica, le scelte dovrebbero essere collettive e prese con la massima attenzione e per il bene della comunità. Il nostro territorio negli anni passati è stato oggetto di profondi processi di ristrutturazione e di razionalizzazione che, di fatto, hanno ridotto e stravolto il servizio sanitario con un significativo taglio del numero dei posti letto in ospedale, dei servizi e presidi territoriali. È ovvio che non serve solo criticare, ma agire con proposte concrete. In tale ambito credo sarebbe opportuno e necessario costruire un modello di relazione pubblico-privato basato sulla partecipazione ai processi decisionali. Ritengo sia importantissimo poter far esprimere ai cittadini il meglio del loro pensiero, creando momenti di dialogo e di confronto franco, non imprigionato dentro la gabbia d’acciaio della retorica politica e del cerimoniale esclusivamente consultivo, senza alcuna valenza sui procedimenti e sulle scelte operative. Le parole danno la possibilità di avvicinarsi al pensiero e ai bisogni degli altri, di quelli che fino a ieri sono rimasti muti, ai margini, che hanno subito le scelte in quanto privati degli strumenti utili a poter esplicitare il loro pensiero su scelte fondamentali per il nostro territorio. E’ ora che questa vecchia abitudine sia lasciata alle ortiche e si abbia il coraggio di aprire le porte del palazzo ai cittadini. Certamente è una responsabilità, ma si può fare con intelligenza, trasparenza e partecipazione reale. Ciò alla luce dell’assodato politico che non sono sufficienti le azioni dei rappresentanti politici eletti. Occorre che la voce del popolo possa farsi sentire con la stessa forza e dignità dei rappresentanti sindacali e politici. Una buona Amministrazione deve saper ascoltare con onestà e senza chiusure preconcette. La legge regionale n°46 del 2013 obbliga al Pubblico Dibattito per opere che superano la soglia dei 50 milioni di euro. Il processo in questione prevede che ai cittadini sia fornita tutta l’informazione necessaria per poter esprimersi in modo informato e preparato. E’ pur vero che tale processo rientra per forma e tipologia nell’alveo della democrazia deliberativa. La Partecipazione è più incisiva (Porto Alegre), ma senz’altro questo potrebbe essere un primo e importante passo per una stagione politica diversa che potrebbe condurre Livorno verso la forma del Bilancio Partecipativo come bene comune. La sanità rientra nell’interesse collettivo e come tale deve essere inquadrata, essendo un bene comune, come il mare, l’acqua, l’aria e l’ambiente. Un bene che non deve essere oggetto di proprietà individuale, senza diritto di esclusività per nessuno. La politica deve essere in grado di tutelare e assicurare al meglio, il diritto alla cura e alla salute di ogni essere umano che si trovi nel nostro territorio.

La ringrazio per la Sua attenzione.

{D@ttero}

Print Friendly, PDF & Email
Copy link
Powered by Social Snap

In questo sito usiamo cookie tecnici, anche di terze parti, per consentire al sito di funzionare correttamente e per generare rapporti sull’utilizzo della navigazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore .

Privacy policyCookie policy.