Esempi di insicurezza sociale legati al Decreto Salvini

Pubblichiamo una rapida intervista affrontata con Adam di Asia Usb Livorno, militante del sindacato attivo sul tema dell’immigrazione. La discussione va a toccare ed evidenziare aspetti di un Decreto, quello Salvini, che piuttosto che produrre sicurezza sociale genera al contrario nuova insicurezza, un effetto analogo d’altronde, potremmo notare a margine, a quello prodotto da ogni forma di proibizionismo, cioè di appesantimento del controllo sociale. Un meccanismo che parte dal Decreto ed arriva fino all’operare concreto delle Questure.

PARTIAMO DUNQUE DA ASPETTI TERRITORIALI. ALCUNI EFFETTI DEL DECRETO SALVINI?

Recentemente, è stato posto a capo dell’ufficio immigrazione un nuovo dirigente. Il sistema di emissione dei permessi di soggiorno è nettamente peggiorato. Se prima in 3 mesi si otteneva un permesso, adesso ce ne vogliono almeno 9.

QUESTO RITARDO SUI TEMPI QUANTO E COME IMPATTA SUL RICHIEDENTE?

Semplice: appena il richiedente ottiene il soggiorno, il soggiorno si avvicina alla scadenza, specie per alcune tipologie di soggiorno. Così deve ripartire l’iter, con nuovi costi per lo stesso richiedente. Inoltre, senza il permesso di soggiorno salta la possibilità di ottenere una residenza o un codice fiscale; senza codice fiscale non si accede neanche al medico di famiglia.

LE CAUSE DI QUESTI RITARDI? SONO GIUSTIFICATI?

No. Si prolungano all’infinito e pretestuosamente i cosiddetti accertamenti. E’ un clima che non si spiega a livello locale.

A MENO CHE NON LO SI RICOLLEGHI AL CLIMA GENERALE, AL DECRETO SALVINI. ENTRIAMO PIU’ NEL VIVO DEI SUOI EFFFETTI. SAPRESETI DESCRIVERMI DEGLI EFFETTI SPECIFICI DI QUESTO?

E’ un decreto che irrigidisce ogni aspetto in materia di immigrazione. Tra l’altro mancando completamente con il suo scopo, con lo stesso obiettivo che si pone. Nel senso: pensiamo ai tagli dei finanziamenti ai centri di accoglienza. La conseguenza è stata la chiusura di molti di essi. Quindi, i ragazzi che venivano ospitati sono stati letteralmente gettati su un marciapiede. Tutto ciò non può che creare sacche di disagio alimentando nuova insicurezza sociale. Il decreto alla fine ottiene gli effetti opposti di quelli che paventa di porsi.

LE ISTITUZIONI POLITICHE LOCALI SONO RICETTIVE RISPETTO ALLE DIFFICOLTA’ ATTUALI?

Esprimono un perfetto immobilismo. L’assessorato al sociale qualche lenta leva sul fronte della sanità e della residenza sta provando a muoverla, ma sullo sfondo di un pilatesco e disinteressato rapporto, giustificato come normativamente obbligato, con la stessa questura. Cercheremo di ottenere comunque a breve un incontro col questore.

DIEGO SARRI

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