Il calcio al tempo del coronavirus

Anche la sesta azienda mondiale per fatturato ha dovuto chiudere i battenti anche se, visto gli interessi che ci corrono dietro, lo ha fatto in modo graduale e tardivo, come se il calcio fosse immune da questo virus.
In questi giorni si rincorrono gli articoli delle varie testate giornalistiche sportive e non dove si presume che il contagio maggiore nel Bergamasco si possa ricondurre alla partita Atalanta-Valencia giocata a porte aperte con più di 55000 spettatori, dove le distanze di sicurezza non potevano esserci per ovvie ragioni ma che nessuno si è sentito in obbligo di non farla disputare.
Quindi, ciò che adesso si attribuisce alle troppe uscite di quei pochi che vanno a farsi una camminata o una corsetta in solitaria è da ricondurre ad una scellerata volontà di non piegarsi al dio denaro che gira intorno a quello che è lo sport più seguito al mondo.
Per questo ci sentiamo di dire che neanche davanti a tali sciagure la forza di uno status di privilegiati viene meno, ed è palese che il rinvio degli Europei rispetto a non svolgere le coppe europee e la chiusura dei campionati dei vari paesi europei, è stato deciso esclusivamente perché economicamente era il danno minore e di più facile gestione logistica.
Pur di non fermarsi hanno accettato per un paio di settimane di giocare a porte chiuse e questo la dice lunga di quanto questo baraccone porta rispetto ai tifosi o quanto invece è interessato agli introiti dei diritti televisivi, ed è proprio per questo che ci sentiamo di affermare con forza che sicuramente, nonostante a livello sportivo sia una enorme farsa, i campionati professionistici verranno portati a termine “inneggiando alla regolarità sportiva”.
Secondo noi sarebbe opportuno che tutti quanti tenessero presente che allo stato attuale esiste solo una priorità ed è la tutela della salute, a prescindere da qualsiasi altra valutazione sia essa politica, sportiva o economica.
Tornando alla valutazione sportiva, ci teniamo a far presente quanto possano esser falsati i campionati a fronte di sospensioni non effettuate in modo omogeneo, in quanto le varie squadre non si sono potute fermare tutte allo stesso tempo e non potranno ripartire tutte allo stesso tempo in quanto gli atleti positivi al corona virus sono e saranno sempre in momenti diversi, siamo passati da Rugani (Juventus)quindici giorni fa a Dybala un paio di giorni fa,si passa da tutta la squadra della Sampdoria in quarantena a tutta la squadra del Lecce che può riprendere ad allenarsi.
Quindi di nuovo si evidenzia quanto di poco sportivo e molto di economico ci possa essere nel voler portare a termine dei campionati.
In conclusione vorremmo ricordare a tutti quanti che, alla ripresa della nostra Nazione, non sarà più niente come prima, perché ci saranno piccole e medie imprese, molte partite iva che non riusciranno a rientrare nel mondo del mercato, ma sicuramente non sarà più possibile mantenere uno status quo neanche per il mondo del calcio e ci saranno degli stravolgimenti che ci faranno capire quanto tutto questo mondo fosse costruito su un Castello Economico di Carta, che al primo vero Libeccio non controllato (Corona Virus)abbia spazzato via tutte quelle società che vivevano un’ economia da Fantacalcio.

per codice rosso Leans 01

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