Anversa, immaginazione sociologica e innovazione del lavoro portuale

Il porto di Anversa è classificato tra i 30 più importanti al mondo, il secondo in Europa dopo Rotterdam. Qui è interessante rilevare almeno tre aspetti. Il primo è legato alla rete scientifico-tecnologica, molto efficiente, che circonda il porto di Anversa.

Si tratta di una precondizione essenziale per poter stare in quella classifica: un porto che non ha attorno una rete (efficiente, non sulla carta) di questo genere è destinato al declino. Quindi non a caso si arriva al secondo punto: il responsabile dell’innovazione del porto di Anversa si esprime con un linguaggio, e una visione dell’utopia scientifica, che è tipica più della ricerca che della comunicazione di mercato. Il filmato promozionale che lo riguarda, in questo senso, merita di essere analizzato

Non è quindi neanche qui un caso che Anversa recentemente è stata nominata una delle sei capitali europee dell’innovazione ed è capitale delle Smart-City 

Come si vede è il rapporto stretto tra porto e innovazione che produce risultati di avanguardia oltre, naturalmente, all’ottima posizione geografica di Anversa e all’afflussso di capitali (il rapporto tra borsa e porto di Anversa è antichissimo data ancor prima della nascita delle borse di capitali cosi’ come le conosciamo).

E’ in un contesto simile che emerge testimonianza di un terzo punto: l’immaginazione sociologica in un testo, proprio di pura produzione Anversa

questo libro, edito da un gruppo di studiosi di università e centri di ricerca della citta belga ma con collaborazioni globali, si concentra sull’immaginazione di scenari legati al futuro delle società e del modo di pensare ambiente, scienza e tecnologia nei prossimi anni. La costruzione di scenario è un indispensabile strumento decisionale, così è stata pensata dagli autori, sul piano finanziario, tecnologico e politico.  L’intreccio scienza-tecnologia svolge un ruolo essenziale nella costruzione di questo scenario –visto il ruolo di nanotecnologia, robotica ed energia pulita nei prossimi anni- si incontra con le previsioni economiche -leggi valorizzazione del capitale– ma anche con le previsioni di cambiamento climatico essenziali sia per l’economia che per i sistemi sociali di oggi e del prossimo domani. La prima parte del testo è dedicata a come muta il concetto di natura umana (bioetica, salute pubblica, alimentazione), la seconda al rapporto tra tecnologia e natura (Ogm, salvaguardia dei paesaggi, rivoluzione nella elettrificazione dei rapporti), la terza ai concetti che mutano l’idea stessa di società (tra cui il contributo della fantascienza per la legittimazione dell’idea di utopia presente nella scienza).

Insomma, il porto di Anversa e il suo contesto di produzione di sapere, assieme,  di immaginario tecnologico sono un case-study di indubbio interesse riguardante il modo con il quale il capitalismo muta pelle attraverso l’economia marittima.

 

A cura della redazione di codice rosso

nella foto la Port House di Anversa

 

 

 

 

 

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