Lo Stagno della Sirena

“È perfetta, una scuola perfetta, tutti vaccinati, tutti, il nuovo ddl non ci ha colti impreparati”, ripeteva tra sé e sé la Preside del Liceo Scientifico tradizionale, delle scienze applicate, sportivo “Raffaello Piponi”, mentre percorreva il viale senza alberi antistante l’edificio imponente e fascistoide nel centro di Pipopoli. “L’unico è lo Stagno, e quello non lo posso proprio sospendere, va convinto. Se me lo tolgono chi si occuperà della palude di scartoffie burocratiche che ogni dipartimento deve svellere, chi dei fiumi di compiti da supervisionare, chi dei ruscelletti delle circolari? Stagno è un tuttofare, insegnante sì di Lingue Straniere Antiche e Moderne, di aramaico, ittita e norreno – e che insegnante! – con tanto di dottorati e assegni di ricerca, pubblicazioni e conferenze, ma è un tuttofare mansueto, a cui ognuno di noi può rivolgersi sicuro della sua solerzia e comprensione.” E ancheggiando su tacco dodici faceva ondeggiare la folta chioma appiccicaticcia di riccioli ribelli e indomiti, gli occhiali che solcavano il naso pronunciato, il sudore del suo labbro superiore senza mascherina. “Chi lo convince lo Stagno? Quale sirena o mostro marino può portarlo sulla dritta via del ddl uscito or ora?”.

E lo Stagno era lì, in silenzio, sul lungomare, che elucubrava, in quei giorni di fine estate, sul famigerato ddl e sulle nuove norme che imponevano il cosiddetto “green pass” anche ai docenti. Nella sua mente, nei ricordi dei suoi studi linguistici, nei filosofi che pure aveva letto e amato, non riusciva a trovare una spiegazione di fronte a quell’inumano – così lo considerava – provvedimento. Una pandemia non può giustificare un’imposizione di questo tipo. Mai e poi mai avrei pensato – diceva fra sé – di vivere un momento come questo. Devo essere costretto a farmi inoculare una sostanza sperimentale per poter svolgere il mio lavoro. Per lui, uomo di mezz’età solitario e single, non era solo lavoro, era un rapporto umano, personale e affettivo che andava portato avanti, insieme ai suoi studenti, ai suoi ragazzi. Non era un lavoro, il suo: era un amore che non andava interrotto. E adesso, quegli stronzi di governanti facevano di tutto per interromperlo. Mettete il green pass per i ristoranti, le palestre, le piscine, i centri benessere, non me ne frega un cazzo! Ma lì si andava a toccare anche i musei, i teatri, i cinema, le biblioteche e anche la scuola! Era veramente inconcepibile!

Erano questi i suoi pensieri in quei giorni di fine agosto, là, sul mare, mentre i primi libecci violenti spazzavano le foglie dei viali e facevano increspare le onde, fino a trasformarle in un affascinante amalgama di bava verdastra. Il vento, lui, lo aveva sempre amato; aveva sempre cercato le passeggiate in solitudine sul lungomare spazzato dalle spume del libeccio. Ma adesso, quel vento, così violento, così incontenibile, gli pareva una espansione naturale di quella violenza che ignari e ignobili governanti esercitavano senza requie sulla sua volontà di poter esercitare ancora il suo amore.

“Che fai Stagno? Che ci fai al mare?” Gli gridò in quel momento Azzurra Sirena, la collega di matematica “L’hai fatto il green pass??” “No, penso che quest’anno rinuncerò a lavorare, prenderò l’aspettativa” “Tanto sei ricco!” scherzava lei coi denti bianchissimi tra le labbra rosse gonfiate da un filler “Vieni a tuffarti, o pensi che la CIA sia sulle tue tracce??” “Ma stai attenta, tra gli scogli è pericoloso con questo tempo.” “Tutto è pericoloso, e allora che si fa, non si vive?? Lo Stato è lo Stato, il nostro è quello che è, lo sappiamo, abbiamo più morti noi di covid in percentuale che tutto il resto d’Europa, ma ciò non vuol dire che ci sia un complotto per farci fuori. Se tutte queste persone che hanno fatto studi diversi da noi hanno deciso che la cosa migliore è il vaccino, faremo questo vaccino.” E gli si avvicinava bagnata e pericolosa. Stagno indietreggiò per difendere la sua incolumità di uomo solitario e quasi vergine, ma lei lo travolse trascinandolo nei vortici del mare impetuoso. E mentre lo mordeva baciandolo gli sussurrò: “Allora, lo fai o no questo vaccino”. E finalmente Stagno era diventato fiume che si getta in mare e mugolava: “C e e r t o o”.

Per Codice Rosso, Stefania Guidi

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