L’urlo del Cile

La decisione di aumentare il prezzo del biglietto della metropolitana, la corruzione e l’autoritarismo cronici fanno da scintilla e scatenano la protesta studentesca che poi si propaga rapidamente a tutto il popolo cileno. In breve in tutte le città del paese esplode la rivolta contro il governo e il sistema di dittatura neoliberale che lo sta strozzando da decenni. Pochissimi ricchi, tantissimi poveri, istruzione e sanità per buona parte privatizzati, stipendi medi bassi poco sopra i 600 euro. La richiesta prevalente del popolo cileno è quella di una nuova costituzione in grado di scardinare e disarticolare o almeno depotenziare il sistema di totalitarismo liberale avviato dopo il colpo di stato dell’11 settembre 1973 di Pinochet. il governo di Piñera ha dovuto riconoscere le proposte che venivano dalle piazze di riscrivere la Costituzione ma lo scontro continua. Il popolo cileno vuole una costituente su base municipalista che prenda vita dalla società civile. Alla proposta si oppone, con tutta la forza bruta del potere costituito, la destra politica ed economica del paese che vede in pericolo tutta la struttura di privilegi e di potere costruito in questi decenni di dominio. Intanto il resto del mondo gira la testa da un’altra parte rimanendo muto e sordo di fronte alla sofferenza del popolo cileno. Sofferenza testimoniata dalla pesante repressione che ha causato fino ad oggi diverse decine di morti, migliaia di feriti (molti cileni sono stati colpiti da proiettili di gomma agli occhi con la perdita dell’occhio) e decine di migliaia di arresti. Il governo di Pinera si è arroccato con unghie e denti in trincea con lo scopo di riscrivere entro due anni in parlamento la costituzione contrariamente alla richiesta popolare, mentre il Cile rimane in quarantena mediatica, forse per evitare ulteriori contagi, dentro una cappa blindata che oscura la sua visibilità ma la protesta continua. Il Cile non è una realtà onirica. Il Cile è un tremendo incubo reale dove uomini e donne sono stati gettati per essere stritolati dalle feroci e inumane mascelle neoliberiste e dal quale oggi chiedono di essere liberati. Il grido di giustizia e di libertà del popolo cileno è un grido di dolore che investe il mondo intero non ascoltarlo ci condanna ad una notte perenne senza futuro per tutta l’umanità.

{Dattero}
Immagine:Schizzo non datato realizzato da Munch e ritraente il soggetto urlante (wikipedia)

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