Ma chi è Franco Favilla?

Della serie tv “AS Livorno, la vendita” abbiamo visto ormai diverse puntate, e anche già diverse stagioni, con personaggi che sono apparsi, si sono imposti alla cronaca e che sono poi scomparsi con la stessa velocità con la quale erano saliti sul palcoscenico. Potremmo anche parlare delle vicende del Livorno come se si trattasse di una stagione del Trono di spade nella quale, alla fine trionfa il grande inverno. Uno dei personaggi di questo genere di fiction è Franco Favilla, accreditato come finanziere, petroliere, trader in commodity come l’oro, che su Google si certifica come a capo di un gruppo che fattura un miliardo di euro l’anno. Insomma, uno così importante da poter rivaleggiare, secondo le parole di Spinelli d’inizio anno, con il miliardario di origine russa che ha acquisito la squadra neroazzurra, in un derby Livorno-Pisa del prossimo futuro.
Favilla si è presentato alla stampa locale, che lo aveva descritto come “vicino a prendere il Livorno”, a gennaio dopo aver parlato con il sindaco in un modo che non lascia inosservati. Infatti durante l’intervista ha fatto vedere ai giornalisti l’esistenza di un conto, pronto per acquisire la società amaranto, direttamente dallo smartphone esibendo la bella cifra di undici milioni. Poi Favilla è piano piano scomparso, assieme allo smartphone, salvo riapparire sulla stampa, prima della fine dell’inverno, affermando di nuovo di essere vicino all’acquisizione del Livorno. Poi, sempre sulla stampa, è emersa l’esistenza di una deadline per l’offerta di Favilla al consiglio di amministrazione, poi l’esistenza di questa deadline è stata negata dal presidente del Livorno Heller, poi più nulla.
Oggettivamente non si possono fare pronostici su un ritorno di Favilla o meno alla ribalta della fiction sulla vendita del Livorno calcio ma è possibile farsi qualche domanda. Su questioni che originano dalla prima apparizione sulla stampa quando l’ingegnere svizzero-milanese si descrisse come una persona che non ama tanto la pubblicità: curiosa descrizione per uno che afferma di voler acquistare a breve una squadra di calcio. Da allora questa domanda “ma chi è Franco Favilla” ci è rimasta nella testa e, piano piano, si è arricchita di nuove sfumature. Si tratta di domande, dopo quello che è accaduto con il caso Yousif, alle quali sono le istituzioni a dover rispondere direttamente, nei modi che ritengono opportuno ma chiaramente. Livorno deve sapere infatti chi sono le persone che vogliono sbarcare sul suo territorio. E non farsi domande inquietanti, come accaduto con Yousif, scoprendo serie criticità tramite la cronaca nera di altri paesi.
Da giorni ormai si rincorrono, nel web livornese, link e interrogativi di ogni genere proprio su Favilla. E qui chiariamo una cosa ovvero che noi non siamo magistrati, non facciamo processi, mettiamo insieme le domande per affermare un punto essenziale: stavolta se c’è qualcosa che non torna, dalle fonti ufficiali, bisogna saperlo prima e non dopo. Altrimenti la vicenda Livorno rischia di avvitarsi senza soluzione.
Ora, da un’analisi per chiavi di ricerca semplici i risultati di Google che emergono su Favilla, e le sue aziende, sono sostanzialmente provenienti dallo stesso Favilla e sono sempre lusinghieri. Fin qui niente di male e niente di sorprendente: è naturale che qualsiasi imprenditore tenda a far indicizzare quanto possibile le fonti che lo rappresentano in modo positivo.
Quello che circola in questi ultimi tempi sul web livornese è decisamente meno lusinghiero. E qui, invece di fare mezze menzioni di determinati link, mettiamo le cose come stanno. Infatti, se non si tratta di un caso di omonimia, su Favilla circola, dall’archivio Ilaria Alpi-Milan Hrovatin, una richiesta di custodia cautelare che lo riguarda direttamente.
E qui chi deve dare spiegazioni? Favilla? In fin dei conti vorrebbe diventare un personaggio a Livorno. Devono fare chiarezza le istituzioni, la stampa ufficiale? Non sarebbe male: dopo la vicenda Yosif Livorno ha bisogno, come abbiamo detto, di chiarezza prima, non dopo.
C’è poi il direttore di un sito d’informazione Andrea Viscardi di Progetto Italia News che sostiene, firmando appunto di persona, che la Seasif, di Franco Favilla, sia implicata di fatto in due inchieste su finanziamenti illegali in Serbia e in Libia
Viscardi afferma esplicitamente che il proprietario di Seasif (Favilla) “è presente in tutte le black list finanziarie europee, segnalato da vari governi e dal 2012 monitorato dalle agenzie Interne ed esterne per la sicurezza della Repubblica Italiana, Aisi ed Aise, per non contare il numero di denunce fatte dai piccoli imprenditori truffati dallo staff di F (Favilla, ndr)”.
Chi ha ragione? Questo Viscardi? Oppure Favilla è vittima di un millantatore? Per non inquinare l’eventuale ascesa di questo personaggio in città, oppure per non inquinare la città, alle istituzioni sarebbe facile verificare se queste affermazioni sono fondate o meno.
Favilla è poi protagonista di quella che, secondo Repubblica, è la truffa dei grattacieli di Dubai. Si tratta di una truffa o, più semplicemente, di un affare andato a male? Qui si tratta di capire che tipo di imprenditore è Favilla, se è adatto davvero alle necessità di sviluppo del territorio livornese. In materia, come vediamo da questo articolo, a Manfredonia si sono posti dei grossi dubbi. Si tratta quindi di temi che generano domande che non sono apparse, o sono apparse molto limitatamente, sulla stampa ufficiale alle quali però dare risposta è importante: servono per capire se su Livorno piovono persone affidabili o meno.
Favilla al momento, dai radar del Livorno, è scomparso. Riapparirà o no? Qualche informazione seria su lui e i suoi rapporti ce li deve il suo conoscente (si è dichiarato come tale) Giorgio Heller, presidente del Livorno. Qui a questo Heller qualche domanda seria va fatta: troviamo tra l’altro bizzarro che a Livorno non abbia mai dovuro rispondere a nessuna seria fila di domande sul suo ruolo di presidente della fallita Spoleto Credito e Servizi (21.000 soci). Così, tanto per capire se la persona è affidabile e credibile per il territorio livornese. Invece Heller, da quando è apparso nella serie tv, parla di assetti societari e di calcio come se niente fosse. Non solo, ha portato, parole sue, Favilla a interessarsi del Livorno e, anche su questo, a livello di opinione pubblica pare non debba rispondere a niente e nessuno. Mica per altro, noi siamo garantisti, da ben prima che emergesse il garantismo peloso di centrodestra: qualcuno faccia qualche domanda seria a Heller se non altro per togliersi dei dubbi.
Si tratta quindi di tenere a mente un po’ di domande: che personaggi sono approdati a Livorno? Cosa portano al nostro territorio? Chi è Franco Favilla? Sembra, appunto una serie tv, eppure sono temi che toccano un nodo fondamentale della vita sociale del territorio, la principale squadra di calcio, e i nessi economici e urbanistici che la riguardano.
Certo, conosciamo come funzionano le cose dalle nostre parti. Abbiamo dato la notizia delle criticità, non da poco, che coinvolgevano la Banca Winter, che emise la fideiussione a garanzia del Livorno e che era indagata dalla autorità finanziarie internazionali. La nostra indagine, in largo anticipo rispetto alla richiesta della federazione al Livorno di sostituire la fideiussione della Winter, fu adeguatamente messa tra parentesi. Noi sosteniamo sempre che la qualità della vita di una città dipende dalla qualità dell’informazione che produce. È forse il caso di una svolta epocale, a Livorno, per trattare questi temi.

La redazione di codice rosso

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