Problemi di bilancio, Salvetti prova con la scusa della ripicca

Luca Salvetti non è il solo nella politica livornese che prova a banalizzare i problemi che emergono cercando di ridurre ogni criticità a ripicca personale tanto qualcuno che abbocca si trova sempre. Del resto, affrontare le questioni nel dettaglio è sempre difficile, e rischia di rivelare le cose come stanno: allora meglio, come ha fatto Salvetti, affermare che il ricorso al TAR sulla legittimità del bilancio comunale da parte dei 5 stelle è “frutto di una ripicca” che impedirebbe l’implementazione dei progetti del comune e il funzionamento della macchina amministrativa. Tanto i media locali gli fanno da eco e ufficio stampa, così la banalizzazione diventa realtà, e qualche altra campagna di marketing per rilanciare l’immagine del primo cittadino si troverà.

Abbiamo però cercato di capire in cosa consiste il ricorso presentato dal movimento 5 stelle e un’idea ce la siamo fatta: si tratta di questioni di sostanza non “formalismi” mitico frutto delle “ripicche” di chi ha perso le elezioni. Cominciamo però dall’oggetto del contendere: la previsione di bilancio ’20-’22 che, come abbiamo dimostrato qui, è tipicamente neoliberista: tutela gli interessi delle banche e riduce gli investimenti: si vede proprio che le elezioni sono lontane. Naturalmente sui media locali, presentando il bilancio, si è parlato di “salvaguardia del sociale” ma è legittimo che ognuno scelga la narrazione che preferisce per il soggetto politico di riferimento. Anche se a Livorno è abitudine schierarsi senza fare l’endorsement, cercando di prendere anche il ruolo degli imparziali.  Ora nel ricorso, la cui cronaca la trovate qui , due sono i punti forti presentati al Tar: 1) tempo troppo breve perché le opposizioni possano analizzare i documenti sulla previsione di bilancio 2) assenza del parere di congruità tra il DUP, dove si descrivono le politiche dell’ente e il bilancio: in poche parole nessuno dei revisori (organi tecnici e imparziali) ha certifico che agli obiettivi delle politiche comunali corrispondano risorse.

Il primo punto dovrebbe preoccupare tutti,  compresi i fenomeni della retorica della partecipazione, visto che è stata messa in discussione, nel ricorso, proprio la possibilità concreta di poter partecipare alla discussione sul bilancio da parte delle opposizioni. Il secondo invece riguarda la materialità stessa del bilancio: se le risorse per le politiche dell’amministrazione non sono certificate, ma solo sulla carta, la politica pubblica risulta inefficace. A maggior ragione in un bilancio che già tiene conto delle esigenze delle banche e riduce investimenti per diritto allo studio, giovani, economia sostenibile, mobilità urbana. La maggioranza, per sostenere le proprie ragioni, ha indetto una conferenza stampa che si trova qui ma, da quanto abbiamo visto, non risulta risposta su un punto fondamentale: l’assenza del parere di congruità tra il DUP e il bilancio senza il quale a) il bilancio di previsione rischia davvero l’annullamento b) le politiche pubbliche non hanno (le già poche) risorse certe. Ogni modo la conferenza stampa di risposta al centrosinistra da parte del movimento 5 stelle la si trova qui

Una cosa in piu’ bisogna dirla: da quanto sappiamo nel ricorso al Tar sono presenti i casi, assimilabili a quelli di Livorno, nei quali il bilancio è stato annullato proprio per difetti di questo genere. Come andrà al Tar? Non facciamo pronostici giuridici ma due considerazioni: la prima è che le forze politiche livornesi dovrebbero mettere ad analisi e discussione il ruolo e il modo di lavorare dei tecnici del bilancio, del segretario comunale e del direttore generale. Proprio su quest’ultimo questa estate si accesero le polemiche per lo stipendio troppo alto e, va detto, nonostante si tratti dell’ex ragioniere capo del comune l’esordio della prima previsione di bilancio da direttore non apparirebbe dei più brillanti. La seconda è che, altro che ripicche, si tratta di atti a tutela della trasparenza che non servono solo all’opposizione ma sono di garanzia per l’intera cittadinanza: comunque vada un precedente utile che invita tutti a non sbagliare. E’ certa un’altra cosa: se qualcuno pensava di tornare all’era Cosimi, dove si poteva fare e disfare senza grossi problemi, questo qualcuno ha sicuramente sbagliato.

a cura della redazione di codice rosso

ps. nell’immagine principale la copertina di Travolgente ripicca, collezione Harmony di Helen Bianchin.

 

 

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