Teste di maiale, croci e fallimenti: l’ipocrisia della Legapro

“Tali gesti sono inaccettabili e in contrasto con i messaggi positivi in cui la nostra Lega e il nostro calcio crede e si fonda. La C si dissocia da ogni forma di violenza e interpreta, ogni giorno con i propri club, il calcio come condivisione di valori (…) La situazione precaria del club non giustifica nessun atto di assurda violenza, chiediamo che si dia risposta ai problemi che angosciano la città di Livorno e invitiamo i diversi soggetti a dare una soluzione forte e rigorosa che dia certezze in tempi brevi e dia risposte stabili e durature”.

Così si è pronunciato il presidente della Legapro, Francesco Ghirelli, dopo il ritrovamento dell’ormai famosa testa di maiale e delle tre croci allo stadio di Ardenza. Belle parole. Si vede che Ghirelli ai discorsi c’è abituato. Ai fatti un po’ meno.

Dal 2002 al 2018 risultano fallite 150 squadre di calcio 1, la maggior parte delle quali nel campionato che lui oggi amministra. Sono sparite o spariscono piazze storiche, altre finiscono in mano a personaggi impresentabili, alcuni dei quali -forse particolarmente sfortunati- si possono definire dei veri habitué del fallimento. Ma mentre il normale cittadino come salta una rata finisce nella lista nera e le banche non gli prestano più i soldi nemmeno per comprarsi i lupini allo stadio, questi personaggi, molti dei quali non si capisce neanche dove prendano i soldi e quale attività svolgano, saltellano allegramente da una città all’altra e dove arrivano fanno terra bruciata.

Vediamo un po’ il curriculum degli attuali dirigenti del Livorno: Silvio Aimo, collaboratore di Giampietro Manenti a Parma. Manenti compra il Parma a un euro, ma poco dopo viene arrestato, il Parma fallisce e finisce in D. Aimo va ad Asti con quel Gherlone anche lui arrivato dalle nostre parti e che il Tirreno definisce “l’uomo che ha venduto l’Asti ai clan”2. l’Asti fallisce e scompare dopo 85 anni di storia (2017). Nel 2018 Aimo viene “avvistato” a Vicenza, dove il Lanerossi attraversa un momento di difficoltà. Si parla di un suo ingresso in società in compagnia del Dg Fabrizio Lucchesi (anche lui una sentenza: chiedere a Latina, Pisa e Lucchese). Nel 2019 ci riprova con la Pro Vercelli, altra società in ambasce retrocessa in C l’anno prima. Finché arriva a Livorno e lo fanno vicepresidente.

Mauro Ferretti riveste la carica di presidente dell’Arezzo dal 2013 al 2017. Poi vende e la società del cavallino fallisce per circa 2 milioni di euro di debiti non pagati (2018). Ad Arezzo commentano così l’entrata di Ferretti nel Livorno: “Non possiamo che accogliere con stupore la notizia. A prescindere infatti dalle regole federali vedere certi personaggi rientrare nel mondo del calcio fa comunque male a tutto il movimento. Chi ha avuto un ruolo in un fallimento di una società dovrebbe a parer nostro essere radiato dal calcio senza avere la possibilità di riciclarsi, e magari fare altrettanto, in altre piazze. (…) Ma tanto ci saranno tutti i cavilli possibili per far passare come regolare questa operazione e dare il bentornato a Ferretti nel mondo del calcio, con buona pace dei tifosi che, come al solito, saranno gli unici a rimetterci 3.

Ma l’oscar della sfortuna tra i nuovi dirigenti del Livorno spetta senz’altro a Giorgio Heller (forse l’hanno fatto presidente per questo), uno che dev’essere vittima di un maleficio e a cui consigliamo vivamente di ricorrere al mago Anubi o a qualche altro esperto di paranormale.

Il 29 dicembre del 2017 fallisce la Spoleto crediti e servizi (SCS), una cooperativa con 21mila soci che è la maggiore azionista della Banca Popolare di Spoleto. Heller ne era diventato presidente nell’estate precedente, in una situazione che la stampa definisce di “caos” per la quale il precedente numero uno sarebbe stato “defenestrato”. Heller fa ricorso contro la sentenza di fallimento del Tribunale di Spoleto ma la Corte d’Appello di Perugia conferma. Anzi, scrive la stampa: “Nel mirino anche le spese del presidente Giorgio Heller, che ha eseguito pagamenti utilizzando la carta di credito emessa a favore di SCS e da questa allo stesso data in uso, per spese private, alcune delle quali nello Stato di Israele” 4

Nel 2016 la SCS era entrata a far parte della Fondazione Roma Capitale, creata dal sindaco fascista Gianni Alemanno (proprio in questi giorni confermata in appello la sua condanna a 6 anni per corruzione e finanziamento illecito) e di cui Heller era già presidente dal 2013. La Fondazione finisce sulle cronache giudiziarie per uno scandalo di tangenti a cui Heller risulta estraneo. In una puntata di Report che si occupò della faccenda, Heller veniva definito “piccolo produttore cine-TV”. 5 Fatto sta che non si è mai capito quali progetti la Fondazione abbia portato a termine. In tema di vicende calcistiche Heller lega il suo nome al Trapani, di cui diventa presidente nel giugno 2019. La situazione è caotica, tipo il Livorno attuale, e l’altro dirigente di spicco è quel Petroni condannato a 9 anni per bancarotta nel 2016 che aveva portato il Pisa sull’orlo del fallimento 6. Fatto sta che Heller viene “fatto fuori” nel gennaio 2020 e dà la colpa a Petroni. Il Trapani retrocede e fallisce.

Heller però non dev’essere tipo da serbare rancore, tant’è vero che proprio in questi giorni alcune indiscrezioni parlano di un possibile arrivo di Petroni jr nella compagine dirigenziale del Livorno. Com’è noto Heller, insieme a Danilo Mariani, ha rilevato le quote societarie del Livorno dai soci finanziati dalla Banca Cerea.

Mariani, definito “imprenditore in campo medico”, nel luglio scorso si era fatto avanti con il Rimini (finito in serie D per fallimento) promettendo la serie A in cinque anni, dopo averci provato con la Lucchese, la Pistoiese, l’Arezzo e il Trapani, senza riuscirci. Il sito arezzo24.net scriveva nel luglio scorso: “i dubbi [^sulla solidità di Mariani] aumentano ancora di più se si va consultare una visura della Health Factory S.p.a., l’azienda cui fa capo. Il capitale sociale versato è di euro 50.000, ma la società alla CCIAA di Roma risulta inattiva nonostante sia iscritta da novembre 2018. Idem per altre aziende cui fa riferimento l’imprenditore, che pare abbia avviato le trattative con Giorgio La Cava. L’azienda ha 4 soci anche se il referente, con il 65% delle quote, è proprio l’amministratore. Il punto è che parrebbe non avere ancora avviato alcuna attività, come del resto altrettanto inattive risultano altre società che fanno capo allo stesso nominativo” 7.

Ma il top-player del nuovo Livorno è senza dubbio Roberto Lamanna, che probabilmente è il recordman mondiale dei punti di penalizzazione. A Cuneo ne prende 26, società fallita e sbattuta in Terza Categoria (2019). Ma chi ce l’ha chiamato Lamanna a Livorno? Risposta facilissima: Lamanna, si legge su Repubblica, era stato “ex dirigente factotum dell’Alessandria ai tempi della gestione di Roberto Spinelli, e figlio di Alfio, da sempre braccio destro dell’ex presidente rossoblù (Aldo Spinelli)” 8. Nel 2001 gli Spinelli mollano i grigi e l’8 agosto del 2003 l’Alessandria fallisce. L’anno scorso, non contento delle belle imprese di Cuneo, Lamanna aveva provato ad acquistare il Rieti. A Cuneo, dove seguono tutti i suoi movimenti con il dente giustamente avvelenato, parlano anche di un suo coinvolgimento nella Massese e di un “ruolo oscuro nei movimenti che hanno interessato il Palermo, passato dalla B alla D”. Cuneodice.it commenta: “Il tutto mentre la Federazione della ‘Tolleranza Zero’ fa il pesce in barile, fingendo che nulla accada. Quali norme ha adottato per impedire che questi personaggi continuino a imperversare nelle categorie professionistiche? Quali sono gli anticorpi messi in circolo dal presidente Francesco Ghirelli che tanto sbandierava un cambiamento di rotta rispetto alle precedenti leadership federali? La pantomima di Palermo doveva essere l’ultima, invece a distanza di pochi mesi dal disastro cuneese (tanti imprenditori stanno ancora contando i crediti insoluti), sui giornali di un altro pezzo di Italia ritroviamo gli stessi nomi e le stesse facce, magari presentati come ‘salvatori della patria’ dal Gianni Brera di turno” 9.

In sintesi il presidente della Legapro Ghirelli si preoccupa per le croci e per la testa del maiale ma non riesce ad evitare che anno dopo anno gli stessi personaggi, alcuni pregiudicati, altri con legami più o meno evidenti con gruppi malavitosi, altri ancora dei semplici fanfaroni, entrino a far parte di blasonate società di calcio, le svuotino e le facciano fallire, per poi ripartire da un’altra parte. C’è un sistema di scatole cinesi per cui Tizio vende a Caio, Caio a Sempronio finché alla fine si arriva al più impresentabile di tutti, un prestanome che vive di espedienti, che si fa carico del fallimento vero e proprio. Tanto qualche mese di galera gli fa vento. Nel frattempo, tutto si fa tranne che calcio: operazioni finanziarie spericolate, plusvalenze, rapporti poco trasparenti sul territorio… Ma per la Legapro il problema è la testa del maiale, che se non altro ha avuto il merito di far discutere di una situazione paradossale come quella del sistema calcio e dei fallimenti pilotati.

A Livorno c’è chi ancora non ha capito il contesto. Primi fra tutti gli eterni violinisti di Spinelli, che incolpano la tifoseria di aver mandato via il loro beniamino. Non si sono neanche accorti che non solo è rimasto ma che è anche il regista del film.

Poi il sindaco, che non solo ha bollato come ridicola l’ipotesi di togliere lo stadio a questi bei tomi ma li incontra, legittimandoli come interlocutori credibili, e ci discute pure delle prospettive future.

Qualcuno spera in Rosettano Navarra, ma il suo ruolo in commedia non è per niente trasparente: difficile pensare che uno spregiudicato imprenditore del settore dei rifiuti, con un’esperienza nel calcio come presidente di Frosinone, Pesaro e Fano, sia tanto ingenuo da entrare come socio di minoranza in una società controllata dal Gabibbo giallo, poi quando ha la possibilità di esercitare la prelazione e prendersi la maggioranza delle quote dice di voler regalare le sue azioni al sindaco e si chiama fuori ma al contempo sostiene di aver dato disponibilità a pagare la fideiussione. Accusa Spinelli di averlo imbrogliato ma rimane socio in alleanza con Ferretti al 38%. A che gioco sta giocando? Pensa che a Livorno abbiamo gli anelli al naso?

La squadra intanto rischia di ripetere in serie C lo stesso calvario dell’anno scorso nella serie superiore. E allora lo ripetiamo ancora una volta: questa stagione surreale, che neanche doveva iniziare, dove si contano più i contagi che i calci d’angolo, è l’occasione giusta per ricominciare da zero e lavorare ad un progetto di valorizzazione della zona sportiva e ristrutturazione dello stadio, parlando seriamente di azionariato popolare e di sviluppo del settore giovanile (ne parleremo prossimamente).

L’unica possibilità di uscire dall’incubo sportivo nel quale siamo finiti è, come città e come tifoseria, mandare via una volta per tutte Aldone, Robertino e i loro compari e sollevare il coperchio di un sistema calcio che ha perso ogni dignità ed è diventato il paese della cuccagna per quei “cacciatori di club” che lucrano sulla passione sportiva contando sul silenzio o sulla complicità della Lega calcio.

Sulla protesta inscenata allo stadio abbiamo delle perplessità: la simbologia è leggermente mafiosa, e poi la testa del maiale l’avremmo messa sotto la croce di Spinelli, come giusto riconoscimento al vero burattinaio di questa operazione.

Per Codice Rosso Nello Gradirà

Note:

1. https://www.panorama.it/economia/calcio-italiano-lunga-lista-societa-fallite

2. https://iltirreno.gelocal.it/livorno/cronaca/2020/09/19/news/dietro-la-maggioranza-del-livorno-l-uomo-che-ha-venduto-l-asti-ai-clan-1.39324765

3. https://www.amarantomagazine.it/news_dett.php?id=8149

4. https://tuttoggi.info/scs-corte-appello-perugia-conferma-fallimento-dalle-carte-spuntano-spese-in-israele/502419/

5. https://www.rai.it/dl/docs/1417982430402speciale_report_romanzo_capitale.pdf

6. https://iltirreno.gelocal.it/pisa/cronaca/2016/12/23/news/petroni-condannato-per-bancarotta-1.14612386

7. https://www.arezzo24.net/visto-dalla-curva/17850-arezzo-calcio-che-succede-tutti-i-rumors-su-mariani.html

8. https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2018/11/28/sulla-strada-dellentella-il-cuneo-di-skuhravy-e-bobo-lamannaGenova14.html

9. https://www.cuneodice.it/sport/cuneo-e-valli/a-volte-ritornano-lamanna-rispunta-come-potenziale-acquirente-del-rieti-in-serie-c_29614.html.

Un ringraziamento agli utenti del forum Alelivorno per tutte le informazioni recuperate sui nuovi dirigenti.

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