Una nuova Livornopoli?

All’inizio degli anni ’10 Senza Soste per lanciare la periodica campagna di sottoscrizione produsse un manifesto storico: Livornopoli. L’esemplare sottotitolo “l’originale gioco di intrighi, interessi e immobilismo dell’amministrazione Cosimi & Co.” non solo segnò un periodo, facando capire cosa stava accadendo, ma anche l’inizio del declino del centrosinistra nella nostra città. Molte cose da allora sono cambiate, il centrosinistra è tornato al potere ma vecchi problemi e vecchi personaggi sembrano riemergere. La vicenda del “podere Loghino”- che vede coinvolti il responsabile dell’ufficio patrimonio del Comune, successivamente rimosso, un costruttore e un agente immobiliare –  riguarda un perizia ritenuta poco attendibile da magistratura e Guardia di Finanza che ha permesso una notevole plusvalenza proprio nell’operazione Loghino. Come si vede riemergono vecchi personaggi, i nomi li omettiamo perché per noi la privacy è una cosa seria, e vecchi metodi. Vecchi anche nella gestione della notizia perché tra la visita negli uffici del comune di via Marradi e la pubblicazione della notizia sul giornale da più fonti ci risulta sia passato qualche giorno.  Del resto, come accadde per Livornopoli, se le forze politiche non stanno attente a questi dettagli intrighi, interessi e immobilismo rischiano davvero di prendere di nuovo piede. Detto questo ci risulta che la  persona dell’ufficio patrimonio del comune sotto inchiesta per l’affare Loghino sia la stessa che ha firmato la perizia per la vendita dei terreni della Ex-Erg (di cui in fondo riproduciamo la cartina). Vicenda niente affatto banale: qui siamo di fronte a un terreno che poteva essere acquisito gratis da ASA e invece rischia di costare alla collettività, che ha bisogno di questi soldi, quasi tre milioni. Vicenda , quella di questa perizia, che aiuta a far capire i nuovi interessi e i nuovi equilibri della nostra città? Quanto nuovi? Quanto vecchi? Follow the money, come dicono gli americani, e capirai.  Perchè l’impressione, che documenteremo nel tempo, è che qualche rete affaristica abbia rialzato la testa. Nonostante la città sia al tappeto. Alla prossima puntata (la redazione)

 

La domanda sorge spontanea quante volte i cittadini dovranno pagare un prezzo per questo triangolino di terra inquinato, abbandonato da anni, prima di vederlo impiegato per un’opera di pubblica utilità?

Già perché questo terreno fu acquistato per la prima volta con soldi pubblici dall’Autorità portuale, ai tempi della presidenza Marcucci, al modico valore di 4.028.363,00 euro dalla Compagnia dei Lavoratori Portuali. Si trattava dell’acquisto relativo “ex ERG”, una superficie di circa mq 32.200 (trentaduemiladuecento), costituito da un ampio piazzale destinato a parcheggio autovetture ed autobotti.

Era il giugno 2003, tutto avveniva in piena età dell’oro quando le “zolle” che comprava l’Autorità portuale erano proprio tutte d’oro zecchino. A cosa servì questa campagna acquisti già nel 2003 quando era esclusa qualsiasi possibilità per l’Authority di fare operazioni portuali non è dato sapere, tant’è che i terreni sono rimasti per lo più inutilizzati.

Oggi possiamo davvero dire che il primo atto della restaurazione sia quello di far pagare ai cittadini un secondo giro. Il consiglio comunale il 29 novembre, in fratta e furia, ha deliberato l’acquisto dell’area per la somma di 2.951.463,53 euro. Da una lettura della delibera pare che la stima sia stata fatta con una rapidità veramente inusitata dagli uffici comunali del patrimonio, ma che debba essere ancora confermata dall’agenzia del demanio.

Lo scopo nobile è quello di spostare in quell’area il depuratore del rivellino.

Per questo l’Autorità Idrica Toscana si impegnerà ( ma non si è ancora impegnata) a pagare tutte le rate del mutuo che verrà contratto dal Comune di Livorno mettendo nella bolletta dell’acqua anche questa voce. Attenzione non è una proposta già formalizzata o accettata e non è affatto scontato che il costo del terreno sia ribaltabile in tariffa. Tant’è l’amministrazione Salvetti lo dà per scontato.

La decisione fa scalpore perché travolge l’impostazione precedentemente accettata sia dall’amministrazione Nogarin che, suo malgrado, dall’Autorità di Sistema Portuale.
Infatti a marzo 2019 gli accordi già formalizzati erano che l’Autorità di sistema portuale dava in concessione al comune l’area a canone abbattuto e il comune a sua volta lo concedeva gratuitamente ad ASA per spostare il Rivellino.

Mancavano solo gli atti di concessione e invece non se ne fa più nulla.
La decisione è però ben mascherata da atto tecnico “dovuto”. Salvetti non c’entra, forse non ha neanche chiaro cosa è successo. Le carte in tavola le cambia il nuovo segretario del comune di Livorno.

La dott.ssa (omissis) ferma tutto perché la proprietà del nuovo impianto di depurazione a fine concessione diventerebbe dell’Autorità di Sistema portuale in quanto proprietaria del terreno. Il parere valuta l’operazione sconveniente e perciò non percorribile. ( L’avrà capito Salvetti che il parere contiene una valutazione e non una regola universale alla quale obbedire?)
Nessuno si pone il problema che gli impianti hanno vita limitata ( circa 50 anni) e che alla fine resterà un terreno da bonificare e niente più per cui una concessione a 99 anni poteva abbondantemente essere capiente.

Senza studi specifici, senza analisi costi benefici, come nella fastosa età dell’oro, l’amministrazione mette in piedi tutte le procedure per l’acquisto.

La domanda delle domande è però un’altra. Perché il comune acquista il bene per darlo in concessione a ASA dietro corrispettivo dell’intero prezzo pagato? Siamo sicuri che ASA e AIT siano d’accordo, perché alla fine prendono in concessione un area al prezzo a cui la potevano comprare direttamente e per di più dovrebbero ribaltarne il costo in tariffa. E se ASA trova di meglio sul mercato che sarà servito l’acquisto del comune? 

L’impressione è che questa improvvida e velocissima fuga in avanti del comune di Livorno risponda a un sotteso interesse a dimostrare la bontà del primo acquisto. Perché?

Nel frattempo siamo passati da un’area a disposizione per le istituzioni pubbliche a canone abbattuto e concessa a una partecipata a costo zero ad una che invece al contribuente dovrebbe costare quasi tre milioni. Come se a Livorno tre milioni non facessero comodo per i servizi sociali nella nostra città.

l’area interessata

foto cartina paduletta

il parere del segretario comunale

parere segretario comunale acquisto rivellino

 

a cura della redazione di Codice Rosso

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