Territorio

U.S. Livorno, una componente del capitale di rischio di Joel Esciua

Dall’inizio dell’estate la tifoseria livornese si chiede cosa sta accadendo alla società amaranto. Tre sono le domande fondamentali che circolano: la prima, perché il Livorno si è trovato con mezzi finanziari scarsi ad affrontare la C quando ne aveva più che sufficienti l’anno precedente? La seconda, chi è e cosa fa Joel Esciua, presidente del Livorno? La terza, di fronte ad ipotesi di vendita, nonostante la crisi, perché Joel Esciua ha rifiutato le offerte?

Queste domande emergono sulla spinta di numerose testimonianze attendibili sulle difficoltà di bilancio legate alla prima squadra e del vero e proprio disastro nella gestione delle giovanili. Ci siamo quindi documentati sulla situazione del Livorno e siamo giunti a queste conclusioni 1) Il Livorno entra in crisi quando il settore finanziario in cui lavora Joel Esciua si trova in serie criticità. 2) Joel Esciua è un finanziere che usa il Livorno come un bene da capitale di rischio che subisce forti rialzi e ribassi 3) “non vendere “ è un imperativo quando si prova a salvare il capitale investito. Inoltre Esciua per guadagnare non deve vendere tanto il Livorno ma la sua controllante, Polimeta che ha un valore più alto.

Certo la crisi delle sue attività finanziarie a fine 2024 è forte (sia il lavoro sui mercati emergenti che quello sul debito sudamericano), il 30 aprile 2025, Joel Esciua si dimette da una società londinese di gestione di appartamenti (Redfield),  poco dopo cominciano le frizioni con il direttore generale Mosseri che è stato sostanzialmente garante di Esciua a Livorno. Poi tutto quello che conosciamo come tifosi, dalla liquidazione della squadra che aveva dominato in D al dramma delle giovanili. Cerchiamo quindi di capire la dinamica di cosa ruota attorno al Livorno. Una cosa è certa, Esciua è in difficoltà come proprietario unico della società controllante il Livorno, Polimeta, di conseguenza come debitore in grado di ottenere credito per finanziare il Livorno.

Il fallimento della AS Livorno del 2021 ci mostrò un’economia del debito piuttosto diffusa che ruotava attorno alla serie C . L’esempio, per quanto riguarda Livorno, di questa economia era Pier Paolo Gherlone, la “mente” dell’acquisizione della società labronica nel 2020  definito dalla procura di Asti uno specialista della bancarotta fraudolenta. Insomma, il Livorno serviva a generare profitti, trasferiti altrove, tramite una vera e propria economia fraudolenta del debito. La crisi societaria attuale ci mostra la  struttura proprietaria dell’Unione Sportiva Livorno 1915 come caso che illumina come si radica la finanziarizzazione globalizzata del calcio anche in società a forte identità territoriale e di serie C. Per comprendere l’attuale crisi del Livorno, divenuto componente di rischio del capitale del franco-brasiliano Joel Esciua è necessario quindi analizzare non solo il club, ma anche la  scatola  che lo contiene.

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  1. La scatola vuota di Joel

Il Livorno non è posseduto direttamente da una persona, né da un fondo  ma è controllato al 100% da una società di diritto britannico chiamata Polimeta Limited. Questa entità è la chiave di tutta l’operazione Livorno come la fonte delle sue crisi strutturali. Nei report finanziari, Polimeta risulta essere un “guscio” (shell) fatto di 10.000 euro di capitale sociale versato  o, in termini tecnici, una SPV (Special Purpose Vehicle) , ovvero una “società veicolo”. Questo è un concetto fondamentale: una SPV è una società creata con un unico, specifico scopo. Non ha dipendenti, non produce beni, non ha uffici reali (la sua sede è un appartamento a Londra). Il suo unico scopo è possedere un altro asset, in questo caso l’U.S. Livorno. Ma dove abita il proprietario di questo guscio fatto con poche migliaia di euro? In tutti i documenti ufficiali britannici consultati, la nazionalità di Joel Esciua è indicata come Francese (“Nationality: French”); Nei documenti ufficiali di nomina e nei dati societari di Polimeta, Joel Esciua è registrato con “Country of residence: Uruguay” (Paese di residenza: Uruguay); Ma, mentre la sezione “Directors” (Amministratori) di Polimeta indica spesso l’Uruguay come residenza di Esciua, la sezione “PSC” (Persone con Controllo Significativo) di Polimeta lo ha elencato anche come residente in Inghilterra. Questo suggerisce che l’Uruguay sia una delle sue residenze dichiarate fiscalmente o legalmente, alternata a quella londinese, un comportamento tipico da finanziere apolide, di quelli che, con un “click” , scompare domani.

 Perché Esciua usa una SPV? Per due motivi:

  1. Isolamento del rischio: L’SPV agisce come un “firewall”. Se il Livorno dovesse fallire o accumulare troppi debiti, i creditori potrebbero rivalersi solo sull’SPV (Polimeta), che è una scatola vuota, e non sul patrimonio personale del suo proprietario.
  2. Strategia di uscita: Come vedremo, vendere la “scatola” (Polimeta) per Joel Esciua è molto più vantaggioso che vendere l’asset al suo interno (il Livorno).

Il bilancio di Polimeta mostra un patrimonio netto nullo. Questo significa che le sue attività (i soldi investiti nel Livorno) sono perfettamente bilanciate dalle sue passività (i debiti che ha verso il suo stesso proprietario). È un semplice “ponte” finanziario.

  1. Il proprietario:  Joel Esciua

L’unico proprietario e amministratore di Polimeta Limited è Joel Esciua. La sua identità professionale è cruciale: Esciua non è un imprenditore locale con legami territoriali, ma un finanziere che ricopre il ruolo di Senior Managing Director presso Delphos, una società specializzata in mercati ad alto rischio e settori fortemente speculativi.

Il “venture capital” di Esciua tratta il Livorno come una startup o un “distressed asset” (un bene in difficoltà). Per questo genere di investimento infatti la strategia è:

  1. Acquistare l’asset a un prezzo basso (quando è in crisi, in Serie D).
  2. Investire il minimo indispensabile ma per aumentarne il valore.
  3. Rivendere l’asset (il club) a un prezzo molto più alto, generando una plusvalenza.

3.Il finanziamento

Un club come il Livorno ha costi di gestione (stipendi, trasferte) che possono essere stabilmente più alti dei suoi ricavi (biglietti, sponsor). Il bilancio può essere strutturalmente in perdita . Come si sopravvive in questi casi?

Il proprietario (Esciua, attraverso Polimeta) deve sempre costantemente immettere denaro fresco per “coprire il buco”. Questo non avviene come donazione, ma attraverso un meccanismo legale chiamato “finanziamento socio”. In pratica, Polimeta (la holding) presta i soldi all’U.S. Livorno (la società controllata). Questo crea un complesso circolo di debito interno: Esciua presta i soldi a Polimeta (passività di Polimeta), che a sua volta li presta al Livorno (passività del Livorno). La logica è quella di generare il minimo investimento per arrivare all’aumento del valore del bene (e ingaggiare l’allenatore Formisano stava dentro questa logica). Se poi esiste un soggetto terzo (finanziatore di Esciua) la catena è ancora piu’ complessa. Si tratta di debiti che generano debiti e che creano instabilità quando l’asset non prende valore o quando c’è una crisi di liquidità.

 

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  1. La crisi

Il modello “venture capital” funziona solo se l’investitore ha liquidità continua o se l’asset aumenta di valore rapidamente. Non sono avvenuti nessuno dei due casi, inoltre  sono emersi due problemi che hanno messo in crisi il sistema di Esciua.

  1. Crisi del business principale: Il lavoro di Esciua (Delphos) è legato ai mercati emergenti (EMD) e al debito latino-americano, settori che nel 2024-2025 hanno mostrato grande volatilità ed enormi difficoltà.
  2. La crisi valutaria : Questo è un nesso tecnico importante. Esciua, lavorando nella finanza internazionale, molto probabilmente percepisce i suoi guadagni e bonus in Dollari (USD). L’U.S. Livorno, invece, paga stipendi e fornitori in Euro (EUR).

Nel 2025, i report indicano un forte indebolimento del dollaro rispetto all’Euro. Per Esciua, questo è un disastro la combinazione della crisi del business principale, che si fa in dollari, e il calo del dollaro assieme ai costi del Livorno che sono in euro.

  • Esempio Pratico: Se nel 2024 per coprire una perdita di 1 milione di Euro del Livorno gli servivano (ipotesi) 1,05 milioni di Dollari, nel 2025, a causa del cambio sfavorevole, per coprire la stessa identica perdita di 1 milione di Euro, potrebbero servirgli anche oltre 20 per cento di dollari in più.

Le perdite del Livorno, oltre alle spese per la nuova categoria, sono diventate improvvisamente molto più costose per il suo patrimonio personale o per chi gli presta i soldi. Questo genera uno “stress di liquidità” che spiega la difficoltà nel continuare a finanziare il club sia finanziandolo direttamente che chiedendo prestiti.

 

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  1. La trappola: I “crediti postergati” (Art. 2467 c.c.)

A fronte di questa crisi di liquidità, la mossa logica per Esciua sarebbe recuperare i soldi già prestati al Livorno (i “finanziamenti soci”). Ma qui scatta la trappola legale.

La legge italiana (specificamente l’Art. 2467 del Codice Civile) protegge i creditori esterni (es. fornitori, dipendenti, fisco). La norma stabilisce che, in una società in difficoltà finanziaria (come un club di calcio), i prestiti fatti dai soci (“finanziamenti soci”) sono “postergati” (ovvero, subordinati).

“Postergato” significa “messo per ultimo”. In caso di problemi, il Livorno deve prima pagare tutti gli altri (fornitori, giocatori, ecc.). Solo se, e quando, tutti gli altri saranno stati pagati al 100%, si potranno rimborsare i prestiti fatti dal socio (Polimeta).

Visto che il club appare in perdita , quei soldi non ci saranno mai. Di conseguenza, i milioni che Esciua ha versato tramite Polimeta sono legalmente “intrappolati” nel club. Non può chiederli indietro e non può venderli a nessuno (chi comprerebbe un credito che vale zero?). Per questo Esciua non vende il Livorno al suo valore di mercato quando arriva una offerta, deve vendere Polimeta o il Livorno ad un valore equivalente alla società controllante per recuperare quanto versato e fare una plusvalenza. In poche parole, il vero prezzo del Livorno lo fa Polimeta.

 

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  1. La Strategia di Uscita: Vendere la “Scatola” (Share Sale)

Questa situazione (crisi di liquidità e soldi intrappolati) porta all’unica conclusione per cui la struttura dell’SPV è stata creata: l’uscita.

Se Esciua decide di vendere, non farà una “Asset Sale” (vendita dell’asset). In questo scenario, Polimeta venderebbe l’U.S. Livorno a un compratore. Sarebbe fiscalmente inefficiente: Polimeta incasserebbe i soldi, pagherebbe le tasse nel Regno Unito, e poi Esciua dovrebbe pagare altre tasse per prendere i soldi da Polimeta (doppia tassazione).

Farà invece una “Share Sale” (vendita delle azioni), che è il vero scopo dell’SPV. Esciua venderà direttamente le azioni di Polimeta Limited al nuovo acquirente.

L’acquirente compra l’intera “scatola” (Polimeta) con dentro il Livorno, i suoi debiti e i crediti “intrappolati”. Per Esciua, questa è un’uscita pulita (“clean break”): riceve il pagamento, paga le tasse una sola volta (sulla plusvalenza, o capital gains), e si libera dell’intera struttura (inclusi i debiti e i rischi futuri). Per questo per Esciua, il Livorno non è in vendita, il vero guadagno sarebbe vendere la Polimeta con costi maggiori per l’acquirente.

Al di là del comportamento, sguaitamente folkloristico, del presidente la vicenda U.S. Livorno non è solo una questione di mancati controlli, nessuno è andato a controllare quali profili di rischio avesse questa operazione finanziaria, ma soprattutto di come i metodi degli “emerging markets” applicati a società di calcio possano lasciare terra bruciata dietro di sé esattamente come avviene nel Sud America, nell’Uruguay dove Esciua a noi risulta avere residenza fiscale,.

Inoltre questa è una vicenda nella quale i controlli – da parte della federazione, della Lega, di chi lo ha portato a Livorno  – si sono mostrati inesistenti proprio sul punto chiave: il profilo di asset ad alto rischio assunto dalla controllata US Livorno già dal momento della acquisizione da parte di Polimeta. E così tra crisi finanziaria, vicende da reality, dramma delle squadre giovanili si dipana la crisi, l’ennesima, della US Livorno.

 

l’ex redazione di Senza Soste