Ambarabaciccicoccò questo asilo a chi lo do.

Le necessita di bilancio spingono i comuni in tempi di Covid a comprimere i costi dei servizi con trasferimento dal pubblico al privato. Prevale sempre la solita logica neoliberale di un sistema basato sull’ineguaglianza.

Il Natale di quest’anno bisestile, ci ha fatto trovare sotto l’albero la delibera della Giunta comunale n°623 del 07/12/2020. Con la riunione in videoconferenza, la Giunta ha deliberato principalmente il piano triennale del fabbisogno del personale del comune di Livorno. Alla riunione risultavano assenti Cepparello, Raspanti e Lenzi . Alla pagina 24 della lunga delibera composta da 31 pagine, troviamo espresso in linguaggio burocratese, il regalino di Natale: “con decorrenza dall’anno scolastico 2021/2022, una modalità di gestione esternalizzata di due centri infanzia, dando contestualmente mandato al Settore medesimo di avviare i necessari ulteriori approfondimenti istruttori per l’individuazione dei due centri in ordine ai quali procedere, nonché della modalità di gestione ritenuta più idonea e raccomandando, altresì, di esperire le procedure secondo un cronoprogramma che consenta il rispetto delle scadenze previste”. La cosa buffa é che poco sopra, tra le linee di indirizzo politico, troviamo scritto:” sviluppare una politica dei servizi per l’infanzia 0-6 proiettata nel corso del mandato amministrativo, compatibilmente con le risorse di bilancio, al potenziamento quali/quantitativo dei medesimi”. Tradotto in volgo: prima si afferma il potenziamento qualitativo e quantitativo dei servizi per l’infanzia da 0 a 6 anni poi si da mandato al settore “Indirizzo, Organizzazione e Controllo”di muoversi in funzione del passaggio ai privati di due centri per l’infanzia senza individuazione di quali siano. Un’altra incongruenza la troviamo sul DUP (documento unico di programmazione) nel quale non troviamo traccia della privatizzazione dei servizi per l’infanzia, anzi, troviamo negli obbiettivi strategici di coesione sociale nella linea di mandato 2 : Tutelare l’infanzia e l’adolescenza e promuovere il benessere dei giovani, migliorare i servizi e il patrimonio scolastico e sostenere il diritto allo studio. Un’altra anomalia riguarda il fatto che la privatizzazione si trovi all’interno di una delibera volta al PTFP (Piano Triennale del Fabbisogno del Personale) quando risulta che il comune di Livorno rientra tra i comuni virtuosi e sotto la soglia che impedisce assunzioni legata, tra l’altro alla quota di cessazioni dal lavoro ben superiore alla quota di assunzioni. Da ciò si può dedurre che la riduzione del servizio per l’infanzia sia legato alle probabili minori entrate nelle casse del comune. Flessione che si è registrata come uno dei tanti effetti dell’epidemia con meno incassi dalle soste ai parcheggi, meno contributi da parte delle famiglie per la ristorazione scolastica, meno entrate in altri settori come:IMU,TOSAP, IRPEF,imposte di soggiorno, pubblicità,TARI, minori sanzioni derivanti da violazioni al codice della strada, eccetera. Ma la cosa che più stride in questa vicenda che ci dà un assaggio di cosa accadrà al nostro paese quando usciremo del tunnel del Covid visto che ci stiamo indebitando sempre di più, è che il nostro Comune ha aderito da tempo al progetto regionale “ POR FSE 2014-2020”, per promuovere e sostenere nel territorio toscano nell’anno educativo 2020/2021 l’offerta di servizi educativi per la prima infanzia. Il piano, che utilizza i fondi sociali europei (FSE), prevede il finanziamento ai comuni per l’acquisto di posti-bambino negli asili privati convenzionati da assegnare alle famiglie in lista di attesa. “Il Comune di Livorno ha aderito al progetto regionale, presentando un progetto territoriale che è stato apprezzato ed ha ricevuto un finanziamento che integrerà quanto già stanziato dal Comune di Livorno per acquistare posti-bambino presso i Nidi privati accreditati. I Servizi educativi prima infanzia privati, accreditati e convenzionati per l’acquisto di posti coperti sono: Chicchirillò, Il Satellite, Casa del Re, Limoncino, Ludonido, Scarabeo, Baby Garden, C’era 2 volte, L’arca di Noè, Il Nido delle Meraviglie, Villa Liverani, Mondo Infanzia Blu e Pimpiruli”
(fonte:www.comune.livorno.it/educazione-scuola/nidi-infanzia/progetto-regionale-por-fse-20142020-ae-20182019). Come dire, da una parte taglio il servizio privatizzandolo, mentre contestualmente dall’altra copro la riduzione di posti pagandoli al privato. Non c’è che dire è proprio una bella politica! Non mi sembra che questo modus operandi sia la via migliore per raggiungere lo scopo di ottimizzare l’impiego di risorse pubbliche e per centrare il bersaglio dell’efficienza, dell’economicità e del miglioramento della qualità del servizio. Non ho mai creduto che il privato, anche se in forma cooperativa, sia meglio del pubblico. Per fortuna la prospettata privatizzazione dei due asili anonimi è stata stoppata con dichiarazione pubblica dal sindaco. Ciò non toglie che la questione rimanga ancora aperta in attesa di una soluzione chiara e definitiva. La delibera è stata messa in attesa ma non ancora modificata. Occorre capire dove si scaricheranno le economie e in quale settore colpiranno le forbici del taglio di spesa. Certamente una città di sinistra dovrebbe astenersi dal applicare politiche neoliberistiche in special modo nella distribuzione dei servizi sociali. Tra l’altro per ironia della sorte, secondo indiscrezioni non confermate, un probabile asilo oggetto di privatizzazione potrebbe essere proprio quello sito dietro la facciata del teatro S.Marco che diede i natali il 21 gennaio del 1921 al PCI.
{D@ttero}
Immagine:https://www.pexels.com/it-it/foto/apprendimento-arte-arti-e-mestieri-asilo-159579/

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