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Ibridazioni – Viaggio nell’immaginario tecnologico di David Cronenberg di Gioacchino Toni e Paolo Lago

Nel mese di ottobre 2025 è uscito il libro Ibridazioni – Viaggio nell’immaginario tecnologico di David Cronenberg di Gioacchino Toni e Paolo Lago, pubblicato da Rogas Editore, che sarà presentato a breve a Livorno a cura della redazione di Codice Rosso.

Si tratta del terzo lavoro che i due autori scrivono insieme, dopo Alle radici di un nuovo immaginario (2023) e Spazi contesi. Cinema e banlieue (2024), e rappresenta un ulteriore passo verso un’analisi approfondita del rapporto intenso che esiste tra cinema e società, tra filosofia e politica, tra critica e vita.

In questo senso Ibridazioni riguarda direttamente il nostro futuro e la nostra difficile relazione con la tecnologia, che attraversa corpi, identità, immaginari e orizzonti di senso, temi che il cinema di David Cronenberg ha anticipato fin dalle prime produzioni.

Il libro si divide in cinque capitoli, con un’introduzione di Pietro Ammaturo e un’appendice relativa all’ultimo film del 2024, The Shrouds.

L’immaginario tecnologico nella fiction

Il capitolo è una sorta d’introduzione sociale al libro, dove il cinema viene inteso come macchina della modernità, capace di allargare il visibile, e dove macchine, automobili e tecnologie trasformano merci, uomini e l’intero pianeta. Insomma, “il cinema non ha potuto fare a meno di confrontarsi con la tecnologia, non accontentandosi di un ruolo di mediazione del processo ma, in virtù della sua origine tecnologica, agendo come parte in causa dei fenomeni che definiscono la modernità”.

Dalla rivoluzione industriale all’ostilità romantica, dai timori che ha suscitato alle speranze di un futuro migliore, la tecnologia è parte costitutiva dei processi storici che ci avvolgono, e il robot sembra replicare l’atto divino del creare, quasi un’immortalità desiderata da sempre “mediante quella che può essere considerata la sua caratteristica chiave, ovvero la manipolazione del tempo a venire e del reale in generale” (Ubaldo Fadini, Velocità e attesa).

In questo capitolo, come nei precedenti libri degli autori ma in misura maggiore, sono presenti numerosi richiami alla storia del cinema, a registi e film importanti – da Blade Runner a Matrix – con riferimenti puntuali alle produzioni di Cronenberg, alla storia della filosofia (da Marx a Deleuze, da Perniola a Bifo), alla critica e alla sociologia del cinema, e a scrittori di ogni epoca, come Dick e soprattutto Ballard, per il legame diretto con Crash: “è soltanto nella tecnologia che possiamo leggere il nostro nuovo inconscio”.

Nei film di Cronenberg la carne e la vita umana vengono spesso private di esperienza e potenzialità, di una vera vita direbbe François Jullien, e non hanno possibilità di sopravvivere nella maggior parte dei casi. Paolo e Gioacchino intravedono nei corpi tecnologici e martoriati del regista canadese, soprattutto in Videodrome, un nuovo concetto di realtà che anticipa “quell’inconscio digitale che è il nuovo territorio abitato e agito dal cyborg, dalla nuova dimensione postumana, che implica non solo un rapporto stretto e funzionale tra corpo e tecnologia, ma anche una ridefinizione del concetto stesso di realtà” (Antonio Caronia, Il corpo ricreato).

Inquietudini cronenberghiane

In questo capitolo si comincia a entrare nell’immaginario vero e proprio di Cronenberg, dove il corpo diventa l’elemento centrale e, allo stesso tempo, il territorio conteso delle scene dei suoi film. La ricerca scientifica e le nuove tecnologie minacciano l’ordine sociale e l’integrità fisica e psicologica dei personaggi: la nuova carne diventa spazio tecnologico e nevrotico, dove malattia, infezioni virali e morte sembrano quasi un punto d’arrivo inevitabile.

Gli stessi luoghi delle sceneggiature diventano spazi indistinguibili tra realtà e fantasia, dove avvengono ogni secondo mutazioni, ibridazioni e trasformazioni da incubo, come in Videodrome, Il pasto nudo e Crimes of the Future, e dove il confine tra bene e male vacilla, soprattutto nelle sequenze finali.

Gli autori si soffermano anche sul concetto di dromologia di Paul Virilio, intesa come scienza o logica della velocità: la rivoluzione inaugurata con la ferrovia e poi con le automobili ha continuato “il suo tragitto nelle trasmissioni, nell’universo dell’informazione audiovisiva, informatica e telematica, in cui, con la loro immaterialità ed evanescenza, si raggiunge la definitiva sparizione del reale”. Inoltre, come scrive Virilio nel libro L’orizzonte negativo: “La rivoluzione dei trasporti, producendo la fabbrica della velocità, industrializza lo spavento: il motore fabbrica la paura”.

Di fronte a questo immaginario lo spettatore viene posto davanti a uno specchio che gli restituisce uno spettacolo del sé definitivamente alterato, e gli “spazi diventano camere oscure della mente, devastazioni di una coscienza che si configura come carnefice del corpo”. Il futuro stesso sembra sparire insieme al nostro presente digitalizzato, come in Crimes of the Future.

“La sensazione di no future che ha attraversato gli anni ’70 del secolo scorso sembra essersi trasformata in una certezza in questi primi decenni del nuovo millennio”.

Ibridazioni biologiche, artificiali e mediatiche

Nei successivi tre capitoli vengono analizzati tre tipi di ibridazioni presenti nei film di Cronenberg:

  • Ibridazione biologica, quando un esperimento scientifico maldestro produce contaminazioni biologiche che attaccano corpi e menti dei personaggi. Vengono analizzati film come Shivers, Rabid e La mosca.
  • Ibridazione artificiale, che riguarda “l’innesto di componenti artificiali nel corpo dei protagonisti, con la dipendenza tecnologica e con un più generale processo di artificializzazione dell’essere umano contemporaneo, che ne riscrive identità, immaginari e desideri”. In quest’ottica vengono spiegati film come Crash, Crimes of the Future e Cosmopolis.
  • Ibridazione mediatica, che mostra “l’incidenza sull’essere umano del mezzo televisivo e dei sistemi di interattività digitale”, esplicitata chiaramente in eXistenZ e Videodrome, ma anche in Scanners e La zona morta.

Gli autori chiariscono come questi tre tipi di ibridazione si fondano e si attraversano reciprocamente, e come siano presenti fin dalle prime opere del regista.

I vari film vengono descritti con una scrittura precisa e dettagliata, che inserisce con naturalezza trama e contenuti, scene e movimenti della macchina da presa, rimandi a film fondamentali (come Blade Runner) e opere letterarie (Ballard e Dick). La scrittura diventa una macchina da presa virtuale che unisce, con equilibrio e profondità, le varie discipline contemporanee che cercano di comprendere la società attuale.

Ibridazioni rappresenta una vera prova di maturità degli autori, dove i temi sociali e politici sono mostrati con equilibrio e sicurezza, e dove la tecnologia appare inevitabile nello sviluppo contemporaneo, ma contiene anche aspetti inquietanti relativi alla mente e al corpo, al desiderio e al potere, alla terra e alla vita vera.

Il libro è anche un invito al cinema e alla sua storia, compresi quei testi di critica cinematografica che costituiscono solitamente un genere di nicchia; inoltre riesce a coinvolgerti nella visione e nella comprensione dei film di Cronenberg, rendendo quasi impossibile, dopo una lettura attenta, non voler vedere o rivedere alcune delle opere analizzate.

Come già sottolineato, sono davvero numerosi i riferimenti letterari e filosofici inseriti nel testo: basti pensare alle 19 pagine di bibliografia presenti nell’appendice.

Grazie davvero a Paolo e Gioacchino, perché Ibridazioni, oltre Cronenberg, attraversa temi fondamentali come tecnologie, macchine, robot, corpi, desideri, contaminazioni, malattie, virus, morte e, più semplicemente, il nostro futuro a venire.

Per Codice Rosso Coltrane59

IBRI.JPD

 

Paolo Lago, Gioacchino Toni, Ibridazioni. Viaggio nell’immaginario tecnologico di David Cronenberg, Rogas, Roma, 2025, pp. 284, euro 23,70 (qui la pagina dell’editore).

Paolo Lago e Gioacchino Toni vantano numerose pubblicazioni di teoria e di critica della letteratura e dell’universo audiovisivo. Insieme hanno realizzato i volumi Alle radici di un nuovo immaginario. Alien, Blade Runner, La Cosa, Videodrome (Rogas 2023) e Spazi contesi. Cinema e banlieue. L’Odio, I Miserabili, Athena (Milieu 2024). Entrambi sono redattori della rivista «Carmilla online» e collaboratori di altre testate.