Livorno-Guidonia: ahi ahi ahi
di Nello Gradirà
Sì, lo so, avevo detto che in casa non ci andavo più, invece ci sono andato. E così, come tutti gli altri presenti allo stadio, ho subito una punizione biblica.
Aggravante: il Guidonia visto ieri aveva fatto un punto in due partite, finora non aveva mai segnato e nella sua storia non aveva mai vinto una partita di calcio professionistico. E in effetti è parso davvero poca cosa, una squadra che lotterà per salvarsi e chissà se ci riuscirà.
Peccato: con una vittoria sarebbe stato addirittura secondo posto in classifica, a dimostrazione di quanto questo campionato sarebbe abbordabile.
Ma come si suol dire i nodi vengono al pettine. E puntualmente sono venuti fuori tutti insieme, cancellando il cauto ottimismo prodotto dalla vittoria sulla Ternana.
La Ternana però aveva giocato a ritmi molto compassati ed era rimasto il dubbio di cosa potesse succedere contro una squadra più rapida.
E infatti già contro la Juve U23 c’era stata qualche difficoltà in più, ma la partita si poteva tranquillamente portare a casa se non fosse stato per due errori individuali, quindi prestazione non del tutto da buttare e ottimismo confermato.
Il Livorno però è una squadra costruita male dove abbondano i mediani e i fantasisti ma non c’è un regista a pagarlo oro. Se si guarda l’altezza dei centrocampisti il Livorno sembra la nazionale dei puffi, inoltre in difesa, se qualcuno dei tre titolari non gioca, c’è da mettersi le mani nei capelli perché chi entra in campo è roba da film dell’orrore: domenica scorsa Nwachukwu (2 gol regalati alla Juve), ieri Baldi (ai dribbling dell’attaccante avversario in occasione del gol non avrebbe abboccato nemmeno mio nonno in carrozzella).
Ma ieri il vero protagonista in negativo è stato l’allenatore Formisano. La formazione iniziale è stata completamente sbagliata, frutto di presunzione e superficialità. Primo errore, mettere insieme in campo dal primo minuto due punte sulla quarantina che si sa che non reggono più di un’ora. E oltretutto con altri due giocatori offensivi (Cioffi e Biondi), per cui praticamente hai giocato con un 3-3-4. Probabilmente Formisano ha pensato: facciamo un gol, poi pensiamo a difenderlo. Il gol però non è arrivato, il Guidonia si è difeso ordinatamente e poi dall’inizio della ripresa ha accelerato i ritmi. Qui è apparso chiaro che stavano per arrivare momenti duri e che si rischiava il peggio. Circa venti minuti raccapriccianti in cui il gol era nell’aria senza che Formisano facesse una mossa, poi preso puntualmente il gol arriva una raffica di sostituzioni a casaccio (5) tra cui Dionisi e Di Carmine naturalmente spompati.
Ovviamente peggio che andar di notte, e occasioni a raffica in contropiede per il Guidonia che non ha raddoppiato un po’ per imprecisione e un po’ per merito di Ciobanu, unica consolazione della partita.
Ciobanu ha confermato le belle impressioni che aveva destato l’anno scorso e fa pensare di avere grandi prospettive. Ma anche qui altro errore: invece di prendere in prestito un portiere giovane, che oltretutto non ci sarà per chissà quanto, c’era da prendere un portiere esperto che potesse garantire tranquillità e contribuire a far crescere Ciobanu.
È vero che Formisano ha avuto a disposizione molti attuali titolari da poco tempo, ma da qui a mettere in campo gente a casaccio ce ne corre.
Formisano purtroppo sta dimostrando che una cosa sono le chiacchiere in conferenza stampa e un’altra il campo: e parlando di chiacchiere, neanche queste ci sono piaciute perché accusare i giocatori di scarsa mentalità per la sconfitta senza assumersi responsabilità per i propri errori non è un bel sistema per gestire lo spogliatoio.
Si diceva titolari a disposizione da pochi giorni: con un campionato di serie D vinto a febbraio, c’era tutto il tempo di programmare, di scegliere un allenatore esperto della categoria, di costruire una rosa all’altezza e invece ci si riduce a fare un ritiro con quattro sciagurati, a prendere un allenatore-scommessa, a raccattare giocatori a casaccio tra prestiti e svincolati per cui ci sono ruoli affollatissimi e altri scoperti…
Ora, a mercato chiuso, grandi capovolgimenti non ce ne possiamo attendere. Il Livorno è poca cosa e bisogna dare atto alla società che quando parlava di obiettivo decimo posto è stata piuttosto realistica. Dopo la prestazione di ieri molti di noi ci farebbero la firma. Ma la firma più grossa la metterebbero se l’attuale presidente vendesse e se ne andasse. Poi però non ci si lamenti del numero degli abbonamenti.

