15 lavori destinati a crescere negli anni ’20

Analizzare gli spot sul lavoro degli anni ’20 aiuta a capire scenari utili alla politica e al fare sindacato. Stiamo parlando di uno scenario in cui sono destinati a incrociarsi crescita della robotica, dell’intelligenza artificiale e flessibilità del lavoro.  Come si intuisce le criticità possibili, in uno scenario simile, sono molte. Ma che tipo di scenario è prevedibile, per l’evoluzione del lavoro, nei prossimi anni? Una completa sostituzione dell’attività umana, come sostengono alcuni analisti, o lo scenario è più complesso?

Seguiamo un recente rapporto del MIT qui curiosamente, ma non troppo per chi segue questi temi emerge quindi un nodo che sara’, sempre secondo il rapporto MIT, IL nodo degli anni ’20. La complessita’ e le criticità del mercato infatti richiedono, per i prossimi anni, oltre all’immissione di tecnologie, robotica e AI nella produzione e nei servizi una nuova, forte dose strategica di flessibilità umana. Questo comporta enormi problemi su tutti i piani citati ed altri molto vicini (es.  nel rapporto viene citato il sistema dell’educazione). Eccolo qua il nostro nodo tradotto in italiano dal rapporto MIT : “i sistemi produttivi [meglio, la loro componente tecnologica, ndr] devono costantemente adattarsi a condizioni che mutano rapidamente. Allo stato delle tecnologie attuali la presenza umana spesso sorpassa nella flessibilità quella delle macchine”.

Non ci vuole molto a capire che, nello scenario degli anni ’20, si prevede come l’evoluzione tecnologica, nell’ambito produttivo, abbia pause e punti ciechi, e che tocchi alla flessibilità del lavoro riempire i vuoti di investimento  sulle tecnologie e di praticabilità dell’immissione di robotica e Ai nei processi produttivi. Lo scenario è quello di una tecnologica che cresce assieme alle dosi di flessibilità umana. Lo spot che proponiamo è una razionalizzazione, un marketing intelligente proprio dell’intreccio tra flessibilità umana ed evoluzione tecnologica. Dallo spot esce una professione, dall’analisi se ne capiscono le criticità. Ecco qui quindici professioni del futuro, confezionate con i metodi del marketing del lavoro, che aiutano a capire dove la flessibilità dovra’ stare al passo dell’evoluzione tecnologica. Anche nei lavori di educazione e cura dove la tecnologia, per non parlare della robotica, si candida ad essere molto presente.

E qui va anche detta la verità: il problema del nostro paese sarà, come in parte accade già oggi,  non solo di costruire adeguate protezioni sociali ma anche di non dover sopperire alla mancanza di evoluzione tecnologica con i bassi salari e di dover sviluppare un livello tecnologico tale da permettere nuove professioni complesse. Altrimenti, al di là delle frasi fatte, capiremo davvero cosa vuol dire essere dalla parte debole dello “sviluppo”. Come tutti questi temi siano già presente è scontato. Molto meno la capacità della politica e del fare sindacato di starci pienamente.

 

 

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