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Leggere Larry Fink e poi pensare a Livorno

Il nostro Jack RR interviene nella stanca discussione su come far arrivare a Livorno i fondi del Green Deal Europeo. Suggeriamo di seguire il filo delle sue riflessioni.

Redazione.

 

Larry Fink rappresenta pubblicamente la società Black Rock e cura il rapporto con l’esterno. Lo zio Larry ogni tanto scrive una lettera ai suoi colleghi Ceo, gli organizzatori della gestione delle masse monetarie che Black Rock prende sotto la propria ala protettrice e remunerativa, indicando loro la strada da seguire.
Varrebbe la pena di approfondire la differenza tra un Mattarella o similare con Larry ma sarebbe solo voler soddisfare quello spirito di rivalsa verso un mondo che mangia sé stesso di cui possiamo poco disporre, quindi essendo pari allo zero vediamo se rimettiamo al lettore qualcosa di più utile.
Nell’ultima sua lettera Larry afferma che oggi il rischio finanziario è legato strettamente al rischio ambientale, indicando la generalità dei cambiamenti climatici. Larry indica ai Ceo di investire in aziende che operano nei settori industriali che si dimostreranno essere determinanti nella transizione ecologica. Mette già in evidenza l’enorme massa monetaria che si è mossa già dall’inizio della pandemia verso questa ben precisa direzione di investimento: Da gennaio a novembre 2020, gli investitori in fondi comuni ed ETF hanno investito globalmente $288 miliardi in asset sostenibili, con un incremento del 96% rispetto a tutto il 2019.
Indica così la strada con assennatezza perché sottolinea che la premura è dare garanzie di continuità patrimoniali a fondi pensione, assicurativi e altre fonti finanziarie loro clienti.
Le persone attente del capitalismo fiutano da sempre le tendenze, anticipano e hanno menti lucide e pronte al cambiamento. Infatti comandano e si possono anche permettere di andare oltre il loro ruolo definito nell’azienda in cui lavorano spingendosi fino a toccare piani sociali che generalmente sono stati regolati dai governi. Oggi gli Stati arrancano dietro la velocità e la capacità di intervenire in termini innovativi delle società private. Larry è buono perché si prende cura, gli Stati corrono fiscalmente ma da quarant’anni tentano di trarsi d’impaccio perché privatizzano. Gli Stati non sono stati capaci, si può dire visto che i governanti fanno di tutto per affibbiare al privato segmenti di produzione e di sapere. Perché la cosa più deleteria quando si spinge a privatizzare non è solo perdere la capacità produttiva ma perdere il sapere e le sue potenzialità. Fino al punto che anche fiscalmente si perde il passo.
Per questi motivi di fondo oggi ad un giovane conviene leggere Larry e lasciare Mattarella a coloro che hanno ancora la pensione garantita. Leggere Larry ma pensare sempre che Larry non è un profeta ma solo un vivace cervello che dalla sua postazione privilegiata, quella dove i dati affluiscono con nitidezza, riesce a tracciare traiettorie per il futuro. Sempre chiaramente col senno della rendita, ci mancherebbe.
Allo stesso tempo questi personaggi vanno seguiti perché solo inserendosi su questo piano si capisce come poterci organizzare sia politicamente che individualmente. A cascata dal Green Deal Europeo per l’Italia sono previsti 59,46 miliardi di euro per progetti inerenti la Transizione Verde, ripartiti in 12,1 in efficienza energetica di edifici residenziali, 32,1 di mobilità sostenibile e 18 energia rinnovabile ed economia circolare, inoltre 3,6 per realizzazione reti intelligenti.
Arrivare a conseguire certe masse di finanziamento comporta una buona capacità politica e amministrativa. Come utilizzarle con quali progetti?
Il 2023 è il limite massimo in cui la politica nazionale e locale potrà dare il meglio di sé per spendere bene i soldi conseguiti, nel caso i progetti siano davvero innovativi.
La qualità politica e la tensione tra vecchio e nuovo si giocherà in questa fase, dopo chissà.
Sembra non esserci al momento un dibattito politico all’altezza dei soldi in arrivo, difficile anche capire perché ci sia una previsione del 60% da distribuire al centro sud come se i progetti fossero già accordati.
Al momento circolano i seguenti criteri:
In particolare, il D.M. 396 del 28 settembre 2021 ha previste tre linee di intervento:
● Linea d’Intervento A – miglioramento e meccanizzazione della rete di raccolta differenziata dei rifiuti urbani;
● Linea d’Intervento B – ammodernamento (anche con ampliamento di impianti esistenti) e realizzazione di nuovi impianti di trattamento/riciclo dei rifiuti urbani provenienti dalla raccolta differenziata;
● Linea d’Intervento C – ammodernamento (anche con ampliamento di impianti esistenti) e realizzazione di nuovi impianti innovativi di trattamento/riciclaggio per lo smaltimento di materiali assorbenti a uso personale (PAD), i fanghi di acque reflue, i rifiuti di pelletteria e i rifiuti tessili.
Contestualmente al decreto n. 396, è stato pubblicato anche il decreto n.397 (sempre del 28.09.2021) relativo a “Progetti “faro” di economia circolare”, finalizzato a potenziare la rete di raccolta differenziata e degli impianti di trattamento e riciclo. Infatti, il decreto prevede:
● Linea d’intervento A – ammodernamento (anche con ampliamento di impianti esistenti) e realizzazione di nuovi impianti per il miglioramento della raccolta, della logistica e del riciclo dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche c.d. RAEE comprese pale di turbine eoliche e pannelli fotovoltaici;
● Linea d’intervento B – ammodernamento (anche con ampliamento di impianti esistenti) e realizzazione di nuovi impianti per il miglioramento della raccolta, della logistica e del riciclo dei rifiuti in carta e cartone;
● Linea d’intervento C – realizzazione di nuovi impianti per il riciclo dei rifiuti plastici (attraverso riciclo meccanico, chimico, “Plastic Hubs”), compresi i rifiuti di plastica in mare (marine litter);
● Linea d’intervento D – infrastrutturazione della raccolta delle frazioni di tessili pre-consumo e post consumo, ammodernamento dell’impiantistica e realizzazione di nuovi impianti di riciclo delle frazioni tessili in ottica sistemica cd. “Textile Hubs”.

Certe riflessioni meritano essere riportate localmente con l’auspicio che chi è deputato ci lavori già da un pezzo.
Buon lavoro.

Per codice rosso, Jack RR