Economia di guerra. Parte XV. Le sanzioni gravano sui lavoratori
Stiamo attraversando un intero trentennio perduto per le condizioni di vita delle classi lavoratrici del nostro paese.
Leggi tuttoStiamo attraversando un intero trentennio perduto per le condizioni di vita delle classi lavoratrici del nostro paese.
Leggi tuttoLa crisi industriale europea è legata al differenziale del costo del gas con gli Usa che a inizio 2025 è ancora di 3,5 volte superiore
Leggi tuttoLa sfida più impegnativa per il progetto dei Brics+ sia costituita dal conseguimento della compattezza geopolitica interna e di una postura unitaria sullo scacchiere internazionale.
Leggi tuttoLa fase di stagnazione dell’economia dell’Unione Europea affonda le radici nel settore industriale, dall’aumento del gas e dai mancati investimenti nell’innovazione tecnologica.
Leggi tuttoAnche nel 2024 l’economia dell’Eurozona gira a bassi regimi
Leggi tuttoE’ stata l’economia di guerra e non il “New Deal”, a mettere fine alla decennale depressione.
Leggi tuttoPer il Sud il completamento del processo industriale non aveva alcun interesse mentre, viceversa, era vitale per l’espansione produttiva del Nord.
Leggi tuttoIl modello economico liberista, ormai affermatosi saldamente in Europa da almeno un trentennio, evidenzia tutto il suo carattere iniquo e teso a creare marginalità sociale.
Leggi tuttoI tempi di sviluppo della curva di flessione della supremazia globale del Dollaro saranno nelle politiche delle future amministrazioni di Washington a partire da quella che uscirà dalle prossime elezioni.
Leggi tuttoI governi europei invece di prendere atto del boomerang che stava ritornando minacciosamente verso di loro hanno scelleratamente continuato, per servilismo verso Washington, la strada delle sanzioni
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