La convivenza con i novax fa crescere il protagonismo fascista

I gravi fatti di sabato 9 ottobre con l’assalto alla sede Cgil devono far riflettere tutti considerata l’evidenza del tentativo fascista di porsi come soggetto egemone nelle proteste di piazza. Il tutto in una, tragica, dinamica di avanspettacolo per cui le destre istituzionali condannano la violenza di piazza e il fascismo, salvo recuperare chiari argomenti antisemiti al ballottaggio a Roma, mentre le destre fasciste e di piazza continuano indisturbate il loro lavoro. Del resto, come dimostrano le amministrative di Milano se tra le destre ci sono differenze di bacino di consenso esiste, tra loro, anche un filo unitario: i soldi, con la destra istituzionale che serve come terreno per le operazioni di riciclaggio della destra extraistituzionale.

È chiaro, di fronte a una crisi economica e sociale come la nostra, tra postpandemia e rivoluzione capitalistica 4.0, che entrambe le destre possono crescere. Si tratta quindi di non dare loro spazio cominciando a evitare la tolleranza quando non la partecipazione a movimenti infiltrabili come i novax,  frutto di una anomia sociale senza prospettive. Come redazione pensiamo che di fronte a una pandemia che ha prodotto oltre 130 mila morti le lotte da farsi siano quelle per l’abolizione dei brevetti sui vaccini, per un servizio sanitario nazionale che privilegi la prevenzione, la gratuità e l’universalità della cura guardando anche alle prossime pandemie di un mondo antropizzato. Rispettiamo, ci mancherebbe, chi ne fa quasi esclusivamente una questione di diritti civili, visto anche il pasticcio del green pass, ma una cosa deve essere chiara. Questo genere di istanze deve crescere su un identificabile format di sinistra evitando di dare spazio a movimenti novax nei quali cresce poi il protagonismo fascista.

Due parole quindi sull’assalto alla sede della Cgil diretto dai camerati Fiore e Castellino (link),  poi arrestati,  di fronte al quale i carabinieri sono rimasti a guardare (link). Nella nostra redazione sono diversi i componenti che hanno partecipato a contestazioni anche aspre nei confronti della Cgil, responsabile di una lunga serie di accordi a danno dei diritti dei lavoratori, del salario e del potere di acquisto delle famiglie. Ma questo non ci impedisce di vedere una regola, fondamentale, dell’antifascismo che non è cantare Bella Ciao a ogni occasione comandata ma quello di contribuire a sbarrare il passo al protagonismo fascista ogni volta e contro chiunque questo si presenti, compresi soggetti come la Cgil. È così che si impedisce alle forze della dittatura, quella vera, di crescere. Un’ultima cosa: è evidente che la sinistra istituzionale, da Violante in poi, ha delle responsabilità serie nello sdoganamento delle destre. Questo stesso governo della finanza, con il Pd e la Lega dentro, è un mostro frutto della lunga reciproca legittimazione tra sinistra e destra istituzionale. Questo genere di sinistra, che riscopre a intermittenza e per immediati interessi giusto la retorica antifascista, va aspettata in occasioni come il tentativo di linciaggio di Montanari, colpevole solo di fare considerazioni storiografiche, o la celebrazione della legittimità della giornata sulle foibe. È lì che la sinistra istituzionale fa il gioco della destra ed è lì che casca l’asino.

 

La redazione di codice rosso

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