L’economia del mare: rimosso e ricchezza di Livorno

Quale economia per Livorno? Come abbiamo visto negli scorsi anni i patti per l’area di crisi complessa si sono rivelati la montagna di retorica che partorisce il topolino dei risultati. Anche prendendo sul serio la retorica che gira i progetti sul settore cultura appaiono, nel migliore dei casi, una economia sussidiata per pochi che crea un effetto traino tutto immaginario. Livorno ha bisogno di creare nuova ricchezza e su questo il mare può svolgere il proprio ruolo sia con l’economia marittima che con la vera e propria economia del mare. Quale ruolo per Livorno possa avere l’economia del mare ce lo spiega il nostro Jack RR 

(redazione) 

 

L’economia del mare a Livorno
Elementi del turismo per Livorno e provincia.

Nel recente linguaggio comune è frequente l’uso del termine Blue Economy per indicare i settori economici legati al mare. In realtà la Blue Economy sarebbe una riedizione potenziata nei contenuti della precedente Green Economy. Nel tempo è aumentata molto la sensibilità ambientale in cerchie di persone sempre più ampie e allo stesso tempo c’è la necessità di trovare economie nuove all’indomani della perdita di molti posti di lavoro in settori di produzione. In provincia di Livorno è abbastanza chiaro che questo passaggio è molto importante e allo stesso tempo delicato poiché non è automatico che ciò avvenga. Occorre una preparazione specifica ma ancor prima una lucidità nell’affrontare il passaggio già in atto.
Se osserviamo quindi alcune rilevazioni ufficiali di dati attinenti alle economie del mare come portualità, estrazioni minerarie in ambito marino, cantieristica, offerta di servizi turistico balneari compresi gli sport e il comparto turistico ricettivo non siamo propriamente nell’ambito di rilevazione della vera Blue Economy che si lega con la filosofia ZERI fondata da alcuni economisti recentemente. Siamo semplicemente nell’ambito di economie tradizionali che recentemente hanno registrato dei segni positivi rispetto al resto dell’economia locale fortemente in crisi per la perdita consistente di posti di lavoro non più recuperabili così come è accaduto appunto a Livorno nei settori industriali e soprattutto della manifattura.
Dopo questa premessa dobbiamo però dire che la costruzione di economie locali secondo nuovi concetti di utilizzo sia di materiali che di riduzione di emissioni e miglioramenti ambientali è la formula di un futuro successo ma anche una scelta obbligata per recuperare frammenti di benessere andati persi nella fase di crescita disordinata e impattante del secolo scorso.
Saper legare l’economia del mare al miglioramento ambientale significa avere un futuro che può essere promosso nel mentre si realizzano i miglioramenti aiutandoci con fasi concrete di programmazione.
In questo contributo segue la trattazione del settore turistico lasciando da parte la portualità che rientra nell’economia del mare ma non può essere trattata congiuntamente per vari motivi. Trattiamo quindi di attrazione turistica.
Ragionando attorno a elementi oggettivi prendiamo il dato molto indicativo della registrazione di presenze turistiche 2018 (persone per numero di notti) nei vari settori ricettivi delle province di Trento e Bolzano insieme nel 2018: 51.416.000 . Confrontiamole con: Venezia 36.628.413; Rimini/Ravenna 22.860.043; Firenze 15.281.325; Roma 32.245.018; Napoli 14.199.255.
Livorno ne ha registrati 8.587.013. I dati del 2018 per le province qui riportate se confrontato con l’inizio della registrazione ISTAT del 2005 mediamente è cresciuto fino a + 25% ma anche +30% nel caso di Firenze, mentre Rimini /Ravenna hanno mantenuto una crescita di qualche punto soltanto.
Livorno nel 2005 era a 6.895.482 quindi ha fatto un + 20% in un contesto in cui la sua economia tradizionale è pressoché crollata, edilizia compresa.
Sarebbe da lavorare davvero con forza su questo semplice quadro di riferimento dati.
Con questi flussi turistici la cosa è seria, seppur insufficiente per recuperare i posti di lavoro perduti, e non permette errori.
Per Livorno l’anomalia che va messa subito in evidenza è che il capoluogo ossia Livorno città non è l’epicentro della attrazione turistica mentre invece lo è il resto della sua provincia soprattutto la parte balneare quindi il sud e le isole dell’arcipelago. Livorno città che ha numeri bassissimi ne ha comunque solo nei mesi estivi, per il resto dell’anno sono invece irrilevanti. Al quadro di riferimento fatto di dati dobbiamo accostare dei ragionamenti per cui capire bene la fisionomia dei flussi è fondamentale per non tirare conclusioni improduttive.
Ritornando a Trento e Bolzano è semplice dire che laggiù la cura ambientale e l’organizzazione dei servizi turistici sia invernali che estivi è davvero qualificata e con quei flussi e quindi quell’incremento di Valore Aggiunto annuale non mancano di certo le risorse per specializzarsi ancor di più in futuro.
A Livorno il dato provinciale è il secondo in Toscana superando Grosseto, Siena e Pisa.

Cosa si vuole fare?

I dati sono importanti e vanno tenuti sempre sotto controllo, sono imprescindibili tenendo conto che sono spesso non rappresentativi in senso assoluto però possono permettere nel tempo di osservare comunque dei trend significativi.
L’analisi della conformazione dei flussi censiti e i tentativi di valutazione dei flussi non censiti è un altro passaggio importante.
La comprensione della mobilità, quindi pesare il flusso turistico che non lascia traccia spesso chiamato in maniera sprezzante “mordi e fuggi”, cercando di capire quale percentuale è legata alla mobilità dello spostamento giornaliero che può essere consistente ma di difficile rilevazione se non attraverso presenza sul campo e interviste dirette agli operatori, è un passaggio obbligato.
Dobbiamo rompere un luogo comune che spesso anima discussioni improvvisate: il crocerista non è l’esclusiva figura a cui dobbiamo riferirci sebbene sia comunque un flusso importante. Il crocerista sta già dentro un canale abbastanza rigido organizzato dall’operatore turistico collegato con l’armatore. Il flusso turistico censito in termini di presenze dice che la provincia è un bacino potenziale e da li può provenire inizialmente l’escursione giornaliera, viene già praticata sia da italiani che stranieri.
Livorno può funzionare da luogo attrattivo per coloro che soggiornano nella provincia durante l’estate, lo abbiamo visto con Effetto Venezia, un evento che fa parlare di sé oltre i confini cittadini e richiama abbastanza. C’è però di più in termini di presenze giornaliere non censite. Il lungomare di Livorno piace molto ai toscani, specialmente ai fiorentini che si ritrovano ad avere un centro città affollatissimo da un turismo davvero strutturato, ne sono testimonianza le presenze censite riportate precedentemente. Firenze merita l’attenzione di un flusso così consistente perché è bellissima e interessantissima dal punto di vista architettonico e culturale. Al fiorentino però piace molto l’aria di mare e viene da noi anche per poche ore.
La provincia affollata nel periodo estivo rimane comunque un dato certo e appunto un bacino potenziale a cui offrire attrazioni in varie forme tutte da progettare.La difficoltà è partire come anche durare nel tempo.
Effetto Venezia tra alti e bassi ha consolidato un’esperienza importante, la mostra di Modigliani ne fa parlare ora, le discussioni attorno a questo evento sono relative al quanto è costata, se sia solo una iniziativa di valorizzazione politica utilizzando finanziamenti a perdere e cose simili.
L’evento su Modigliani dovrebbe invece rimettere elementi importanti in termini di esperienza tali da spingere ad andare avanti. Dovrebbe far luce sull’idea di corredare la Venezia oltre l’esperienza Effetto Venezia, dovrebbe spingere a selezionare un nucleo di soggetti che hanno partecipato a queste esperienze e specializzarli. I soggetti pubblici e privati che hanno affrontato queste esperienze devono essere seguiti nella specializzazione. L’obiettivo è concretizzare una programmazione di elementi attrattivi che vada con costanza nel tempo. La notizia della chiusura della Fortezza Vecchia veicolata con troppa superficialità ci riporta in dietro in questo lavoro di specializzazione per ciò che concerne l’attrazione.
Le iniziative di intrattenimento estive sono un elemento attrattivo su cui scommettere. La blue economy locale ci spinge a parlare di turismo perché la fase estiva è il periodo di maggiore affluenza e quindi semplicemente rappresenta al momento l’attrattiva più consistente. Allo stesso tempo sotto la pioggia invernale moltissime persone sono corse a vedere il gioco di luci e il ricordo di contenuti e immagini su Livorno e la sua bellissima storia che Immersiva ha proiettato sulla facciata delle Terme del Corallo.
In Italia siamo un po’ cosi, ne abbiamo talmente tante che spesso tutto perde valore e sembra di non averne mai avute. Non è così affatto.

per Codice Rosso Jack RR

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