Livorno, Darsena verso quale Europa?

Le notizie sull’imminenza del bando dedicato (semplifichiamo) alla Darsena Europa impongono quale riflessione sull’opera e sulla città.  Nel gennaio di sei anni fa Senza Soste cominciò a pubblicare una serie di articoli che evidenziavano come, all’epoca, l’annunciata prossima Darsena esistesse solo sui titoli di giornale. E’ andata così per tanti motivi non ultimo la complessità del percorso di finanziamento dell’opera, un fund raising di non facilissima composizione. L’annuncio di questi giorni, dell’imminenza del bando, è più sensato rispetto al 2015 ma per farsi realtà deve superare almeno due ostacoli: l’ottenimento della certificazione ambientale e l’apertura delle buste al momento della gara non deve trovare ostacoli. Ed è solo a quel punto che capiremo se l’intreccio tra capitale pubblico e capitale privato, cercato in diversi modi in questi anni, è in grado di realizzare la Darsena Europa. Già, perché il bando è stato definito “una corsa contro il tempo” per non perdere i fondi pubblici da intrecciare con quelli privati. Finirà positivamente questa corsa?

Già ma di quale Europa parleremo tra il 2025 e il 2030 quando, se tutto va a regime, ci sarà la Darsena? Al momento gli Outlook, che riguardano lo shipping, sono di due tipi: un ruolo sempre più marcato dei mercati emergenti e della Cina e la continua crescita dell’ecommerce. Ci sarà da capire, dettaglio non secondario, se ci saranno modifiche nella forma delle navi. Sembrano dettagli futuribili ma, visto che l’opera può’ nascere oggi, riguardano proprio il nostro presente. Di qui capiremo, oltre alle rotte interne al continente, di quale globalizzazione lavorerà Livorno. E di qui, a cascata, le altre questioni: formazione della manodopera, impatto socioeconomico sul territorio, nuovi equilibri e nuovi squilibri (che non mancheranno) in città.

Si potrebbe andare poi sulla necessità di una rete di startup che crescono attorno al nuovo scalo, precondizione per la salute economica di un territorio, sul governo della loro evoluzione, sul ruolo della politica e della società livornese in questo passaggio, sull’importanza di non dare per scontata la filiera del sapere che queste startup necessitano. E qui aspettiamo di vedere cosa esce dal bando che, in controluce, certi processi si leggono bene. Perché le grandi opere marittime possono prendere molte strade, anche quella del totem inutile come accaduto in Nuova Zelanda, e capire la loro evoluzione è un fenomeno vitale per un territorio. Anche gli equilibri del potere locale cambieranno, comunque vada, niente va dato per scontato. Quando l’economia si muove, qualsiasi direzione prenda, la politica cambia e con lei gli attori fino a quel momento protagonisti.

Per codice rosso, nlp

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