Livorno: Ex Grande, Discoteca, Progetti e Piani Urbanistici
In questi giorni, a Livorno, si sta parlando dell’apertura di una discoteca nella struttura dell’ex cinema Grande, con relative discussioni e polemiche sui giornali e social cittadini, chiarimenti di assessori e imprenditori interessati, una petizione firmata da 1300 residenti, presentata al Comune di Livorno, che rivolge a tutta la politica un invito ad assumere una posizione chiara nei confronti dei cittadini rispetto al progetto di realizzare una discoteca proprio all’interno dell’ex cinema Grande; e per non farci mancare nulla abbiamo anche una presa di posizione da parte dell’onnipresente vescovo di Livorno…
Spazi cittadini
Ancora una volta siamo di fronte a un progetto che nasce soltanto da una proposta privata di singoli imprenditori senza un piano d’insieme generale che parta dalla realtà concreta di Livorno considerata nella sua profondità strutturale, nelle sue numerose criticità e nel difficile rapporto tra spazi pubblici, privati e quartieri. In questi anni abbiamo assistito a uno svuotamento del centro cittadino di Livorno con chiusure inesorabili di cinema e teatri a favore di periferie commerciali come Porta a Terra e Salviano 2, fortemente volute dalle ultime amministrazioni, senza ripensare veramente a ristrutturare e ricostruire, materialmente e culturalmente, i quartieri del centro storico. Forse gli stessi residenti e qualche comitato di quartiere non si sono ancora accorti che, a poco a poco, quello svuotamento strutturale e organico ha peggiorato il loro livello di vita sociale e relazionale.
Manca un progetto d’insieme per ripensare luoghi e tempi di vita, quartieri e lavoro, processi di crescita e di soggettivazione per sognare davvero un’altra città.
Cosa vuol dire oggi discoteca?
Facile parlare nei giornali e nei social di ballo e discoteca. Ma cosa vuol dire oggi discoteca? Dove e come si può ballare, Covid a parte? Quel mondo economico, sociale e culturale degli anni 80, quel mondo costituito da incassi stellari da parte degli imprenditori delle discoteche della Versilia o della Romagna, quel variegato spazio dove le persone si conoscevano nelle file notturne davanti agli ingressi, luoghi che avevano quasi la stessa valenza organica e sociale dei cellulari e delle varie app di oggi, quei luoghi che mettevano insieme molte più persone di tante manifestazioni politiche e dove si doveva parcheggiare l’auto a chilometri di distanza, quel mondo non esiste più. Sono i pub, i circoli e qualche via di mezzo, come sembra essere quel progetto intorno al Grande dove si prospettano discoteca, ristorante gourmet e corsi di ballo, che stanno continuando, con fatica e con capitali tutti da verificare, a tenere in vita il mondo del ballo e dell’intrattenimento.
Progetto e imprenditori
All’interno di un progetto di rivalutazione del centro cittadino, con la nascita di nuove strutture, imprese e associazioni, è necessario distinguere i piani. Nel campo dello spettacolo e dell’intrattenimento, in qualsiasi progetto a venire, bisognerebbe tenere in considerazione, politica permettendo, una serie d’imprenditori e di tecnici del settore. Senza fare nomi precisi nel mondo dello spettacolo livornese è chiaro che esistono alcune realtà cittadine che hanno esperienza decennale nel settore, possono valutare una serie d’impatti sociali, di costi economici e di problematiche relative alla sicurezza e all’ordine pubblico. In tal senso dovrebbe essere formata una commissione con la presenza di tali realtà locali, architetti, geometri e tecnici per valutare l’impatto ambientale e sociale di un luogo urbano.
Partecipazione e politica
Come sempre in queste iniziative locali possiamo riscontrare due grandi assenti: la politica e la partecipazione. Tutte le amministrazioni che si sono alternate e le indecenti opposizioni di destra, con la solita ricerca continua di consensi elettorali, hanno appoggiato solo progetti imprenditoriali legati a qualche cordata e non hanno mai investito sulla qualità di alcune realtà esistenti nella città. Per non parlare poi di quel processo partecipativo che non è mai decollato e che va al di là di quei tavoli imbastiti per progetti che non sono mai decollati. Infine come non notare il mancato coinvolgimento dei giovani, attraverso scuola e comitati di quartiere, che possono invece fornire una collaborazione decisiva per la costruzione di spazi cittadini che li riguardano direttamente: “Offrire ai giovani l’opportunità di creare le proprie iniziative locali. Le ricerche sociali indicano che le iniziative locali, nate con una partecipazione in scala ridotta, sono meglio dei programmi nazionali, su vasta scala, per ridurre violenza e disagio.” (Scott Atran).
Notazione tecnica
L’idea della discoteca nel centro storico comporta una serie di questioni tecniche e culturali generali per cui ciascun progetto urbano di riuso e recupero è legato al pubblico interesse. Ovviamente il palazzo Grande non è un edificio qualunque in un’area periferica della città, poiché il regolamento urbanistico stesso lo definisce di “valore documentario” e su di esso il dibattito in città è sempre conflittuale, una sorta di ferita ancora aperta nella nostra storia urbanistica. Attualmente il Palazzo Grande rappresenta una sorta di vuoto urbano, sia per la scarsa centralità che riveste in termini funzionali e di attrattività, sia per la perdita d’importanza e svuotamento del centro città, come è stato evidenziato, dovuta al progressivo impoverirsi di attività culturali, come i cinema e i teatri e all’assenza di politiche di recupero urbano. Le numerose iniziative lanciate dall’amministrazione e dalle associazioni di categoria non sono quasi mai state attuate, vanificando di fatto una delle strategie del piano urbanistico che vedeva nella centralità del Pentagono un elemento da mantenere e rafforzare. L’unico intervento pubblico ha riguardato il rifacimento della pavimentazione nel 2014, un’unica piastra di pietra, priva di rapporto con gli edifici storici, poco vivibile, specie in estate viste le poche aree verdi e lo scarno arredo urbano. Oltretutto quasi ogni anno le lastre di pietra si imbarcano per la cattiva posa in opera che non ha previsto giunti di dilatazione, causando veri e propri dissesti nella parte pedonale che a oggi è ancora interdetta. Quindi la nuova discoteca all’interno dell’ex cinema Grande, che occupa il blocco retrostante gli uffici, proprio sopra la galleria, si inserirebbe in un quadro urbanistico fortemente critico, scarsa qualità dello spazio pubblico e alto traffico e rumorosità. Sia il piano regolatore che i piani di settore dovrebbero consentire di verificare la compatibilità e la rispondenza agli obiettivi di riqualificazione del centro dell’operazione “discoteca”. Il PUMS ad esempio prevede il passaggio di un percorso ciclabile di progetto proprio a lato del palazzo Grande. Il Piano di zonazione acustica classifica il centro storico e in particolare l’elemento pentagonale di Livorno in classe IV, come area densamente popolata a intensa attività, con un carico urbanistico già elevato nelle ore diurne. Per quanto riguarda il Pentagono non abbiamo un piano di dettaglio, da fine anni novanta a oggi, nessuna amministrazione ha previsto lo studio di piani urbanistici integrati per la riqualificazione urbana del Pentagono, che avrebbero potuto indirizzare e regolare in maniera specifica la trasformazione del tessuto storico urbano. C’è poi tutta la normativa “safety and security” sulla sicurezza dei luoghi di pubblico spettacolo che si lega anche a tutta la questione dell’ordine pubblico e della sicurezza dei luoghi e delle persone.
I progetti di riuso di grandi complessi immobiliari devono garantire l’interesse pubblico tramite la creazione di servizi alla popolazione, quali spazi socio-culturali e ricreativi, spazi per l’innovazione, centri polivalenti e generare impatti positivi sulla sostenibilità ambientale, sull’economia cittadina e possibilmente far parte di più ampi intenti di rigenerazione ed essere in linea con le tendenze delle altre città italiane ed europee che sembrano andare in tutt’altra direzione.
Per Codice Rosso: Simona Corradini ed Enzo Favero

