Codice Rosso, il secondo anno vissuto pericolosamente
Eccoci arrivati al secondo anno di Codice Rosso, on line da inizio novembre 2019, un anno che, come il primo, è stato vissuto pericolosamente sul filo di abitudini ed esigenze dettate da pandemia ed emergenza. Due anni fa, quando siamo partiti, avevamo una linea ben precisa: sito e organizzazione di seminari di una nuova università popolare si sarebbero intrecciati su contenuti, suggerimenti, contributi. Insomma, si trattava della capacità d’intrecciare relazioni sociali da una parte e contenuti di rete dall’altra. Come per la stagione del lockdown, l’autunno-inverno 20-21, con le regole di distanziamento sociale e il coprifuoco, questo metodo è stato messo tra parentesi. Per quanto riguarda i seminari abbiamo “adottato” Stream Yard e quindi via con due cicli online che, da novembre a giugno, ci hanno portato temi e autori di stimolo su innovazione filosofica, antropologica e d’immaginario su situazione internazionale e sport. Un modo per contribuire un panorama di pensiero reso più fosco dalla pandemia e dai suoi riflessi politici e di pensiero. Ci siamo occupati della crisi del Livorno, lente per leggere il territorio ben oltre il calcio, sia grazie alla gradita presenza di Pippo Russo, in due distinte occasioni, che con la collaborazione avviata con TeleCentro nella trasmissione “Livorno anno zero” condotta da Aldo Galeazzi. Per quanto riguarda gli articoli prodotti invitiamo semplicemente alla consultazione del sito con testi ancora freschi a distanza di mesi: si va da Cuba alla vicenda dello sciamano, a recensioni, immaginario filmico, legato ai videogiochi per non parlare del territorio coperto come analisi e nei suoi fatti più eclatanti.
Insomma, un secondo anno vissuto pericolosamente ma molto ricco. Cominciamo ora il terzo, auguri e saluti a tutti.
La Redazione.

