Viareggio 2020 – Il Carnevale è per sempre?

Il treno rappresenta il mezzo di comunicazione migliore per arrivare al Carnevale di Viareggio. Dalla stazione in Piazza Dante, percorrendo Via Mazzini, si arriva direttamente, in soli dieci minuti a piedi, all’ingresso principale del Carnevale. Se abbiamo fortuna, in Via Mazzini,  possiamo incontrare sfilate di bande musicali o una scuola di danza che sta raggiungendo i Viali a Mare, comunque vada, maschere colorate e bandiere del Burlamacco ai balconi delle case. Invece, negli altri giorni dell’anno, quel quartiere e quella stazione soffrono di quel degrado e di quella insicurezza (saracinesche abbassate, spaccio e liti quotidiane) che fanno tanta paura e che trasmettono, attraverso un uso calcolato e metodico di tv, giornali e social, odio, rancore e voglia di un’autorità forte.
Tornando all’edizione del Carnevale 2020, che continua a riscontrare  ottimi  risultati in termini di presenze giornaliere, possiamo notare che nei nove carri di prima categoria sono presenti temi sociali e culturali di notevole importanza: Social, cellulari e mancanza di relazioni vere tra le persone, Robotica e Imperi economici, intelligenza artificiale, ecologia e ambiente, cultura e roghi di libri.. Nel Carnevale di Viareggio, in quei 6 giorni, la maschera diventa memoria collettiva, materia che si fa viva, voglia di sovvertire le regole e teatro dell’immaginario.
In questo preciso momento storico pensiamo che sia necessario tracciare una linea invisibile, ma concreta e reale, che colleghi le nostre periferie, i nostri centri abbandonati, i nostri fantasmi e le nostre paure a quel Carnevale e a tutte quelle feste, possibilmente giornaliere, che possano unire maschera, gioia, amicizia, follia, dolore e riflessione. In questo senso il ruolo di un’amministrazione comunale è quello di creare le condizioni reali e ideali, per riempire quelle periferie e quei quartieri, con progetti e manifestazioni continue e coinvolgenti, co-organizzate con associazioni, movimenti e scuole pubbliche della città e per rendere vivibili, possibili e umani i nostri luoghi quotidiani.
La cittadella del Carnevale dovrebbe rappresentare la struttura trainante, legata alla storia del Carnevale e alla memoria cittadina, dove nella sua piazza e nei suoi hangar si potrebbero organizzare concerti, spettacoli teatrali, mostre temporanee, ma anche seminari e corsi di università popolari e comitati di quartiere.
Viareggio, come Livorno, soffre di quella crisi economica e sociale che sembra non concedere tregua o prospettive, ma sta  ad un nuovo insieme sociale, culturale ed economico (un modo diverso di interagire tra Comune, associazioni, movimenti, società private, singole persone  e tecnologie) rilanciare progetti e iniziative che restituiscano memoria e futuro, spazi e tempi alle nostre città. Bisogna ripensare il Carnevale come una festa collettiva  permanente che restituisca divertimento e riflessione, nelle periferie come nei centri abbandonati, in ogni mese dell’anno.
Comunque vada..Buon Carnevale a tutte e a tutti..

 

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