Fermare le violenze israeliane contro i civili palestinesi!

GIGA – Gruppo Insegnanti di Geografia Auto-organizzati

11/5/2021

L’ultracinquantennale occupazione militare israeliana dei Territori palestinesi, il processo di colonizzazione e di ebraicizzazione, le politiche di apartheid e il tentativo di annessione di Gerusalemme est, hanno determinato negli ultimi anni un crescente senso di frustrazione sociale e politica all’interno del popolo palestinese. Il peggioramento delle condizioni di vita, la mancanza di prospettive politiche e il disinteresse internazionale, costituiscono il substrato su cui si è accesa la scintilla delle proteste per l’esproprio di alcune abitazioni ai danni di famiglie palestinesi nel quartiere di Sheikh Jarrah a Gerusalemme est.

Un processo di espropriazione, espulsione e reinsediamento ebraico e che va avanti dall’inizio degli anni ’70, quando Gerusalemme è stata  illegalmente dichiarata capitale unica e indivisibile dello stato di Israele, che lo ha portato ad oggi a controllare ben l’86% di Gerusalemme est.

I 350.000 palestinesi di Gerusalemme est, pari al 60% dei suoi abitanti, vivono ammassati nel restante 14%, in condizioni di oppressione e di segregazione legislativa, tant’è che, nonostante il territorio in cui vivono sia stato di fatto annesso da Israele, è stato attribuito loro il precario status di stranieri “residenti permanenti”, costringendoli a convivere con lo spettro dell’arbitraria revoca del permesso di residenza, dell’espulsione e della demolizione della casa. Il governo Netanyahu che ha goduto di un totale avallo da parte di Trump alle sue politiche annessionistiche, ottenendo nel 2018, in clamorosa violazione del diritto internazionale, il riconoscimento statunitense della sovranità sulle Alture del Golan e Gerusalemme unita come capitale, ha reagito alle proteste palestinesi con inaudita violenza, confidando nel consueto immobilismo internazionale. Ma Netanyahu, peraltro in crisi sul fronte politico interno, non aveva previsto la reazione spontanea dei palestinesi di Gerusalemme est che è sfociata in manifestazioni di protesta che non si vedevano da anni. A conferma che la complessa e dolorosa realtà dell’Occupazione non è riuscita a scalfire la dignità nazionale del popolo palestinese e la volontà di lottare per la libertà e l’autodeterminazione.

Di fronte all’ennesimo sconsiderato utilizzo della forza da parte di Israele a danno di civili palestinesi, chiediamo al governo italiano di promuovere, nell’ambito dell’Unione Europea e a livello internazionale, una immediata azione diplomatica tesa in primis a fermare i bombardamenti nella Striscia di Gaza, che hanno già provocato decine di morti, e l’uso della violenza nella repressione delle manifestazioni a Gerusalemme est. Occorre operare concretamente affinché nell’immediato venga messo in pratica quanto dichiarato venerdì 7 maggio dal portavoce dell’Ufficio dell’Onu per i diritti umani (Ohchr), Robert Colville che ha esortato Israele a “interrompere immediatamente” gli sgomberi forzati di cittadini palestinesi residenti nella

zona di Gerusalemme Est, che la stessa è “parte dei Territori palestinesi occupati” e che “vi vige la legge umanitaria internazionale” che “la forza occupante deve rispettare”.

La sollevazione spontanea del palestinesi di Gerusalemme est è l’inevitabile conseguenza del complice immobilismo della comunità internazionale verso le ripetute violazioni del diritto internazionale e le violente repressioni perpetrate da Israele da decenni ai danni dei palestinesi, come sancito da numerose Risoluzioni Onu di condanna.

Una situazione inaccettabile che perdura da 54 anni e che deve trovare soluzione nel rispetto della legalità internazionale e nel pieno riconoscimento dei diritti del popolo palestinese che legittimamente scende in piazza per respingere l’oppressione israeliana e ricordare al mondo intero che il movimento di liberazione nazionale palestinese è ancora vivo ed è pronto a sostenere una III Intifada contro l’Occupazione.

Noi siamo al loro fianco. L’Onu e la comunità internazionale, se ci sono, battano un colpo.

(L’immagine sopra il titolo è tratta da middleeasteye.net)

Per adesioni sia individuali sia da parte di gruppi o organizzazioni scrivere a: gigamail2014@gmail.com

indicando:

Nome

Cognome

Città


 

Primi Firmatari

 

Nome Cognome Città Attività/incarico Organizzazione
Carlo Pellegrino Roma Già Professore universitario

facoltà di Medicina di Roma

Rodrigo Rivas Città di Castello (Pg) Intellettuale

Esule cileno in Italia

Membro Governo di Unidad Popular
Andrea Grillo Livorno Responsabile cooperazione internazionale

della Asl Toscana Nord-ovest

Ilaria Agostini Firenze Docente e ricercatrice universitaria

alla facoltà di Urbanistica di Bologna

Mario D’Acunto Pisa Fisico – Ricercatore presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa
Gilberto Vento San Giuliano Terme (Pi) Già docente di Storia e Filosofia – Liceo Dini Esecutivo provinciale Cobas scuola Pisa
Giorgio Gallo Pisa Docente Università di Pisa Centro Interdisciplinare di Scienze per la Pace Rete Radie Resh
Alexander Hobel Roma Storico

Docente presso l’Università della Tuscia

Gianni Ferretti Genova Presidente Circolo Arci Bianchini di Marassi (Genova)
Maria

Addolorata

 

Cormano Modena Docente di geografia economica ITSE Molari Santarcangelo di Romagna (Rn) Gruppo Insegnanti di Geografia Autorganizzati
Franco

 

Dinelli Salerno Ph.D. in fisica

Ricercatore presso il CNR

Membro del Consiglio Nazionale di Pax Christi Italia
Franco Zunino Savona Presidente provinciale ARCI Savona

 

Giovanni Fascetti Pisa Storico – docente Ite Pacinotti Pisa Presidente “Gruppo culturale I. Rosellini”
Micol Medeot Varese Docente di geografia  Scuola Secondaria

Somma Lombardo (Va)

Gruppo Insegnanti di Geografia Autorganizzati
Federico Oliveri Pisa Ricercatore Università di Pisa presso Centro Interdisciplinare di Scienze per la Pace
Jacopo Cambi San Giuliano Terme (Pi) Consigliere comunale
Mauro Rubichi Livorno Cooperante Presidente Bottega della solidarietà (Li)
Sergio Capecchi Pontedera (Pi) Ex presidente circolo ARCI “Il botteghino” (Pontedera)
Serena Gatti Pisa Regista – Direzione Artistica Azul Teatro
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