Territorio

Gli studenti manifestano contro una “scuola di carta”

Non si tratta di una “tigre di carta”, secondo l’accezione maoista (espressione che, secondo Mao, era sinonimo di “reazionario”), ma, stavolta, di una “scuola di carta”: una scuola, cioè, che non garantisce l’adeguata sicurezza a personale e studenti, pronta ad accartocciarsi su se stessa alla prima difficoltà. Stamattina un nutrito gruppo di studenti delle scuole livornesi ha manifestato in un sit-in di fronte al Municipio e alla Provincia per rivendicare alcuni diritti fondamentali.

La protesta, sostenuta da Unicobas Scuola e Università, mette sotto accusa il degrado in cui è lasciata la scuola pubblica e l’insopportabile sistema della alternanza scuola lavoro, in cui pochi giorni fa ha perso la vita uno studente di 18 anni. La scuola, infatti, non può essere il luogo dove gli studenti vengono formati alla precarietà, all’aziendalismo, allo sfruttamento, alla rinuncia dei diritti, al ricatto occupazionale.

Inoltre, i fantomatici fondi del PNRR non sono stati utilizzati per ridurre il sovraffollamento delle classi e abolire le cosiddette “classi pollaio”, situazione resa ancora più drammatica dall’emergenza pandemica. Soprattutto a Livorno, la crisi dell’edilizia scolastica è enorme: molte scuole superiori sono dislocate su più plessi, molti dei quali inadeguati mentre anche diverse scuole primarie mostrano situazioni di forte degrado strutturale.

Gli studenti chiedono semplicemente scuole sicure e spazi adeguati, la riduzione degli alunni per classe (basta classi pollaio!) e interventi di edilizia scolastica.

Come rileva Unicobas Scuola, appare gravissimo che a Livorno sia stata negata la possibilità di manifestare in corteo: è inaccettabile, infatti, che legittime manifestazioni di protesta e dissenso siano messe al bando con il pretesto di disposizioni sanitarie, disattese in molte altre occasioni. Gli studenti, durante il sit-in, hanno ribadito con forza la necessità di una nuova libertà di espressione e di manifestazione.

 

(l’immagine di copertina non si riferisce alla manifestazione livornese)