Il governo dei camaleonti

Alcuni camaleonti hanno la caratteristica di cambiare il colore della pelle per meglio mimetizzarsi con l’ambiente circostante. Tal evento è di solito scatenato dalle condizioni ambientale o da stati emotivi come la paura. Questa qualità mimetica non è confinata al solo mondo dei rettili, ma interessa anche il regno della politica italiana se colpito dalla paura di perdere consensi o se torchiato dagli stati emotivi propri della sete di potere. Le qualità di trasformazione fanno parte del patrimonio genetico di molti partiti sia vecchi che nuovi. Mi spiego meglio, con una serie di esempi concernenti i vari colori politici dell’attuale area di governo. Di svolte e cambiamenti di pelle, il colore rosso-rosa ne ha avuti molti nella sua storia, specialmente dal crollo del muro di Berlino. Dalla famosa svolta della Bolognina ai cambi di simboli, nomi e ideologia per giungere a oggi dove il colore rosso-rosa riesce tranquillamente a convivere nel governo insieme al verde della lega. Ciò corrisponde a mettersi d’accordo su ministri e sottosegretari. Tu occupi quel posto io prendo quell’altro. Evidentemente i miracoli della provvidenza, oltre che a essere coperti dal sacro omissis, esistono eccome! In pratica come sono scomparse le civiltà precolombiane, in pochi decenni è scomparso tutto quello che di buono c’era a sinistra. L’abbraccio mortale della medusa liberista ha pietrificato l’ala sinistra di governo unendola stabilmente alla sponda liberale. Tale mutamento genetico ha di fatto spianato la strada e facilitato il matrimonio di colori che contraddistingue il governo Draghi 1°. Il colore verde per cromatismo ci rimanda al camaleonte e alle sue metamorfosi politiche che si sono succedute negli anni del nazionalismo Padano di Roma ladrona, passando per la svolta federalista, per confluire poi nell’alveo del nazionalismo sovranista e antieuropeista delle nuove destre, per poi rimutare ancora pelle per ragion di stato con la partecipazione al nuovo governo lasciando da parte, per adesso, il motto prima gli italiani e la chiusura dei porti. Infine il colore Giallo del partito digitale, anche lui toccato dal mimetismo camaleontico che l’ha fatto trasformare rispetto all’immagine che aveva nella sua età dell’oro. Ciò per l’azione di forze centrifughe e di una progressiva burocratizzazione digitale con tanto di formazione di elite che poco ha a che fare con i sacri principi delle origini. Ne è una prova inconfutabile la virata a destra, con il governo Conte 1° e la virata a sinistra con il Conte 2°. Il primo partito digitale d’Italia con la sua partecipazione al Draghi1°, in condominio con volpi verdi e lupi azzurri e cappuccetti rosa, si è, di fatto, condannato allo smembramento e difficilmente riuscirà a ricomporsi nel medio periodo. Questo naturalmente si rifletterà negativamente nel campo di battaglia per la conquista dei 40 sottosegretari oltre a spostare chiaramente verso destra, il baricentro di forze all’interno del governo e rafforzando il peso politico dell’asse verde-azzurro. In queste settimane non c’è certo da stare allegri per questo governo che nasce già afflitto da pesanti difetti strutturali legati all’ampio ventaglio di componenti così diverse tra loro. Il milleproroghe mostrerà come stanno realmente le cose. Non è escluso che su temi dirimenti come la prescrizione, sfratti, bollette e altro si decida di prendere tempo per evitare scontri e lotte intestine tra le varie fazioni governative. Tutto questo rende il governo un candidato perfetto per una breve esistenza. Presumibilmente, una volta distribuite le sostanziose prebende europee e passata la cuspide della crisi epidemica, esso si tramuterà in qualcos’altro anche in vista della futura tornata elettorale del 2023. Le pratiche e le tecniche messe in essere dal capitale economico-finanziario, che ha in mano la nostra economia a sovranità limitata, hanno dato luogo, piuttosto che a un opportuno ritorno alle urne, ad un governo di servi che dovrà gioco forza, resistere e tenere la rotta tracciata dal capitale per il tempo necessario alla cura degli interessi dei mercati. Alla fine poi verrà il tempo in cui ci ricorderemo del debito enorme e vedremo sulla nostra pelle gli effetti devastanti dei costosi prestiti, ma questa è un’altra storia…

“Viva l’Italia con gli occhi aperti nella notte triste, viva l’Italia, l’Italia che resiste” (De Gregori -Viva l’Italia).

{D@ttero}

Immagine: https://www.pexels.com/it-it/foto/camaleonte-marrone-e-verde-45868/

Print Friendly, PDF & Email
Copy link
Powered by Social Snap

In questo sito usiamo cookie tecnici, anche di terze parti, per consentire al sito di funzionare correttamente e per generare rapporti sull’utilizzo della navigazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore .

Privacy policyCookie policy.