Chi sono i colpevoli della scarsità di vaccini nell’Unione Europea?

Iniziando a tirare le somme… I colpevoli della scarsità dei vaccini in Europa hanno nome e cognome: nell’ordine, Commissione, Parlamento e Governi europei.

Articolo di Rodrigo Rivas

“Signore e signori, i tempi son tristi: è saggio chi è in ansia, cretini i vanesi. Non vince le angustie chi ha perso del riso il gusto: per questo la farsa scrivemmo che voi ascolterete. Ma, attenti! Signori, gli scherzi che udremo non stiamo a pesarli a grammi, a millesimi, ma a cesti, a quintali! Pesateli come patate, ed ancora cercate aiutarvi un po’ con l’accetta.”[i].

Da mesi il virus infierisce sui politici trasformando la politica in un caso epidemiologicamente positivo e clinicamente grave. Potendo leggersi da varie angolature e colpendo molti interessi, trova numerose spiegazioni fasulle, non utili a spiegare, adoperate per giustificare. Tra queste, un coro mediatico indistinto attribuisce a BigPharma il ritardo nell’arrivo dei vaccini. Difendere AstraZeneca sarebbe un compito inutile per chiunque. La sua è una lunga somma di frodi, di non rispetto dei contratti e di cattive pratiche associate (più probabilmente indotte) dalla sua posizione quasi monopolistica sui mercati. Tuttavia, incolpare le multinazionali poiché fanno i loro interessi ha tanto senso quanto accusare una squadra di calcio di voler vincere lo scudetto. Esistono per questo. Tradotta nel linguaggio dalle multinazionali la frase attribuita a Gianpiero Boniperti, “vincere non è importante, ma la sola cosa che conta”, suona “il profitto non è importante, ma la sola cosa che importa”. Diversamente dal calcio, però, alle multinazionali non basta vincere, e cioè guadagnare. Devono guadagnare molto, tanto quanto possibile, nel minore spazio di tempo plausibile. Comunque sia, per quanto riguarda questa specifica poco esemplare storia suggerisco il lavoro pubblicato il 18 giugno 2020 dall’Associazione CORVELVA: “Chi è AstraZeneca? Ecco le sue condanne e controversie.”[ii].

Curiosamente, né i membri della Commissione Europea né i quattro ministri della salute che firmarono l’accordo per finanziare la ricerca dell’AstraZeneca sul vaccino (Francia, Germania, Gran Bretagna e Italia), sembra ne siano stati informati. Perché ai potenti deve giustificarsi tutto? Forse per colpa del malfunzionamento dei loro staff.

Fondamenta dell’accusa

Il 25 gennaio 2021, la Camera Internazionale di Commercio (CCI), ha pubblicato il rapporto “Key findings and implications of the new study. THE ECONOMIC CASE FOR GLOBAL VACCINATION: An Epidemiological Model with International Production Networks”[iii]. La CCI, che non è proprio una ONG, è così descritta da Wikipedia: “La Camera di commercio internazionale (CCI) è la più grande e rappresentativa business organization internazionale. Essa, infatti, rappresenta le aziende di tutto il mondo e ha per obiettivo di promuovere gli investimenti, l’apertura dei mercati di beni e servizi e la libera circolazione dei capitali. La sua attività si basa principalmente su 3 settori: creazione di regole per il commercio internazionale; risoluzione delle controversie; policy advocacy. Sin dalla sua creazione, la CCI è stata rappresentativa degli interessi del settore privato dinnanzi a governi ed organizzazioni internazionali.” Quindi, si tratta del sancta sanctorum degli affari privati mondiali. Il rapporto citato specifica: 1) Se gli Stati continueranno ad applicare criteri non coordinati nella distribuzione dei vaccini contro il Covid-19 ed i governi non garantiranno l’accesso ai vaccini alle economie dei Paesi impoveriti, soltanto nel 2021 il Prodotto Interno Lordo globale potrebbe perdere fino a 9,2 bilioni di dollari. 2) I finanziamenti necessari per vaccinare tutta la popolazione del mondo sono di circa 27,2 miliardi di dollari, 338 volte meno del danno che potrebbe derivare dal non farlo. 3) Questi 27,2 miliardi di dollari equivalgono al 3% dei 750 miliardi di euro previsti dall’Unione Europea (UE), per combattere la pandemia ed i suoi effetti economici.

Capo d’imputazione generale

I dati del rapporto CCI dimostrano a sufficienza che alcuni comportamenti non sono solo insensati bensì criminali. Mi riferisco all’assurda insistenza della Commissione Europea nel portare avanti la sua inconsistente e perdente strategia di mercato, al fatto che il Parlamento Europeo non alzi neppure la voce per chiedere che si ricuperi il senso comune e, infine, al fatto che i governi continuino a mettere a rischio la loro popolazione e a rovinare le loro economie.

Capi d’imputazione specifici

La UE non ha saputo o voluto assumere il fatto che la pandemia del covid-19 è un problema mondiale che, quindi, va affrontato in quanto tale. Ha preferito invece confondersi nel “si salvi chi può” dei Paesi più ricchi, senza capire che un’emergenza planetaria come quella in atto richiede misure di cooperazione globale. Oltre all’efficacia, per combattere realmente un virus che non conosce confini si richiedono cooperazione, solidarietà ed equità. Fin dall’inizio della pandemia la UE ha anteposto gli interessi finanziari a quelli sanitari e ha permesso che la risposta provenisse da aziende che, in modo pienamente legittimo (è il loro scopo dichiarato), rispondono solo ai loro azionisti per i loro scopi commerciali. Per cercare di risparmiare risorse, la Commissione si è assunta l’incarico dell’approvvigionamento dei vaccini commettendo errori madornali tradotti in spreco di risorse, ritardi nella risposta sanitaria e aumento dei costi, sia in vite umane che in denaro, per tutte le economie europee. Tuttavia, questo principio non è valso per tutti e, poiché qualcuno è più uguale degli altri, si è permesso che la Germania mantenesse le sue strategie nazionali d’acquisto. La Commissione non ha saputo gestire la presa di accordi con celerità ed efficacia e la sua burocrazia ha ritardato l’approvazione e l’acquisto dei vaccini.

I dati cantano:
L’Unione Europea non arriva ai 450 milioni di abitanti; I responsabili della Commissione garantiscono che hanno firmato contratti per acquistarne circa 2.300 milioni di dosi; Per ora i vaccini non sono disponibili per continuare il processo di vaccinazione. Che non accada lo stesso in altri Paesi dimostra che non è frutto del destino cinico e baro. Come altri Paesi arricchiti, alcuni Stati della UE hanno praticato e praticano con entusiasmo l’internazionalismo proprietario. Infatti, 10 Stati dispongono del 75% della produzione di vaccini. In compenso, 130 Stati non dispongono nemmeno della speranza del vaccino. Si tratta di un’assoluta mancanza di senso che, lo afferma pure la CCI, provocherà un’ulteriore espansione della pandemia e dei suoi effetti economici. Le pratiche in materia della UE si sono caratterizzate e si caratterizzano per il loro oscurantismo e opacità. Infatti, soltanto in un caso sono stati resi pubblici i contratti sottoscritti -pagati con denaro pubblico- e solo grazie a qualche errore o a qualche gola profonda si conoscono sia i prezzi dei vaccini, sia la rinuncia della UE ad esigere ogni responsabilità alle aziende. La rinuncia contrattuale ad esigere la responsabilità aziendale è un oltraggio giuridico del tutto simile a quelli che la UE (non solo) applica nei suoi contratti con i Paesi impoveriti. Oltretutto, grazie a questo contratto oltraggioso il processo di convalidazione dei vaccini è stato irregolare e pedissequamente aggiustato agli interessi finanziari dei laboratori farmaceutici. Logicamente, i cittadini ed i loro rappresentanti sono stati presi regolarmente per i fondelli. E’ successo, ad esempio, quando la Commissaria alla Salute ha affermato davanti al Parlamento Europeo: “Per la Commissione è legalmente impossibile rivelare l’informazione che contengono questi contratti data la natura altamente competitiva di questo mercato”.[iv] .

E’ una bugia grossolana. Il mercato in cui si producono e distribuiscono i vaccini contro il Covid-19 è esattamente il contrario, e cioè scarsamente competitivo. Anzi, in alcuni casi e da determinati punti di vista è un mercato oligopolista e persino monopolista. La cosa più intelligente, ragionevole, giusta, meno costosa e, soprattutto, più sicura per garantire la vita delle persone, sarebbe stato regolamentarlo, non accettando le condizioni inefficienti e pericolose per la salute imposte da un pugno di aziende che si fa un baffo delle leggi teoricamente preposte a guidare il funzionamento dei mercati adeguando il loro funzionamento. Le autorità della UE hanno accettato che imprese come Pfizer abbiano un margine di profitto per il loro vaccino che fluttua tra il 60% e l’80%[v] e che tutte le farmaceutiche realizzino il maggiore affare della loro storia grazie alla ricerca di base realizzata da istituzioni pubbliche[vi] e ai soldi dei governi che, con sorprendente generosità, nulla chiedono per il valore generato dai loro investimenti.[vii]

E’ assolutamente falso che la realizzazione dei vaccini contro il Covid-19 sia stata possibile grazie agli investimenti dei laboratori farmaceutici e al monopolio loro concesso dei brevetti. Il regime di proprietà e le attuali condizioni dei mercati non facilitano l’innovazione né migliorano la copertura sanitaria nel mondo ma le peggiorano, tra l’altro perché le imprese dedicano la maggior parte delle loro risorse alla redditività finanziaria, non all’innovazione. Ad esempio, nel 2017, 2018 e 2019 hanno dedicato 28,6 miliardi di dollari al riacquisto delle proprie azioni (buy-back) e 10 miliardi alla Ricerca+Sviluppo. [viii].

La UE ha rinunciato a considerare la soluzione per la pandemia, ossia i vaccini, come ciò che dovrebbe essere: un bene pubblico al quale dovrebbero avere accesso in modo gratuito ed equo tutte le persone del mondo essendo il Covid-19 una malattia globale. Ha, viceversa, permesso che i vaccini diventino una merce come un’altra, impedendo di fatto il loro uso generalizzato, efficiente, meno costoso e sicuro. L’insieme della UE, e cioè la Commissione che ha preso decisioni esecutive sbagliate, il Parlamento che non è stato capace d’imporre principi etici e misure politiche alternative ed i governi di tutti i Paesi che non hanno saputo coordinarsi con efficacia né anteporre gli interessi generali e la cura della salute agli interessi mercantili delle grandi aziende, sono i responsabili di quanto sta succedendo in Europa. La UE ha rinunciato ad agire come motore di progresso e – proprio quando la malattia e la morte di milioni di persone ed una gigantesca crisi economica richiedono più che mai una politica orientata verso il bene comune – si è arresa incondizionatamente alle logiche del capitalismo finanziario, speculativo e monopolista del nostro tempo. E’ vergognoso e ignominioso che, invece di occuparsi di trovare ed adottare soluzioni immediate, efficaci, sicure e giuste in Europa e di contribuire a che accada altrettanto nel resto del mondo, le autorità europee continuino a dedicarsi al taglio dello Stato sociale, delle pensioni, delle cura, dell’educazione o della sanità che i governi porteranno avanti quando questo concluda. Cosa ci attende in un futuro prossimo se nulla cambia è il tema a cui intendo dedicare una prossima lettura. La UE è responsabile di quanto avviene con la pandemia in Europa e concretamente dell’insuccesso del programma di vaccinazione perché ha rinunciato a quanto era nelle sue possibilità e, che peraltro, è regolamentato e assunto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità: lo esproprio per motivi d’interesse generale dei brevetti il cui monopolio non permette efficaci politiche contro il Covid-19. Anche se la TV ed i media italiani lo ignorano, ciò è richiesto anche da centinaia di autorità, premi Nobel, scienziati ed organizzazioni di ogni tipo.[ix].

Per combattere la pandemia c’è bisogno di mettere in comune tutti i brevetti, dati, conoscenze e tecnologie disponibili nel pianeta; un piano di produzione e distribuzione globale con trasparenza e prezzi reali; garantire che il vaccino sarà messo a disposizione di tutte le persone dando priorità alle persone più esposte e vulnerabili e ai Paesi con minore capacità di salvare vite. La UE è responsabile e non può colpevolizzare terzi perché era di dominio pubblico che una strategia di mercato come quella adottata dai suoi dirigenti avrebbe avuto le conseguenze che stiamo vedendo.

Conclusione

Persino il principale propagandista del neoliberismo, Milton Friedman, riconosceva: “Certamente, l’esistenza di un mercato libero non elimina la necessità di un governo. Al contrario, il governo è essenziale come foro dove si determinano le regole del gioco e come arbitro per applicare le regole che sono state decise”. Caso mai, il problema della UE è che s’impegna a fare che tali regole siano quelle desiderate dagli oligopoli e dai monopoli che dominano i mercati trasformandoli in fonti d’inefficienza, insicurezza, immoralità ed ingiustizia che uccidono.

NOTE:

[i] Bertolt Brecht, “Herr Puntila und sein Knecht Matti”, Schauspielhaus Zürich, Zurigo 1950. Tr. it. “Il signor Puntila e il suo servo Matti”, Einaudi, Torino 1970.

[ii] https://www.corvelva.it/approfondimenti/sistema-sanita/case-farmaceutiche/chi-e-astrazeneca-ecco-le-sue-condanne-e-controversie.html

[iii] https://iccwbo.org/content/uploads/sites/3/2021/01/icc-summary-for-policymakers-the-economic-case-for-global-vaccination.pdf

[iv] Guillermo D. Olmo, “Vacunas contra el coronavirus: a qué se debe el secretismo que rodea los contratos entre los gobiernos y las farmacéuticas”, BBC News Mundo, 28 gennaio 2021. https://www.bbc.com/mundo/noticias-internacional-55804567

[v] Arlene Weintraub, “Pfizer CEO says it’s ‘radical’ to suggest pharma should forgo profits on COVID-19 vaccine: report”, Fierce Pharma, 30 luglio 2020. https://www.fiercepharma.com/pharma/Pfizer CEO says it’s ‘radical’ to suggest pharma should forgo profits on COVID-19 vaccine: report

[vi] Zain Rizvi, “Leading COVID-19 Vaccine Candidates Depend on NIH Technology”, “Public Citizen”, 10 novembre 2020 https://www.fiercepharma.com/moderna-nih-coronavirus-vaccine-ownership-agreements-22051c42-2dee-4b19-938d-099afd71f6a0.html

[vii] Zain Rizvi, “Blind Spot: How the COVID-19 Outbreak Shows the Limits of Pharma’s Monopoly Model”, “Public Citizen”, 19 febbraio 2020

https://www.bing.com/search?q=Zain+Rizvi%2C+“Blind+Spot%3A+How+the+COVID-19+Outbreak+Shows+the+Limits+of+Pharma’s+Monopoly+Model”&cvid=26e62cd8de154d5ca1860ed31e9831c7&FORM=ANAB01&PC=U531

[viii] Susan K. Sell, “What COVID-19 Reveals About Twenty-First Century Capitalism: Adversity and Opportunity”, Springer link, 6 Novembre 2020. http://regnet.anu.edu.au/research/publications/8121/ What-COVID-19-Reveals-About-Twenty-First- Century-Capitalism-Adversity-and-Opportunity

[ix] UNAIDS, “Uniting behind a people’s vaccine against COVID-19”, 14 maggio 2020. Uniting-Behind-a-Peoples-Vaccine-AgainstCOVID-19-1305201720.pdf (reliefweb.int)

[x] Bertolt Brecht, op. cit.

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