Parlare di Turismo ai Pancaldi

Con questo articolo comincia la collaborazione di Jack RR con Codice Rosso.  Il nostro Jack ha partecipato al recente convegno sul turismo svoltosi ai bagni Pancaldi. Il tema è particolarmente importante visto che il territorio non smette di puntare, e non a torto, sulle potenzialità economiche del settore turistico (redazione)

Parlare di Turismo ai Pancaldi
Assistendo a L’Alfabeto del Futuro. Come affrontare le sfide dell’innovazione.

Abbiamo assistito a una una iniziativa del Gruppo Gnn (GEDI SpA   CEO De Benedetti Junior) e di Intesa Sanpaolo, coordinata dal Direttore de Il Tirreno Fabrizio Brancoli, per parlare con persone qualificate, secondo una selezione fatta dalla organizzazione dell’evento, dedicata all’innovazione nel settore turismo.
Il primo intervento è stato di Flavo Briatore che partendo con uno stile sprezzante verso il turismo di massa ha messo in luce il rapporto tra offerta turistica qualificata e domanda di servizi qualificati, un rapporto che secondo lui prevarica la bellezza del luogo in sé. Ha aggiunto la difficoltà di investire in strutture turistiche in Italia per lunghezza dei tempi amministrativi e incertezza normativa. Ha invece esaltato la figura del giovane italiano capace andato però ad esercitare le sue qualità all’estero. L’Italia secondo lui è ormai animata da giovani con poca voglia di fare, tutti seduti sui divani in attesa del reddito di cittadinanza. Ha inoltre trattato male i politici di ogni epoca e attuali e questo è un rito a cui l’imprenditore come figura non rinuncia mai ma è vero che in Italia con tutto il patrimonio culturale che abbiamo siamo a discutere con un ritardo incolmabile rispetto a qualsiasi forma di innovazione nel settore. Briatore ha richiamato due aspetti fondamentali nell’ottica di voler organizzare il turismo: Pulizia e Ospitalità. Effettivamente come non dargli ragione su questo specifico punto, anche se solo su questo. Pulizia e Ospitalità sono stati ripresi in tutti gli interventi a seguire.
Il rappresentante di Booking.com Alberto Yates ha fatto un intervento molto semplice ed esaustivo sul tipo di servizio offerto da Booking per la nostra zona ritenendo che il turismo oggi vede un turista che fa da sé nella scelta delle sistemazioni e dell’organizzazione dell’itinerario. La generazione Z che si avvia ormai all’età adulta è una categoria di persone che ha estrema confidenza con il web ed ogni tipo di app per cui la vacanza se la costruisce in tempi e modalità differenti dal passato.
Il Conte Gaddo della Gherardesca è intervenuto dopo aver chiarito il concetto di tipicità dei luoghi e del modo di proporsi nell’offerta turistica in modo originale. “Quando vengo a Livorno voglio bere la Torpedine” ha affermato, aggiungendo altri esempi che comunque hanno chiarito la sua proposta. Il suo intervento merita di vedere il video integrale sulle pagine de Il Tirreno on line.
E intervenuto anche Simone Lenzi assessore alla cultura del Comune andando a mettere in evidenza l’evento Modigliani e cosa potrebbe esser valorizzato, ha tirato in ballo Mascagni altro personaggio di fama internazionale nato a Livorno. Lenzi è apparso meno triste rispetto al passato dove però sembrava non avere molta fiducia nei livornesi, il suo Lungomai è ancora fresco per accordare fiducia ai suoi propositi. Non si può facilmente dimenticare vedi  https://www.youtube.com/watch?v=ZGfGhs4Ti-M
Il Nuovo presidente di ENIT è apparso invece come una persona semplice ed è stato molto limpido nel ragionamento. Sicuramente da seguire nel suo operato in modo da sfruttare ogni opportunità soprattutto finanziaria da implementare sul territorio locale.

All’interno dell’appuntamento è stato dato spazio all’intervento di un lavoratore de Il Tirreno in rappresentanza della propria categoria in forte agitazione per l’imminente ristrutturazione del reparto poligrafico del gruppo editoriale che prevede licenziamenti per 121 lavoratori considerati in esubero a livello nazionale, di cui 30 a Livorno. Inoltre è contemplata anche la chiusura delle sedi Manzoni sul territorio nazionale. L’appello ha fatto riferimento all’aspetto umano cui va contro questa scelta aziendale e l’auspicio di trovare soluzioni per il futuro prossimo.

Cosa pensare, cosa dire?

Fa riflettere che questo appuntamento si è svolto presso i Bagni Pancaldi la cui costruzione risale al 1840. Era un’offerta turistica talmente innovativa al tempo che è difficile paragonarla ad altre iniziative altrove. Sta il fatto che quel turismo di elite estrema successivamente si è trasformato andando verso altre collocazioni. Oggi ai Pancaldi ci sono i livornesi che all’atto pratico non sono turisti ma residenti che passano il loro tempo libero al mare e secondo come “butta” apparecchiano e ci cenano. Se fossi stato io presente avrei interrotto Briatore per raccontare questa realtà e vederlo poi contorcere in un trabocco di bile. Il popolo della ciabatta o anche dello zoccolo Dr. Scholl’s regna incontrastato sul litorale cittadino. Una sorta di occupazione popolare dei luoghi un tempo dei ricchi. La spiegazione è semplice ma non scontata e certamente si lega all’incremento di benessere che la popolazione ha guadagnato nel tempo, assistenza sanitaria inclusa. Una polmonite contratta da un bagno con un clima sbagliato per un cittadino comune, a quel tempo, non aveva lo stesso epilogo della stessa malattia contratta da un ricco.
Ritornando all’argomento è bene prima di parlare di innovazione turistica riferirsi allo stato attuale delle cose. Livorno ha un flusso turistico rilevato bassissimo e benché i dati Istat siano purtroppo lenti ad arrivare ci danno però un’indicazione oggettiva. Giustamente il presidente Enit ha detto di voler utilizzare i flussi di dati degli operatori privati come appunto Booking, Trip advisor, Airbnb etc. ma a Livorno per partire bastano anche solo i dati Istat essendo ancora all’anno Zero, purtroppo disorientati dalla velocità a cui vanno tutti gli altri. Non sappiamo bene se stare in Toscana sia un vantaggio o una difficoltà in più. Il turismo di Livorno al momento è comunque prettamente estivo nei mesi giugno, luglio e agosto. Nei restanti periodi è numericamente irrilevante.
Quindi la valorizzazione dei personaggi di fama internazionale come Modì a cui speriamo se ne avvicendano altri – Lenzi ha citato Mascagni ma rimanendo sempre nella pittura magari altri nomi potrebbero essere di forte interesse, Natali, Romiti etc. – sarebbero comunque un inizio importante e su questi appuntamenti dovrebbe essere sviluppata la capacità di attrarre dei flussi completamente nuovi. A questo dovrebbe essere affiancato un vero e proprio programma per l’intrattenimento e l’attrazione di flussi specifici di turisti dalla cultura allo sport. Le scelte urbanistiche devono essere coordinate con l’offerta di eventi e servizi altrimenti non si raggiungerà mai nessun obiettivo.

Sulle ricadute occupazionali

L’infelice frase di Enrico Rossi “La Toscana non è un paese di camerieri” è all’apice dell’incapacità di governare uno sviluppo turistico culturale compresi gli sport. L’equazione turismo/camerieri con valenza negativa è terribile sotto diversi aspetti: il cameriere è una figura importantissima per il turismo perché gestisce l’impatto col turista che arriva e cerca non solo pulizia e accoglienza ma anche confidenza; un buon cameriere oggi ha più futuro di un operaio considerato in ambito locale ma in un sistema di competizione internazionale; il cameriere è spesso più pagato di un operaio; il cameriere può sviluppare un percorso personale anche imprenditoriale perché le barriere all’entrata nel settore turistico sono molto più basse che nei settori industriali; il cameriere nelle sue funzioni è più difficile da sostituire con dei robot.
L’occupazione in ambito di sviluppo turistico ha ricadute locali a 360°.
L’unica soluzione è un lavoro di squadra e una veloce specializzazione di settori. Su questo in prima battuta andrebbe veramente delineato un gruppo di persone qualificate tra pubblico e privato eventualmente che vadano avanti dopo questa esperienza di Modigliani. I livornesi sono entusiasti in questo momento ma non solo della mostra in sé ma di Piazza del logo Pio sistemata, i murales giganti e cose attinenti. Si deve spingere chi dimostra di essere bravo e obbligarlo ad un lavoro di squadra vero e proprio senza fronzoli.

Sul “turismo cavalletta”.

Durante gli interventi sono emerse considerazioni sul turismo meno ricco, “della ciabatta” come ha sostenuto “Naomo” Briatore auspicando l’opportuna scelta di tenerlo sempre lontano. L’Assessore Lenzi invece non è arrivato allo stesso disprezzo ma ha detto che il “turismo cavalletta” non è di gradimento. Il Conte Gaddo forse si è mostrato il più aperto dicendo che ci vogliono anche i campeggi, “in fondo la zona della provincia di Livorno è sempre stata governata dalla sinistra”, aggiunge, per cui è tradizione. Però ha comunque salvato anche questo turismo meno ricco. Che poi tanto povero non è visto che una piazzola può costare a stagione dai 4.000 ai 6.000 €.
In ogni intervento però la percezione personale e la sensibilità politica ha giocato un ruolo determinante nella concezione personale dell’idea di turismo.
C’è da dire che il “turismo cavalletta” è quel turismo che si confonde molto con una mobilità extraurbana, quello del viaggio giornaliero, dell’escursione nel fine settimana a bordo della propria auto verso il mare d’estate o verso la montagna nell’inverno. Quel turismo non è povero in sé, e non sarebbe affatto una vergogna visto quanto sia sceso in basso il valore reale di salari, redditi autonomi e le crisi occupazionali, ma si parametra più strettamente col bilancio personale o familiare. Un’escursione ripetuta ogni fine settimana cerca di essere più attenta al risparmio rispetto a una vera e propria vacanza lontano da casa che si fa ogni tanto.
Per questo motivo alla base di qualsiasi pianificazione ci deve essere una forte conoscenza dei flussi turistici di cui si compone il flusso aggregato.
La vera capacità di offrire accoglienza è di curare ogni collocazione facendola convivere, non facendo sentire povero nessuno e non permettendo a nessun ricco di escludere nessun altro. La gestione del turismo ha una valenza politica, la deve avere per non far torti a nessuno e ridimensionando la scala di gradimento in base alla spesa. Ogni turista è una persona prima che consumatore. Perché una persona o famiglia con disponibilità non dovrebbe muoversi? Dovrebbe stare sempre a casa? I figli avrebbero così un destino in cui l’unica possibilità sarebbe nascondersi oppure accedere alla piazza del proprio quartiere come se fosse un ghetto?
Il turismo anche nella sua forma più immediata di mobilità extraurbana è l’occasione per fare esperienza e crescere e un governo locale umano ed equo non può perdere meno che mai negare questa possibilità culturale e sociale di accrescimento.
Ci sono tante brave persone in ogni fascia economica del turismo disposti a condividere gli spazi e il tempo anche con altri. Chi vuole un’esclusiva ha dei problemi personali a rapportarsi con il resto del mondo e dovrebbe essere proprio quello che Livorno potrebbe permettersi di non offrire.
La sfida sta proprio nel riuscire a innovare demolendo la figura di turista/consumatore e portando Livorno sul piano del turista essere umano.
Nella logica consumistica l’esempio più specializzato nella soddisfazione di un flusso turistico differenziato per potere di acquisto è Walt Disney World a Parigi. Le varie collocazioni ricettive concentriche regolate sono regolate dal prezzo crescente. Ci sono inoltre parti comuni di vendita e frequentazione dove possono essere accessi differenziati in base al prezzo. Walt Disney World è come un avamposto antropologico e sociale dell’idea politica di società sviluppata dagli anglosassoni sia in US che in UK.
Come si può superare sociologicamente? Difficilissimo perché la massa concepisce Walt Disney World per cui è già educata a quell’assetto e a quella differenziazione di percorso e scelte interne a quel parco. Walt Disney World è un avamposto che fa cultura e richiama cultura già omologata, è un nodo di consolidamento politico, bellissimo e pirotecnico a livelli mai visti ma ha le sue radici in una logica affermata e predefinita in senso commerciale. Walt Disney World è in sé una proposta di egemonia culturale estremamente specializzata.
Non sto facendo un paragone fuori luogo tra Livorno e Parigi anche se con questa storia di Modigliani un po’ viene da fare spontanei accostamenti. Livorno ha avuto comunque i suoi Pancaldi nel 1840 che in quel momento offrivano accoglienza qualificata ai ricchi, certo, ma nei successivi 150 anni al mare fortunatamente ci sono andati tutti determinando comunque un’economia ad oggi importante. Cosa si può elaborare in termini innovativi dall’analisi di certi paradigmi?
Dobbiamo cosi ricercare e fondare dei significati innovativi su cui strutturare un progetto sociale prima che turistico e sviluppare capacità attrattiva aperta a tutti, specialmente ai giovani. Nell’ottica di un divertimento salutare e non di stampo paternalistico.

per Codice Rosso Jack RR

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