Internazionale

Argentina: lo sbarco dei criminali, la profezia di Primo Levi, i lupetti buoni

 

Il 24 marzo 1976 tre criminali scesero da un bel carro armato davanti alla Casa Rosada.
Per iniziare le loro attività promulgarono la pena di morte per tutti coloro che conducessero attività sovversive, abolirono i diritti civili e sciolsero il parlamento.
Comprensiva, la Corte Suprema stabilì che gli “atti sovversivi” sarebbero stati esclusi dalle competenze degli organi giudiziari regolari ma, per evitare eventuali perdite di tempo, vennero sospesi tutti i magistrati ritenuti non collaboranti.
Nel pomeriggio furono vietati i partiti politici, i sindacati, le organizzazioni universitarie e posti sotto controllo tutti i mezzi di comunicazione.

L’ammiraglio Eduardo Emilio Massera, “l’intellettuale” della prima giunta (1976-1981), ebbe l’onore di enunciare il nuovo paradigma:
“L’attuale crisi dell’umanità è da imputare a tre uomini. Verso la fine del XIX secolo, nei tre volumi del «Capitale» Marx mette in discussione l’intangibilità della proprietà privata; agli inizi del XX secolo, nel libro «L’interpretazione dei sogni» Freud attacca la sacra sfera intima dell’essere umano. E, come se non bastasse, per problematizzare il sistema dei valori positivi della società, nel 1905 Einstein fa riconoscere la teoria della relatività che mette in discussione la struttura statica e morta della materia” (“La Opinión”, Buenos Aires 25 novembre 1977).

Probabilmente, fronteggiare contemporaneamente marxisti, freudiani ed einsteniani (più varie ed eventuali), era compito complesso e comunque faticoso.
Quindi, si adottarono i concetti enunciati dal “Decreto Notte e Nebbia” di Adolf Hitler:
“Gli atti di resistenza della popolazione civile nei Paesi occupati saranno giudicati da una corte marziale quando si abbia la certezza di poter applicare la pena di morte e quando la sentenza sia pronunciata entro gli otto giorni dall’arresto. Il resto degli oppositori devono essere fermati e fatti scomparire nella notte e nella nebbia” (“Nacht-und-Nebel Erglass”, 7 dicembre 1941).
I nuovi mostri introdussero solo un piccolo aggiustamento: la popolazione civile da ammazzare era quella nazionale (più gli infiltrati che mai mancano).

Nel 1977, essendo i tre colpevoli indicati da Massera da tempo sotto terra, il generale Ibérico Saint-Jean, governatore di Buenos Aires per carro armato ricevuto, ne identificò i succedanei:
“Prima uccideremo tutti i sovversivi; poi uccideremo i collaboratori; poi i loro simpatizzanti; poi quelli che rimangano indifferenti; per ultimo uccideremo gli indecisi” (“International Herald Tribune”, Parigi 26 maggio 1977).

Nel 2001, il generale Jorge Rafael Videla, capo della prima giunta militare – morto in carcere nel maggio 2013 – dichiarava:
“Gli scomparsi sono quello, scomparsi, non sono né vivi né morti, ma scomparsi.”
Aggiungeva nel 2012:
“Sono morte e scomparse 7-8.000 persone arrestate o sequestrate. Abbiamo ordinato di eliminarne i resti per evitare proteste dentro e fuori dell’Argentina. Certamente, ogni scomparsa può essere intesa come una morte mascherata, ma non c’era un’altra soluzione. Bisognava eliminare un ampio gruppo di persone che non potevano né essere portate davanti alla giustizia, né fucilate. Era il prezzo da pagare per vincere la guerra contro la sovversione e avevamo bisogno che non fosse evidente per evitare che la società se ne accorgesse” .
Piccola correzione: I tribunali argentini hanno documentato circa 30.000 scomparsi tra il 1976 e il 1983, non 7-8.000.

Tra altre invenzioni, la dittatura argentina brevettò “i voli della morte”.
Il 4 ottobre 1997 sono stati spiegati alla Tv spagnola dal torturatore Adolfo Scilingo:
“I voli ci furono comunicati ufficialmente da Mendía (viceammiraglio della marina), pochi giorni dopo il golpe militare del marzo 1976. Ci spiegò che le procedure per lo smistamento dei sovversivi nella Marina militare (Armada) si sarebbero svolte senza uniformi, indossando solo scarpe da ginnastica, jeans e magliette. Che, per evitare di avere gli stessi problemi che avevano avuto Franco in Spagna e Pinochet in Cile, nell’Armada i sovversivi non sarebbero stati fucilati. Aggiunse che, per non andare contro il Papa, dopo avere consultato la gerarchia ecclesiastica era stato deciso di adottare un metodo che la Chiesa considerava cristiano, ossia gente che si alza in volo e non arriva a destinazione. Per risolvere i dubbi di alcuni marinai, è stato chiarito che i sovversivi sarebbero stati buttati nel bel mezzo del volo. Al ritorno, i cappellani cercavano di consolarci ricordando un precetto biblico che parla di separare l’erba cattiva dal grano”.
Da notare la finezza sull’uso di “metodi considerati cristiani”.

Ha scritto Primo Levi:
“I mostri esistono, ma sono troppo pochi per essere veramente pericolosi; sono più pericolosi gli uomini comuni, i funzionari pronti a credere e a obbedire senza discutere, come Eichmann, come Höss comandante di Auschwitz, come Stangl comandante di Treblinka, come i militari francesi di vent’anni dopo, massacratori in Algeria, come i militari americani di trent’anni dopo, massacratori in Vietnam.
Occorre essere diffidenti con chi cerca di convincerci con strumenti diversi dalla ragione, ossia con i capi carismatici: dobbiamo essere cauti nel delegare ad altri il nostro giudizio e la nostra volontà”. (“Se questo è un uomo”, Appendice per l’edizione scolastica, 1978).

Nel dicembre 2023 la popolazione argentina ha eletto Javier Milei riaggiornando la troglocrazia.
Da legittimo continuatore delle glorie militari, Milei intende riscrivere la storia.

“C’era una volta un lupetto buono maltrattato da tutti gli agnellini”, scrisse Agustin Goytisolo.
Non credo pensasse a Videla e suoi complici.

Rodrigo Rivas

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