Codice Rosso, un anno vissuto pericolosamente

Eccoci qui alla prima candelina sulla torta di compleanno di Codice Rosso: il primo novembre 2019 siamo andati online. Si tratta di una torta di compleanno che tagliamo volentieri per festeggiare un prodotto che, come sempre in questi casi, è costato impegno e passione. Ed è una torta che mangiamo ancora con più gusto perché siamo riusciti a offrire un buon prodotto nonostante le difficoltà di un anno vissuto pericolosamente.

Riavvolgiamo un attimo indietro il nastro della storia della nostra testata: il progetto Codice Rosso comincia a prendere forma nella tarda primavera del 2019 con delle linee abbastanza precise. Lo scopo principale era quello di contribuire alla rigenerazione di un tessuto culturale e teorico di una sinistra livornese, ed italiana, decisamente in difficoltà e di fronte ad un decennio, gli anni ‘20, che preannunciava già grandi trasformazioni.

Non puntavamo, e non puntiamo, tanto all’effetto notizia, quanto alla lenta penetrazione delle idee, dei dibattiti e alla ibridazione dei concetti. Per questo ci eravamo strutturati su due piani: uno di rinnovamento dell’esperienza dell’università popolare con una serie di corsi e dibattiti; uno di crescita del sito legata a questa dimensione. Siamo infatti convinti che vada ripresa la pratica della rottura di un po’ di confini, culturali e fisici, facendo fluire vita e innovazione.

Poche settimane dopo la primissima serie di corsi e seminari abbiamo dovuto fare i conti con il lockdown: questo ha sconvolto programmi e palinsesto, ma anche le abitudini redazionali, che da allora sono scandite da Skype. Di conseguenza è cambiata anche l’offerta dei contenuti, legata ad una lettura delle veloci trasformazioni alle quali l’irruzione del Covid nella società ci ha sottoposto. Ne è venuto fuori davvero un buon prodotto, in grado di essere utilizzato per riflessioni, a livello locale e ben oltre, sulla frattura sociale che stiamo attraversando e sulle prospettive di innovazione che questa impone.
Ne sono nati degli speciali su Covid e Scuola che, secondo noi, ben han analizzato il divenire di questa situazione.

Durante questo percorso avventuroso, che ci ha fatto cambiare direzione rispetto a quanto pensato alle origini, abbiamo trovato tanti amici vecchi e nuovi, e ci fa davvero piacere. Naturalmente abbiamo ricevuto anche critiche, soprattutto da qualcuno legato alle solite dinamiche elettorali e troppo fedele alla linea del partito. Avremmo potuto pubblicamente inchiodarlo nel dettaglio ma è un modo di fare che non ci appartiene: noi rispondiamo sempre con la qualità del nostro prodotto, delle nostre iniziative, delle nostre proposte.

Codice Rosso è un laboratorio politico: di analisi, di critica culturale, di definizione di scenario, di definizione di prospettive. Così si è mosso dagli articoli sul territorio, alle recensioni, alle traduzioni, alle analisi sulla pandemia (che riprenderemo), alle descrizioni delle innovazioni tecnologiche. È fatto per chi vuol misurarsi con questo genere di lavoro politico e abbia la necessaria freschezza per farlo. Laboratorio significa far emergere e sperimentare idee, proposte. Sappiamo che ci sono state attribuite fantasiose alleanze, di ogni tipo, magari all’interno di improbabili cospirazioni locali. Senza rancore, ci ridiamo sopra ricordando il grande Oscar Wilde quando diceva che bisogna giocare onestamente quando si hanno le carte vincenti. E noi le carte vincenti ce le abbiamo: curiosità, voglia di conoscere, piacere nel migliorarsi e nel disgregare ciò che mortifica l’esistente. Quindi, buon compleanno Codice Rosso e grazie davvero a tutte le persone che ci hanno seguito.

La redazione di Codice Rosso.

 

Per l’immagine in evidenza abbiamo utilizzato una foto di Isabella and Louisa Fischer da Unsplash

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