Dati di Livorno: 3/ deflazione, stipendi e redditi

Sulla grave situazione economica di Livorno abbiamo già pubblicato dei dati, e un grafico, dedicati alla spirale deflattiva della città.  Lo diciamo cosi’: la deflazione -quel fenomeno che indica che salari e redditi sono così bassi che i prezzi sono costretti a rincorrerli al ribasso- a Livorno tocca prima che in altre città d’Italia e la lascia dopo le altre. E si tratta di una spirale che distrugge molte forze produttive presenti nei territori: più c’è deflazione più le forze produttive (dal lavoro alle aziende) si deteriorano. Nell’ultimo ciclo deflattivo, che riguarda un’economia a bassa crescita come quella italiana, Livorno ha avuto almeno 16 mesi consecutivi di deflazione (dati Istat). A questo punto, visto che nella deflazione sono i prezzi a rincorrere i salari al ribasso,  si tratta di dare un’occhiata proprio ai dati recenti sui salari. Nel 2017 secondo l’Istat con uno studio effettuato dall’Osservatorio Statistico dei consulenti del Lavoro Livorno si classifica 49esima fra tutte le province italiane per la retribuzione media mensile pari a 1.297 euro. Intuibilmente la nostra città ha un problema strutturale con i salari visto che, come capoluogo, nel 2016, Livorno si piazza al 54esimo posto nelle classifiche nazionali, quindi sotto la media, sia come tasso di occupazione che come tasso di disoccupazione. E stiamo parlando sia per la retribuzione media mensile che per gli altri dati di un periodo dove si faceva ancora sentire la presenza della deflazione. Successivamente, una volta approvato il Jobs Act, Livorno si è contraddistinta per l’alta percentuale di nuovi assunti a tempo determinato ogni 100 assunzioni (circa 80 su 100) e si tratta di un “contributo” utile per allungare un eventuale nuovo ciclo deflattivo (ricordiamo che gli ultimi due trimestri 2019 rilevati Livorno è tornata in deflazione).

Si tratta però di confrontare questi dati con altri, per formulare qualche ipotesi sul presente e sul futuro del nostro territorio. Ecco i dati sull’andamento dei redditi ai fini dell’imponibile IRPEF a Livorno, fonte ministero economia e finanze, nell’arco di un quindicennio

 

Come si vede Livorno nell’arco di 15 anni (2001-2016) vede significativamente aumentare l’imponibile Irpef. E’ un dato che sembra in contraddizione con il 49esimo posto della provincia in materia di salari, col 54esimo in materia di dati sull’occupazione e sulla disoccupazione. Ma sono proprio i dati sulla deflazione che aiutano a orientarci. Se c’è deflazione, piu’ che in altri territori, vuol dire che questo grafico va letto bene. E infatti questo incrocio con un grafico su base nazionale, sempre su dati Istat, aiuta a capire. Da una parte, colore blu, l’andamento del reddito disponibile, dall’altra, colore, rosso l’andamento del potere d’acquisto considerando il quindicennio evidenziato

Come si vede, a partire dal 2008, primo anno della grande crisi, alla crescita del reddito nominale ha corrisposto una significativa diminuzione del potere d’acquisto. Viste le tendenze deflattive sul territorio possiamo quindi affermare che la deflazione a Livorno si produce su un andamento del tutto nazionale: cresce il reddito nominale, quello tassabile ai fini Irpef, diminuisce il potere d’acquisto. Per cui, ad un certo punto, i prezzi sono costretti a scendere per rincorrere i redditi o dei salari incapaci di acquistare. Questo rappresenta anche la cronaca della distruzione delle forze produttive ed è il significato sociale ed economico della deflazione oltre il semplice aspetto contabile. In poche parole siamo di fronte ad uno scenario di calo del potere d’acquisto che strutturalmente tiene bassa l’inflazione sotto i limiti di utilità per produrre ricchezza nei territori. Tenendo conto come afferma l’Istat che, in presenza di aumento nominale del reddito, la tendenza all’aumento della pressione fiscale e alla diminuzione del potere d’acquisto è strutturale

Sarebbe interessante un raffronto tra imponibile Irpef livornese dei quindici anni presi in considerazione con l’andamento andamento della spesa pubblica dell’amministrazione comunale, facendo una valutazione di impatto su come, e dove, queste politiche abbiano inciso nei momenti in cui si è fatto vedere il contesto deflattivo. Questo allargando poi il panorama alle politiche immobiliari, delle partecipate, i rapporti con le banche in modo da quantificare il contributo, che dal dato deflattivo appare ciclico (ovvero favorire le tendenze in atto), delle decisioni pubbliche dell’ultimo quindicennio. Per guardare al futuro che, dal punto di vista della popolazione (un elemento essenziale per risollevarsi dalla crisi) vede previsioni Irpet-Cresme di perdita di 10.900 persone nella popolazione livornese per il 2027 (altro effetto dellla distruzione delle forze produttive locali, cioe’ della deflazione).

Pensare di uscire da questa situazione con politiche ordinarie, o con gli ordinari strumenti di emergenza, non è possibile. I dati aiutano a capirlo

a cura della redazione

 

 

l’immagine, Renato Natali, vista di Livorno da https://www.anca-aste.it/uk/auction-0072/view-of-livorno-2.asp

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