Interviste

I migranti del pallone

Già autori del volume Storie di sport e politica. Una stagione di conflitti 1968-1978 (Mimesis, 2018) Alberto Molinari e Gioacchino Toni tornano ad occuparsi di storia dello sport con il volume I migranti del pallone. I calciatori stranieri in Italia. Un secolo di storia (Le Monnier, 2023). Di seguito una breve intervista su questo loro recente lavoro (gvs).

 

Ricostruire la storia della presenza straniera nel calcio italiano dai suoi albori alla Sentenza Bosman, che a metà degli anni Novanta ha liberalizzato i trasferimenti dei calciatori nell’Unione europea, ha permesso di indagare le vicende delle migrazioni calcistiche verso il nostro paese da diversi punti di vista: sportivo, sociale, politico, economico, culturale e di costume.

La storia del calcio sin dalle sue origini è stata caratterizzata dalla mobilità dei giocatori. Nonostante in epoca fascista si sia voluta individuare l’origine del calcio nel gioco fiorentino praticato già a cavallo tra il tardo medioevo e l’inizio della modernità, è bene ricordare che in Italia il calcio è un fenomeno d’importazione introdotto da svizzeri e inglesi. Ricostruire dal punto di vista storico la presenza dei calciatori e degli allenatori stranieri in Italia permette di ripercorrere le tappe di una presenza che ha inciso in maniera importante sul calcio italiano sia dal punto di vista sportivo che economico, una presenza che ha suscitato passioni contrastanti, ha alimentato polemiche politiche e contese giuridiche evidenziando gli atteggiamenti delle istituzioni e dell’opinione pubblica nei confronti della presenza straniera, non solo calcistica, nel nostro paese.

I flussi dei calciatori sono stati condizionati da molti fattori; in primo luogo di carattere economico, dunque da legami storici, culturali e linguistici, come nel caso dei paesi sudamericani in cui sono presenti importanti comunità di emigranti. Nel libro ci si sofferma tanto sulle presenze più rappresentative e di maggiore valore tecnico, quanto sui casi di calciatori o allenatori interessanti per diversi risvolti delle loro vicende sportive, politiche, umane e di costume, approfondendo anche le modalità con cui gli stranieri si sono inseriti nel nostro paese e quelle con cui sono stati accolti, tra curiosità, fascinazione, esotismo e pulsioni razziste.

 

I migranti del pallone non è un testo di carattere giornalistico, non siamo di fronte a una narrazione aneddotica sui campioni stranieri giunti sui campi da calcio italiani; si tratta piuttosto di una ricerca condotta secondo le modalità del lavoro storico.

È importante sottolineare che il libro deriva da una rigorosa ricerca di carattere storico basata su numerose fonti a stampa e su documenti di archivio. La prima parte è dedicata all’introduzione del calcio in Italia ad opera, come detto, di svizzeri ed inglesi, alle presenze straniere, soprattutto danubiane e mitteleuropee, tra le due guerre, all’autarchia calcistica imposta dalla fascistizzazione dello sport ed al fenomeno dei sudamericani di origine italiana definiti “rimpatriati” dal regime. La seconda parte del volume è dedicata al periodo della ricostruzione del secondo dopoguerra e agli anni del miracolo economico. Nel primo caso ci si occupa della cosiddetta “legione straniera” del calcio, della presenza di calciatori provenienti da oltreoceano, del ritorno dei danubiani, della presenza di scandinavi, albanesi, jugoslavi e apolidi ma anche dell’utilizzo politico dei campioni stranieri, del fenomeno degli oriundi e dell’intervento diretto della politica sulla presenza degli atleti stranieri. Per quanto riguarda il periodo gli anni del miracolo economico ci si è focalizzati sull’importante trasformazione del calcio italiano, sulle alterne aperture e chiusure agli stranieri e sul ricorso agli oriundi con sullo sfondo l’acceso dibattito sugli insuccessi della nazionale, sul controverso rapporto tra politica e sport, sulle nuove traiettorie dei percorsi migratori e sulla rappresentazione dei calciatori stranieri sulle popolari riviste illustrate. La parte finale del libro è dedicata alla riapertura agli stranieri, al dibattito politico-sportivo e giuridico che ha condotto alla sentenza Bosman oltre che al ruolo rivestito dai calciatori stranieri nel processo di spettacolarizzazione del calcio e nel suo intrecciarsi con la politica, dunque con la questione del razzismo.

 

Leggendo il libro ci si rende conto di come l’intera storia del calcio italiano sia attraversata da un susseguirsi di aperture e chiusure alla presenza straniera e di come ciò derivi dall’intrecciarsi di fattori di ordine sportivo, politico ed economico. 

 Storicamente la decisione di aprire o meno alla presenza straniera nel calcio italiano è derivata dagli accesi dibatti che hanno coinvolto i partiti politici, i vertici del calcio, le società calcistiche, le associazioni dei giocatori, gli organismi politici e sportivi europei, i media e l’opinione pubblica. Chiusure agli stranieri si hanno sul finire degli anni Venti, in epoca fascista, quando l’accesso è consentito ai soli sudamericani di origini italiane, nei primi anni Cinquanta, con intervento diretto della politica, e nuovamente a metà degli anni Sessanta. Gli insuccessi della nazionale sono spesso stati occasione di dibattito circa i vantaggi e i limiti dell’apporto straniero al calcio nazionale anche se spesso tale discussione è sembrata fungere da pretesto demagogico dietro cui celare ragioni extrasportive o fornire un facile capro espiatorio utile ad evitare di approfondire i limiti organizzativi del sistema calcio italiano.

Se per comprendere come si è arrivati alla sentenza Bosman di metà anni Novanta, che ha consentito l’attuale massiccia presenza straniera nel calcio italiano, occorre partire dagli anni Ottanta, quando l’Italia si è trovata a fare i conti con una legislazione europea che imponeva la libera circolazione dei lavoratori nello spazio comunitario, è necessario però sottolineare come, al di là dei vincoli legislativi europei, l’apertura agli stranieri sia stata del tutto funzionale a quella svolta spettacolare e televisiva impressa proprio in quegli anni al calcio italiano trasformandolo in quello che oggi conosciamo.

 

Alberto Molinari, Gioacchino Toni, I migranti del pallone. I calciatori stranieri in Italia. Un secolo di storia, Prefazione di Sergio Giuntini (Le Monnier 2023)

I migranti del pallone 2

 

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