Inquinamento & denaro
“Stiamo giocando alla roulette russa con il clima. Nessuno sa con precisione cosa c’è nella pistola, ma io sono meno ottimista di tanti altri” (Wallace Broecker).
“È evidente che i cambiamenti climatici stanno già avendo un impatto sui diritti umani e che questo impatto si intensificherà nei prossimi anni“
( Kumi Naidoo).
Tesi:Il clima è una questione economica non politica. Come abbiamo combattuto la mafia seguendo i soldi così dobbiamo combattere l’inquinamento seguendo i flussi finanziari dei gestori di patrimoni pubblici e privati. L’incapacità dei governi di tutelare la salute e la vita dell’ uomo e della terra è evidente così come è evidente la violazione dei diritti umani portata da chi divora il pianeta per scopi di lucro.
Buona parte delle mobilitazioni prodotte negli ultimi tempi hanno come tema la difesa del clima contro il riscaldamento globale e l’inquinamento che fanno morire la terra e l’uomo con essa. Le nuove generazioni al grido di:”non abbiamo un altro pianeta! La terra ha i giorni contati!”, distillano in parole chiare i loro timori pensando a cosa le attende in un futuro prossimo venturo e chiedono alla politica di iniziare a fare qualcosa di veramente concreto per salvare la terra e tutelare il diritto alla vita minacciati dal riscaldamento globale. Le elite politiche in pompa magna sono scese in campo con le loro liturgie mediatiche ma senza produrre nulla di solido solo chiacchiere e divisioni tra paesi. Ciò ci spinge a pensare che forse si sta bussando alla porta sbagliata. E’ vero che la deregolamentazione normativa ha permesso la mobilità dei capitali ed ha liquidato la separazione tra banche di investimento e istituti di credito eliminando i controlli sul mercato e sull’economia (Carter, Reagan,Clinton, Thatcher, Blair, Treu,Prodi, Bassanini,Ciampi, Menem, ecc…) ma tutto questo è stato l’effetto di pressioni culturali ed economiche già in atto da tempo (scuola di Chicago, Mont Pelerin society, Piñera) e non frutto di un parto indipendente e non condizionato della politica. La politica non è altro che un’ancella servile della finanza che aveva bisogno di rinnovare il suo guardaroba giuridico per meglio curare interessi, profitti, e denari. I soldi comandano ed hanno sempre comandato:”Io non conosco l’uomo ma solo il suo prezzo”(B.Brecht). La megamacchina economica ha prodotto le circostanze del suo sviluppo, ha prodotto narrazioni, culture, si è infiltrata nelle università, nei media ha prodotto senso comune, “egemonia”,intellettuali organici, politici organici e quindi ha lanciato dalle aule parlamentari le sua politica curvando la democrazia al neoliberismo. L’invasione di campo dell’economico nel politico è stata facilitata dalla sfiducia verso il politico indotta da crisi economiche ripetute dalla contaminazione culturale dei soggetti collettivi. Tutti gli ambiti sono stati infettati: istituzioni, scuola, partiti, giornali, nulla si è salvato dal bombardamento a tappeto che ha fatto tabula rasa di ogni centro di resistenza e pensiero alternativo. Si è imposto a livello mondiale una governamentalità che esprime una ragione strumentale esclusivamente economica che agisce nel tempo e nello spazio sui tre assi dell’interesse, del profitto, del denaro. Le banche, i fondi d’investimento, le assicurazioni, i sistemi di gestione di patrimoni pubblici e privati che gestiscono i soldi degli altri sono loro i nuovi monarchi assoluti di una monarchia assoluta che governa il mondo divorando diritti, il sociale, la terra, l’acqua, l’aria, e tutte le fonti energetiche su cui è basata la nostra civiltà. Una civiltà dei combustibili fossili. Ma come altre civiltà che ci hanno preceduto anche la nostra è destinata a finire per consunzione del pianeta da inquinamento prima che le scorte di combustibile fossile siano esaurite. Occorre fare qualcosa prima che sia troppo tardi. Se i soldi vanno nella direzione sbagliata ad alimentare il consumo del pianeta finanziando le imprese che fanno le trivellazioni in Antartide, in Alaska, negli oceani, che usano la fatturazione idraulica nel sottosuolo per estrarre gas e petrolio dalle rocce con conseguenze ambientali devastanti, vanno bloccati per delitto contro l’umanità. Occorre spingere al disinvestimento , alla conversione, al finanziamento di processi ed energie ecologiche. Il processo del passaggio da una civiltà dei combustibili fossili ad una civiltà verde non può che essere graduale e costante con un alta velocità di mutamento perché il tempo che ci rimane a disposizione è davvero ben poco. Occorre cambiare le abitudini muovendo dal basso, creando centri di resistenza di contro condotta dai quali far emergere una nuova cultura, partire dai microprocessi del quotidiano per rovesciare gli attuali rapporti di forza, l’egemonia dominante e l’inerzia di una classe dirigente incapace e sorda ai dolori del pianeta e contestualmente mettere sotto accusa il sistema economico non democratico che ci governa con la dittatura dei suoi dispositivi liberi da qualsiasi forma di controllo e di legittimità popolare. L’inquinamento vive per i soldi e con i soldi dell’occidente e il prezzo più pesante grava sul terzo mondo che fornisce la quasi totalità delle materie prime del nostro effimero benessere.
{Dattero}
Riferimenti:
https://valori.it/dalle-grandi-banche-1-900-miliardi-di-dollari-alle-fonti-fossili/
https://www.osservatoriodiritti.it/2017/11/08/ambiente-banche-inquinamento/
https://www.recommon.org/banche-e-combustibili-fossili-un-binomio-indissolubile/
https://www.unimondo.org/Guide/Ambiente/Inquinamento/Banche-e-combustibili-fossili-un-binomio-indissolubile-173308
http://www.greenreport.it/news/energia/dopo-laccordo-di-parigi-le-banche-globali-hanno-dato-19-trilioni-di-dollari-ai-combustibili-fossili/
https://www.lifegate.it/persone/stile-di-vita/banche-finanziamenti-combustibili-fossili
https://350.org/
Internazionale n°1333 15/21 novembre 2019 (I Padroni del clima)

