Toscana: la delusione della Ceccardi, la disfatta della sinistra, la vittoria di Max Headroom

Diciamo la cose come stanno: nei giorni scorsi, mentre a sinistra molti continuavano a pensare che gli allarmi sulla situazione di Giani erano tutta tattica per il voto utile, nel centrodestra si lustravano gli occhi. Erano diversi infatti i sondaggi che davano sia un testa testa che tre-quattro punti di vantaggio a favore di Susanna Ceccardi. Intendiamoci, i sondaggi del centrodestra non erano sbagliati e nemmeno tanto dissimili, nel metodo e nel risultato, da quelli del centrosinistra. La differenza, a favore di Giani, l’hanno fatta gli ultimissimi giorni e la maggiore affluenza rispetto alle altre province,  di quella di Firenze, che racchiude quattro collegi elettorali. È come guardare il risultato di una partita al 75esimo: nell’ultimo quarto d’ora, quello più concitato, possono accadere un sacco di cose e così è stato. I sondaggi rappresentavano la partita fino a un quarto d’ora dalla fine poi c’è stato il resto.

Si tratta di un voto della provincia più popolosa della Toscana che ha anche standard migliori di reddito, e di servizi, rispetto alla costa. Basta vedere le classifiche del Sole 24 ore sulle prestazioni dei servizi sanitari ripartiti per provincia: Firenze è al quinto posto a livello nazionale, sulla costa il posizionamento delle province è tra il 95esimo e oltre il 100esimo posto.  Forse pochi altri dati come questo fanno vedere, plasticamente, la differenza di modello di sviluppo tra il centro e la costa della Toscana. Diciamo che la retorica del voto utile, assieme alla pratica del voto disgiunto, ha coperto la, legittima, difesa di una standard di vita che era oggettivamente minacciato da una banda, quella del centrodestra, che sulla sanità, e non solo, sarebbe riuscita a fare persino peggio del centrosinistra.  In poche parole la Ceccardi stava per far valere, da destra,  il peso elettorale del disagio nei confronti  del modello di sviluppo duale ed ineguale della Toscana. Non ce l’ha fatta chissà cosa accadrà tra cinque anni: la stessa Lega sta subendo, nel centrodestra, l’OPA di Fratelli d’Italia, il centrosinistra chissà cosa sarà tra un lustro e, con lui, non solo la politica italiana ma anche la stessa società.

Il movimento 5 stelle è ai minimi regionali storici ma mantiene una rappresentanza nelle istituzioni della Toscana.  Non si può dire così della lista Toscana a sinistra la quale, purtroppo, subisce più di un dimezzamento in termini percentuali rispetto al 2015, e perde i due consiglieri che aveva in regione. Se prevarrà, nella spiegazione di quanto accaduto, l’analisi politicista del genere “ci ha rovinati il voto utile”, difficile che la sinistra toscana possa trovare il bandolo della matassa. Ci sono cambiamenti radicali da cogliere, nel fare politica dal basso negli anni ’20, e le regionali mostrano che se non li cogli, sparisci.

Infine il vincitore, lui Eugenio Max Headroom Giani, il primo ologramma politico a vincere le elezioni regionali. La consistenza nel candidato sta giusto nella rete di potere che rappresenta, un ibrido clientelare-liberista, che attende solo di provare a gestire i  finanziamenti delrecovery fund. Le voci di palazzo lo davano praticamente per commissariato durante la fase più calda della campagna elettorale e la cosa ci pare comprensibile perché quando si esprime in libertà, nella sua consistenza di ologramma, non è certo in grado di attirare i consensi. Ora è libero di tornare nella cripta di potere che si è costruito pazientemente in questi anni. Alla prossima avventura Max.

 

nlp

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