La sinistra fantasy e la Finlandia

Senza toccare Propp basta vedere Wikipedia per inquadrare la novella come “una narrazione in prosa breve e semplice (di modesto respiro) [con] un’unica vicenda semplice e in sé conclusa, colta nei suoi momenti essenziali, i cui personaggi si possono facilmente ritrovare nella vita quotidiana”
Quella di Sanna Marin è una novella più o meno sistemata così: giovane, figlia di una coppia same sex, alla guida di un governo di sinistra conduce il suo paese verso più elevati livelli di civiltà nel sorriso dell’Europa progressista. E si tratta di un tipo di novellistica, quella delle sinistre del nord che insegnano magari a popoli sostanzialmente levantini come il nostro, che in Italia non finisce mai di attirare. Tanto che la novella di Sanna Marin non solo piace alle sardine -in fondo una sinistra per novelle semplici- ma anche ai critici delle sardine.
Del resto come dargli torto, il New York Times ha pubblicato un bel book fotografico sulle donne ministro del governo finlandese. Quanto a novella, di quelle che esorcizzano la presenza reale del lupo, è il suo. Dal punto di vista del brand, cosa dire, tutto bene.
Già, dopo la novella poi c’è la Finlandia. Allora, nel governo Marin gli affari finanziari sono saldamente in mano al Center Party, partito di Olli Rehn. Ricordate? Il superfalco della UE per il quale il governo Monti era poco rigorista. Oggi è presidente della banca centrale finlandese e potete immaginare cosa pensa dell’Italia e del suo stato sociale “troppo costoso”.
Insomma la finanza del governo Marin è in mano a un partito che in Europa sta nel gruppo Alde, quello liberista. Ma andiamo al ministro degli affari europei del governo Marin, se non piacciono i centristi di quella coalizione. Il ministro degli affari esteri Tytti Tuppurainen, socialdemocratica come la Marin, ha le idee chiare: in Europa vanno tagliati i fondi per l’agricoltura e le coesione sociale. In una revisione dei fondi per lo sviluppo in Europa piuttosto al ribasso. Infatti mentre il parlamento Ue ha chiesto fondi in Europa per l’1,3 per cento del GNL (reddito nazionale lordo) di ogni paese, la commissione Ue chiede l’1,13, la compagna Tuppurainen, espressione di un governo femminista e di sinistra, ha invece chiesto una quota più bassa: l’1,07 quasi 25 centesimi di punti in meno di un parlamento Ue non propriamente di sinistra. Spiace dirlo ma Conte, in confronto, è Keynes.
La Tuppurainen è stata ministro anche nel precedente governo e nell’attuale porta avanti questa linea: riduzione del budget complessivo dell’Europa, linea rigorista classica, riduzione del peso nel budget (ridotto) dei fondi a agricoltura e coesione sociale e spostamento dei fondi verso le tecnologie (nel paese della Nokia ha un senso). Inutile dire che la politica del governo Marin, con la primo ministro così giovane e fresca, rischia di danneggiare welfare e agricoltura nel nostro paese. Per non parlare della visione che questo governo mantiene del nostro bilancio pubblico.
Tanto più che anche la rigorista Finlandia ha in piedi una procedura per violazione delle politiche di bilancio UE. Cosa significa tutto ciò? Semplice, che la Finlandia è in difficoltà, non da oggi, e prova a rimettersi in piedi da una parte sforando il bilancio nazionale dall’altra trovandosi un ruolo come falco liberista in Europa. Si dirà: ma la Marin trova difficoltà grazie al governo precedente. Vero, e di cosa è caduto il governo precedente? A causa di uno sciopero, forte, dei dipendenti postali in lotta contro le ristrutturazioni penalizzanti del loro lavoro. Già e cosa faceva all’epoca Sanna Marin? Era ministro dei trasporti e delle comunicazioni finlandese, la controparte in quello sciopero.
Non resta che concludere con il solito sinistra fantasy benvenuta nel mondo reale. Quello dove il primo ministro ha funzioni di brand e spettacolo progressiste e rassicuranti mentre resto è, diciamo, una meraviglia tutta da scoprire.
per codice rosso, nique la police
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