Livorno Calcio: continuano i ricatti di Spinelli e di mago Gherlone

di Nello Gradirà

Avrete visto anche voi quei film del terrore di serie B dove a un certo punto il mostro viene sbranato dagli squali, o gli esplode una bomba atomica sulla testa, o cade in una vasca piena di acido solforico, ecc.. I buoni pensano che l’incubo sia finito e si rallegrano, ma nella scena successiva, incredibilmente, il mostro risbuca fuori dal nulla con una risata agghiacciante. E così si può fare un “sequel”.

In questo caso il film più che di serie B è di serie D, e il mostro l’Atletico Spinelli. Quando pensi di essertene liberato, la banda di improbabili che lo gestisce per conto del Gabibbo giallo inventa un nuovo trucco per non sprofondare: è notizia di ieri che Gherlone e soci hanno chiesto alla Lega l’iscrizione al campionato di promozione, dopo che con la mancata iscrizione alla serie D si pensava che la farsa fosse finita.

La prima reazione a caldo è: vabbè, chi se ne frega, facciano un po’ quello che gli pare, non troveranno neanche i giocatori per fare la squadra. Poi ci pensi bene e capisci che invece qualche problema c’è:

  • Purtroppo l’Atletico Spinelli sta tenendo in ostaggio diversi giovani del vivaio che non sono riusciti a svincolarsi, tra cui molti della Berretti campione d’Italia di qualche anno fa. Tutti i ragazzi delle classi 2006 e precedenti sono rimasti nelle grinfie di questa gente e oltre a non potersi accordare con squadre vere potrebbero essere costretti a giocare per coprire operazioni che sono tutto tranne che sportive. Si tratta di una situazione inaccettabile a anche per questo la Lega deve impedire all’Atletico Spinelli la partecipazione a un qualsiasi campionato.
  • Se l’Atletico Spinelli non sparisce non è proprio scontato che la Lega autorizzi l’iscrizione alla serie D o all’Eccellenza di una nuova squadra che si chiamerebbe Unione Sportiva Livorno, perché a quel punto non potrebbe presentarsi come erede della tradizione e del titolo di una società scomparsa ma sarebbe una società nuova di zecca. Siamo sicuri che la Lega accetterebbe l’iscrizione di questa nuova società? Il sindaco dice di sì, ma nero su bianco non c’è niente. E non vorremmo che in caso contrario, sulle orme di quanto avvenuto a Cesena o a Vicenza, dov’è stato comprato il titolo sportivo di altre squadre, si ritornasse a parlare di fusioni strane con altre società che è una soluzione che non ci è mai piaciuta…
  • Gherlone e soci stanno facendo quello che sanno fare e che hanno sempre fatto, e per cui il Gabibbo giallo li ha chiamati, cioè un fallimento pilotato, palese obiettivo di Spinelli da almeno tre anni a questa parte. Se rileggete quello che abbiamo scritto sul commercialista piemontese, vi accorgerete che a Livorno Mago Gherlone sta ripetendo esattamente le stesse manovre che ha fatto ad Asti, allo scopo di far sparire (Sim Sala Bim) un po’ di debiti fatti da Aldone e Robertino, il duo dei bilanci cristallini. Noi continuiamo a dire che proprio per questo la continuità dell’Atletico Spinelli non ha nulla a che vedere con il calcio e rischia di favorire infiltrazioni criminali sul territorio. Pensiamo che la Finanza dovrebbe tenere d’occhio i vari Gherlone, Aimo, Cornaglia, ma soprattutto il Gabibbo giallo e quel genio di Robertino, che era l’amministratore delegato dell’AS, perché in passato chi si è imbarcato in operazioni simili a questa si è ritrovato con un’imputazione per bancarotta fraudolenta.

Per il momento, a quanto se ne sa, nessun creditore ha presentato istanza di fallimento e sarebbe il caso di favorire questo passaggio, in modo che la Lega abbia la strada spianata per far fuori definitivamente questo “mostro”. E che finisca una volta per tutte l’ennesimo ricatto verso la città di un vecchio rancoroso, arrogante che più emerge la sua incompetenza più si incattivisce e per partito preso vuole a tutti i costi far sparire il calcio a Livorno.

Certo, anche nell’epoca dei tornelli i campetti di promozione non sono proprio il massimo quanto a misure di sicurezza, e You Tube pullula di video di gente che scappa tra le vigne. Ma probabilmente il Gabibbo giallo, Robertino e i loro accoliti non si presenterebbero mai dalle nostre parti a vedere una partita dell’Atletico Spinelli, e lascerebbero a personaggi minori l’incombenza di tirare avanti la baracca. Però chissà, magari un giorno qualcuno di loro potrebbe essere avvistato in zona per affari portuali o per la firma di un documento da un notaio…

Nel frattempo, i passi che l’amministrazione comunale sta facendo per arrivare a una nuova ripartenza hanno degli aspetti positivi, pensiamo al coinvolgimento di personaggi molto amati dal pubblico amaranto come Osvaldone Jaconi e Tancredi. Tra l’altro Jaconi all’epoca della favola del Castel di Sangro aveva come presidente Gabriele Gravina, l’attuale presidente della FIGC, con il quale avrà sicuramente buoni rapporti. E potrà spiegargli che Livorno merita di tornare nel calcio che conta e che se il calcio italiano vuole avere un’immagine minimamente presentabile, gente come la famiglia Addams che tiene in mano l’AS Livorno bisognerebbe che sparisse.

Tuttavia ci sono anche elementi di preoccupazione: non vorremmo che per rincorrere a tutti i costi l’iscrizione al prossimo campionato (Serie D o Eccellenza) si scegliessero soluzioni di comodo come fusioni con società che hanno una loro storia e non sono il Livorno, oppure si “raccattasse” quello che passa il convento e si mettesse in mano la nuova Unione Sportiva a qualche personaggio inadeguato, che magari ti fa vincere un campionato ma poi si ferma, non ha i mezzi per continuare la risalita ma non te lo levi più di torno. Per non parlare della litigiosità dell’ambiente livornese se fosse coinvolto qualche soggetto locale. E la rinascita partirebbe con il piede sbagliato.

Siccome il tempo a disposizione è scarsissimo, il rischio è altissimo. Noi piuttosto che fare un campionato di Eccellenza indecoroso come quello che fece il Pisa anni fa preferiremmo stare fermi un giro e vedere finalmente pubblicato dal Comune un bando -scusate se lo diciamo per l’ennesima volta- che comprenda la ristrutturazione e la gestione degli impianti della zona sportiva di Ardenza. Solo così si possono attirare imprenditori interessati a un’operazione seria che poi potrà essere orientata in base all’interesse pubblico. In questo quadro, nella nuova società potrebbero entrare tutti i comitati dei garanti e dei piccoli azionisti che si vuole. Che potranno fare da “controllori” nei consigli di amministrazione, o gestire il settore giovanile (se ne hanno le capacità) ma non potranno mai da soli dirigere una società che possa ritornare ai livelli da noi tutti auspicati per il nostro Livorno.

Crediamo che tutti questi passaggi non siano compatibili con i tempi richiesti per la partecipazione al campionato che sta per iniziare, e che tra l’altro non è ancora del tutto al sicuro da un possibile ritorno dell’incubo COVID. Meglio aspettare, anche perché per una vera rinascita bisogna percorrere strade nuove e non semplicemente riproporre esperienze del passato. Un compito difficile per tutti, ma la liberazione dalla famiglia Spinelli può riportare l’entusiasmo necessario.

 

 

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