U.S. Livorno: tutto molto bello, o quasi
di Nello Gradirà
Ancora ci sembra di sognare: dopo anni di frustrazioni e rabbia per le imprese della famiglia Spinelli (sarebbe meglio dire per il loro tentativo premeditato di far sparire il calcio a Livorno) finalmente ci siamo ripresi la nostra squadra e possiamo dimenticarci del Gabibbo giallo e della sua cricca. In questi giorni abbiamo appreso che dopo essere scappato da Livorno lasciando debiti vari e dipendenti disperati, Spinelli farà lo sponsor di una squadra ligure di serie D. Il che conferma lo spessore del personaggio, ma in fondo è acqua passata…
Non abbiamo più notizie invece del mago Gherlone, arrestato un paio di mesi fa come spesso gli succede, ma ormai neanche lui ci interessa più di tanto. Ora vediamo quanto ci metteranno a impossessarsi di un’altra società e portarla al fallimento con la complicità di Lega e Federazione.
Noi intanto godiamoci il nostro Livorno, impegnato nella scalata a categorie più consone al blasone della squadra e alle tradizioni sportive della città.
Sono già state giocate sei partite e sedici sono i punti in classifica, gli stessi del primo campionato di Eccellenza giocato nel 1991-’92. Allora l’unico pareggio era stato alla terza giornata sul campo del Grassina. C’è una coincidenza davvero singolare: anche allora la quinta e la sesta giornata di campionato videro come avversari il Perignano e il Certaldo, battuti rispettivamente per 3-0 e 2-0. In quel campionato furono in tutto dodici i gol subiti, mentre quest’anno dopo sei partite i gol subiti sono già sette (i gol fatti invece sono 16 contro gli 11 di allora). Solo quattro squadre hanno preso più gol, il Fucecchio, il San Miniato Basso, il Piombino e il Picchi. Il Certaldo ultimo in classifica ha subito un gol meno del Livorno. Solo nella prima gara, quella disputata a Castelfiorentino, la difesa del Livorno è rimasta imbattuta.
La squadra – diciamo la verità – non sta dando l’impressione di una grande solidità e il problema principale appare la disposizione tattica: giocando con tre punte, praticamente con tre punte e mezzo, a centrocampo si va sempre in inferiorità numerica e questa è una situazione che crea grandi difficoltà anche con avversari nettamente inferiori sotto il profilo tecnico.
È vero, la squadra è stata assemblata tardi e in poco tempo, i giovani migliori erano già stati presi, ma a dire la verità non sembra di vedere grandi progressi man mano che il campionato va avanti, e qualcosa bisogna fare perché altrimenti si rischia grosso. Rispetto a venti anni fa infatti la formula del torneo è completamente diversa: allora le squadre inserite nel girone del Livorno erano 18 e ci furono due promozioni, oltre al Livorno fu ripescato infatti il Pontassieve. Quest’anno il girone è composto da appena 13 squadre e la promozione se la disputeranno in un gironcino finale a tre le vincenti dei tre gironi (passano le prime due). Una formula molto pericolosa perché se sbagli una partita di questo gironcino puoi davvero buttare a mare un anno intero.
Per ora è andato tutto bene o quasi: con il Picchi fino a sette minuti dalla fine si perdeva 2-1 e abbiamo vinto 4-2, con il Cenaia abbiamo rischiato ma abbiamo preso tre punti, con il Perignano abbiamo pareggiato a 13 minuti dalla fine e dopo gli avversari hanno sbagliato un rigore, anche con il Certaldo eravamo sotto e abbiamo ribaltato il risultato. Ma i campanelli d’allarme ci sono, come i tre rigori già fischiati contro… Insomma non c’è da stare del tutto tranquilli, considerando anche la lunga squalifica rimediata da Vantaggiato a Santa Croce.
Qui c’è da dire che sicuramente l’arbitro ha voluto fare il protagonista, ma era da mettere in conto che prima o poi ne avremmo incontrato qualcuno che avrebbe voluto mettersi in mostra dimostrandosi inflessibile con la squadra più prestigiosa del campionato; così come si sa che tutte le squadre giocheranno contro il Livorno la loro migliore partita visto che la grande partecipazione di pubblico, l’ambiente e tutto il resto caricano anche gli avversari. Ma Protti e Vantaggiato hanno sbagliato, chi ha giocato in serie A e in coppa UEFA non si può far squalificare per un pareggio con il Perignano, tanto più che l’arbitraggio non era sembrato proprio scandaloso.
In sostanza non ringrazieremo mai abbastanza la provvidenza per poter parlare di calcio invece che di guai societari, ma proprio perché non vediamo l’ora di ritrovarci nelle categorie che contano vorremmo che in questo campionato ci fosse meno sofferenza.
(l’immagine è tratta dalla diretta della partita)

