Royal Rumble tra lavoro, tecnologia e capitale sulla logistica

Il Royal Rumble è un evento wrestling nel quale, sul ring, tutti combattono contro tutti e, alla fine, rimane solo un vincitore. L’evento ha delle regole ma piace anche per quei momenti nei quali domina la confusione e non si capisce bene chi stia davvero combattendo con chi.

Quello che sta accadendo alla logistica ricorda il Royal Rumble che, in questo momento, si sta giocando tra lavoro, tecnologia e capitale. Le trasformazioni tecnologiche della logistica, infatti, stanno mettendo in difficoltà sia il lavoro che, e qui qualcuno si sorprenderà, il capitale. Del resto, per quanto essenziale per avviare cicli di accumulazione, e per alzare i listini di borsa, la tecnologia si rivela una bestia strana anche per lo stesso capitale e non solo perché l’evoluzione tecnologica nel recente passato ha distrutto settori di mercato costringendoli ad una rivoluzione (es. musica e giornali). Ecco così che il Royal Rumble tra capitale, tecnologia e lavoro assume un senso compiuto e la logistica, compreso il delivery dell’ultimo miglio, un terreno di spiegazione di queste dinamiche.

Cominciamo proprio dalle previsioni di luminoso futuro per l‘autonomous delivery, la consegna senza rider o fattorino. All’interno del boom 2020 delle consegne via app si è sviluppata una nicchia interessante, con un grosso potenziale davanti a sé, per l’uso di veicoli senza guida umana anche nella fase della consegna. Uno di questi veicoli è Nuro, che in California ha già ottenuto la licenza per operare per le strade di tutto lo stato federale.

Nuro è anche testato contro i tentativi di furto ed è in grado di coprire un regolare servizio. Come si vede la tendenza del capitalismo delle piattaforme è quella di cercare di sostituire gli spazi del lavoro umano flessibile (come quelli dei rider creati dalle stesse piattaforme) con l’eliminazione del lavoro umano. Un caso di capitale che prova a guadagnare quote di mercato azzerando la presenza di lavoro umano sul campo. In questa dimensione il caso di conflitto possibile più clamoroso è quello di Amazon che prova a prendersi lo spazio di Uber sviluppando Zoox, un taxi senza autista di notevole prospettiva. Insomma il capitalismo delle piattaforme prova a fare concorrenza a sé stesso: se Uber usa la flessibilità del lavoro umano, Zoox prova ad eliminare persino il costo di questa flessibilità.

Oltre ai prototipi e ai primi servizi consegna senza rider o fattorino si sta sviluppando un altro settore, nel quale il capitale liquida la presenza di lavoro fisso o flessibile: quello degli autobus per la mobilità urbana ed extraurbana. Qui sotto una utile antologia di veicoli alcuni in progettazione, altri testati, altri ancora pronti per un servizio di nicchia (come gli aeroporti) oppure per linee urbane vere e proprie. Una rivoluzione nel trasporto, e nell’uso del lavoro per il trasporto, che è cominciata con gli anni ’20. Del resto nel Texas, per il settore camion, è già cominciato un regolare servizio di trasporto e consegna merci senza guidatore. Utilissimo per ulteriori upgrade del prodotto e del servizio.

Inoltre il Covid è stato anche il terreno, come nel caso londinese, di sperimentazione per la consegna di materiale medico e sanitario. Anche questo un annuncio di possibile rivoluzione nel campo della logistica medica che è un settore trainante sul piano economico, urbanistico e scientifico. Sulla accelerazione della automazione, grazie al covid19,  della supply chain nella logistica sanitaria va segnalato un  articolo di The Robot Report nel quale, tra l’altro, troviamo un prodotto Nuro a dimostrazione di quanto sia sinergica su diversi terreni, sul piano delle applicazioni, l’accelerazione dei processi e dei prodotti nella logistica.

 

Fin qui, come dire, tutto bene per il capitale, si accelera semplicemente il ciclo  della distruzione creatrice che innova tecnologicamente, liquida lavoro e ne crea di nuovo (anche se con meno effettivi, non certo sul campo e con maggiori diseguaglianze salariali). Ma il tentativo di Amazon, di liquidare, Uber fa anche capire che una eventuale accelerazione del ciclo della distruzione creatrice del lavoro da parte del capitale comporta il rischio di una distruzione permanente della società. Viene così a mancare la fase di accumulazione, di capitale e la distribuzione di massa di reddito, che, per quanto ineguale possa essere, seguiva la distruzione creatrice degli equilibri sociali nel ‘900 modello Schumpeter. Ma l’aspetto che ci dà la dimensione del Royal Rumble si annida proprio in questi settori della logistica: infatti, nonostante che questi prodotti siano stati oggetto di massicci investimenti (pubblici e privati) e di sforzi nella risoluzione dei problemi pratici ai limiti dell’incredibile (basta seguire le vicende della costruzione dei prototipi di successo) questa industria del settore tecnologico-logistico sta conquistando spazi in maniera comunque lenta nutrendo un paradosso fatto di accelerazione tecnologica e di lentezza nella penetrazione di mercato. Qui la tecnologia rivela il suo  carattere di inafferabilità per lo stesso capitalismo che la evoca: anche nel momento in cui la si implementa per nuovi cicli di profitto rivela una complessità, nella progettazione e nella realizzazione, che è difficile da metabolizzare per lo stesso capitalismo.  Il Royal Rumble si dispone così tra capitale e lavoro, nel momento in cui la tecnologia viene chiamata per attaccare e liquidare la flessibilità umana; tra capitale e tecnologia, perché quest’ultima rivela una complessità tale da non poter essere facilmente domata dalla pressione e dalle esigenze dei cicli di investimento; infine, a parti invertite tra il lavoro, nel momento in cui la sua disponibilità è comunque necessaria alla creazione di valore, e di nuovo il capitale.  Insomma, diversi, permanenti e sovrapposti scontri tra forze che non trovano soluzione che vengono alimentati dalle esigenze del capitalismo delle piattaforme e che vivono sotto la spada di Damocle del rischio, proprio a causa dell’evoluzione tecnologica, della contrazione redditi di chi questi servizi dovrebbe acquistarli. Più che ad un ciclo di distruzione creatrice che apre una società rinnovata e arricchita, paradigma che è comunque pensiero del ‘900, siamo piuttosto di fronte, ad un fenomeno di sovrapposizione permanente  tra destrutturazione e innovazione, entrambi presenti nella nostra società, che muta la morfologia sociale ma, piuttosto che trovare compimento, vive di continue rotture e molteplici conflitti.

Come saranno quindi gli anni ’20 nel rapporto tra tecnologie, lavoro e capitale in un settore strategico, per molti altri, come quello dei veicoli pienamente automatizzati? Salvo sorprese saranno anni nei quali il lavoro umano, nella forma della flessibilità, dovrà scontrarsi con capitale, con le tecnologie, con le mutazioni sociali apportate dall’immissione di tecnologie che cambiano l’assetto esistente ma fanno fatica a realizzarsi pienamente. Tecnologie che, allo stesso tempo, pur nel loro paradosso di veloce accelerazione e lenta realizzazione, muteranno già di per sé i rapporti sociali. Di Royal Rumble , comunque, se ne giocheranno tanti a dimostrazione della natura mobile, perversa e accelerata che si gioca nel tipo di complessità sociale che stiamo vivendo.

 

nlp per codice rosso

Print Friendly, PDF & Email
Copy link
Powered by Social Snap

In questo sito usiamo cookie tecnici, anche di terze parti, per consentire al sito di funzionare correttamente e per generare rapporti sull’utilizzo della navigazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore .

Privacy policyCookie policy.