Al peggio non c’è mai fine

Mancano soltanto 2 giornate alla fine di questa agonia iniziata purtroppo diversi anni fa, circa 4, che sono valse 3 retrocessioni, ma questa è forse la più dolorosa perché ci riporta nell’inferno dei campionati dilettantistici dove la nostra gloriosa società non vi era più stata dal lontano 1993, con precedenti fallimenti che ci fecero vivere momenti di estrema tristezza sportiva.

È il caso di dire che forse era assai migliore un fallimento a inizio stagione che non un anno calcistico del genere, con penalizzazioni, falsi proprietari senza un euro e soci fantomatici che non hanno mai tirato fuori un euro ma che sono stati sempre presenti e goduriosi nel vedere la barca che affondava.

Oltre il danno la beffa come si usa dire, in mezzo a queste vicissitudini si sono susseguite continue e continuative prese in giro di fantomatici acquirenti, siamo partiti con il Libano Olandese che sembrava fosse già proprietario a febbraio scorso con presentazione a Genova con il Sindaco e portavoce  da Garanti con tanto fotografie di strette di mano, per passare dalla cordata dei Piemontesi senza portafoglio per passare  dal fantomatico Fernandez dal Bonifico sperduto e arrivando fino all’Indiano (l’unico che ha presentato un Offerta scritta con tanto di Pec) che purtroppo per noi non è l’ultimo perché proprio mentre si stava decidendo la nostra dipartita agli inferi calcistici, si presentava un novo acquirente tale ZORAN POPOVIC al quale la nostra stampa locale dedica un articolo a tre colonne senza neanche sapere chi è e cosa fa, visto che era stato presidente del Partizan di Belgrado per un anno, come imprenditore che si occupava di allevamento ed esportazione di suini, ma che si era presentato per l’acquisizione del Trapani Calcio (con Heller Dirigente guarda caso) come Impresario Edile, questo non vuol dire niente perché potrebbe aver diversificato negli anni i suoi interessi, purtroppo però dalle nostre ricerche viene fuori che tutte le società che appartenevano al signor Popovic sono in bancarotta e cancellate dal registro, cioè il loro permesso di lavoro è stato revocato.

Quindi ci viene da riflettere e chiederci perché non enfatizzare l’unica proposta ufficiale arrivata nella sede del Livorno calcio, ma invece viene data massima visibilità a una persona che a oggi non ha neanche manifestato l’interesse effettivo di compravendita?

Vorremmo ricordare a tutti che i tempi sono ristretti per poter affrontare una prossima stagione, seppur nei dilettanti, con dignità e certezze societarie.

Certezze che ci potrebbero permettere di affrontare la prossima annata da protagonisti e non da comprimari, visto che il prossimo girone di serie D che andremo ad affrontare presenterà compagini di primaria importanza da farci pensare a una vera Super League dei dilettanti, che sarà estremamente necessario affrontare con una società solida e con obbiettivi ben definiti.

Ciò consentirebbe di tornare a parlare di sport e non di pratiche amministrative e legali, con voli pindarici di ogni genere.

Chiediamo soltanto di restituirci la voglia  di vivere la nostra squadra, perché la passione, quella non ce l’ammazzerete mai.

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