Bibbiano, sardine, Cambridge Analytica

E’ evidente che il movimento delle sardine è il grosso protagonista delle elezioni emiliane. Non a caso attorno all’esito elettorale delle elezioni in Emilia-Romagna si sta giocando una sovrapposizione:  Bonaccini contro Borgonzoni, il piano dei candidati ufficiali, e Salvini contro sardine il piano dei main sponsor dei due candidati. Ci sono anche, sullo sfondo, gli equilibri di governo ma quelli ci sarebbero stati comunque. La presenza delle sardine, inaspettata fino a non molte settimane fa, ha cambiato il terreno dello scontro elettorale togliendo il monopolio del comportamento movimentista, irrituale a Salvini che, in quel modo, faceva da main sponsor, per non dire da padrino, alla candidata leghista. Da novembre siamo andati alla fase di riequilibrio tra candidati e sponsor movimentisti e il risultato elettorale ci dirà chi ha avuto ragione anche se, addirittura comunque vada, gli equibri interni al governo giallorosa e nelle singole forze politiche sono destinati a cambiare a prescindere dal ruolo di Conte. Comunque Salvini, per alimentare i social, non si è certo perso d’animo: tra la comparsata al campanello di casa di un immigrato tunisimo e l’endorsement dell’allenatore del Bologna ha continuato a presidiare l’immaginario collettivo.

Una delle strategie delle sardine in questi giorni è stata la risignificazione dei luoghi: dal Papeete a Bibbiano, le sardine occupano i luoghi che hanno costruito il consenso mediale di Salvini in questi ultimi mesi (anche se Bibbiano fino a un certo punto è stata una coproduzione con Casaleggio). La vicenda, appunto, di Bibbiano è diventata, a livello di opinione pubblica, praticamente non ricostruibile sul piano dei fatti: è diventata quello che nel gergo della comunicazione politica si chiama un hoax, un qualcosa deliberatamente fabbricato  per imporsi come verità o per mascherare la verità dei fatti. Una delle tattiche essenziali degli hoax ben riusciti è quella di essere ripetuti con poche, martellanti parole d’ordine. In questo senso accoppiare nei messaggi ossessivamente la parola “diritti dei bambini violati” e “PD”, mettendo i fatti di cronaca su Bibbiano usciti sulla stampa in modo da farli tornare con queste parole d’ordine, era troppo invitante e pagante allo stesso tempo. Lo slogan “E allora Bibbiano?” ha girato in talmente tanti modi, anche come inevitabile parodia di sé stesso, da significare il pieno successo di una campagna. Non stupisce quindi che le sardine cerchino di occupare quei luoghi per mostrare di non aver paura di affrontare il problema smontando, alla radice, il significato simbolico della costruzione di questo genere di hoax. Ai social, e a qualche sponsor di peso nel mainstream mediale italiano, tocca il ruolo di diffondere il messaggio di questa risignificazione.

Le sardine, come tutti i movimenti con obiettivi minimalisti , sono un movimento di reazione a un pericolo in questo caso, sensatamente, rappresentato nella corporation comunicativa detta Noi per Salvini o Lega o centrodestra a seconda degli abiti che si vogliono vestire sul momento. Una corporation che ha forma e tratti inediti rispetto alla Casaleggio e, figuriamoci, a quel vecchio arnese di guerra che è, ma soprattutto è stata, l’ibridazione Mediaset-Forza Italia. Il punto importante pero’ è che per limitare il comportamenti del dispositivo comunicativo detto Salvini le richieste delle sardine rischiano di rafforzare, e persino di legittimare, proprio le tecnologie che, in Italia, hanno prodotto la bestia ovvero il motore tecnologico della propaganda della Lega cosi’ come lo chiamano proprio i suoi stessi artefici.

La strategia della comunicazione della Lega si basa su due pilastri del marketing, adattati alla cultura del nostro paese, appartenuti alla defunta Cambridge Analytica. Non vale la pena insistere più di tanto sul fatto che il vicepresidente di Cambridge Analytica e Salvini si sono incontrati regolarmente e,  va detto, ammettendolo anche pubblicamente. Bisogna piuttosto insistere sui due pilastri: psicografia e profilazione. Detto in estrema sintesi la psicografia ricostruisce gli aspetti emotivi profondi dei comportamenti individuali e collettivi che interessano al marketing, una sorta di ricostruzione della mente umana a fini commerciali e la profilazione, attraverso l’acquisizione dei dati di larghe masse di persone, finisce per personalizzare il messaggio del marketing a livello individuale, con effetti collettivi, seguendo il piano di emotività da colpire secondo le linee dettate dalla psicografia. Qui non serve tanto capire quanto colui che ha costruito La bestia sia o meno la versione alla matriciana di Alexander Nix, lo psicopatico e coltissimo direttore esecutivo di Cambridge Analytica. Serve capire che tanto più ci si avvicina al modello Nix tanto più si ottengono risultati, i 4 milioni di mi piace di Salvini su facebook, molti più della Merkel, e il 34 per cento alle ultime europee, quando la Lega era al 4 pochi anni fa, sono alcuni tra i risultati eclatanti di questo modo di fare politica.

Per ridurre l’impatto di questo dispositivo, con non si sa bene quale consapevolezza del modello, le sardine propongono qualcosa che, invece di destrutturare questo modello, finiscono per alimentarlo. La prova? La proposta di “Daspo per i violenti digitali” se praticata davvero, al netto dei seri dubbi sulla sensatezza tecnica di una proposta del genere, non farebbe che legittimare le pratiche di profilazione della popolazione già attuate non solo, o tanto, dai soggetti citati ma da ogni soggetto in grado tecnicamente di farlo grande o piccolo che sia. Anzi, alimenterebbe quel mercato dei dati, del tutto sregolato, stavolta ai fini del controllo stretto della popolazione in nome di una “lotta all’odio” che legittimerebbe il peggio dei mercati dei pacchetti di dati. Qui i punti essenziali sono due 1) va garantito il diritto alla privacy. Se una azienda mi fa profilazione dei dati, senza il mio consenso,  questa azienda deve rendermi i dati. Basterebbe una vertenza collettiva su questo tema a mettere in difficoltà il dispositivo comunicativo di Salvini nel suo elemento primario: la caccia e il trattamento dei dati  2) di conseguenza vanno giuridicamente regolate, e tecnologicamente sorvegliate, le transazioni di dati  a scopo di profilazione politica e, in generale, fissati dei paletti seri sul mercato dei dati nel nostro paese e a livello comunitario. In questo modo si mette in luce il tipo di nuova organizzazione politica di Salvini per incidere nella sua reale consistenza e sul dispositivo di consenso.

Il modello di rivendicazione delle sardine è censorio non sistemico finisce per accanirsi, inutilmente, sui soggetti terminali del dispositivo di Salvini senza aggredire la macchina vera e propria. Per non parlare del fatto che cerca di instaurare una pedagogia autoritaria in nome di un “rifiuto dell’odio” che ha già fatto tante vittime nel nostro paese dal punto di vista della garanzia dei diritti personali. E qui il triste ripescaggio del Daspo da parte di Sartoni  si commenta da solo.

Allo stesso tempo, per quanto mi riguarda è perfettamente legittima la richiesta dei soggetti che si vogliono più a sinistra delle sardine di essere davvero protagonisti di questa stagione politica ma   a) bisogna saper riempire le piazze e su questo le strategie di mobilitazione hanno bisogno di seri upgrade b) bisogna farlo in modo da oltrepassare tutte le dimensioni della comunicazione social  senza la mistica della passeggiata sull’asfalto come produttrice di chi sa quali contenuti c) come si vede da questa vicenda bisogna avere serie competenze collettive in ambito informatico giuridico, l’informatizzazione giuridica, anche radicale, dei movimenti è oggi lo spartiacque tra chi è irrilevante e chi incide.

C’è molto di vintage e di identitario nei soggetti che si vogliono più radicali ed è un aspetto che non stupisce e, nei momenti in cui non si sfocia nel pieno settarismo,  non deve neanche preoccupare. I movimenti devono sempre avere un aspetto inquieto legato a tradizioni e identità la differenza la fa la capacità di interpretare i livelli di scontro del proprio tempo. E oggi il livello di scontro è tecnologico, il resto è attesa per consumarsi nella riserva indiana.

 

per codice rosso, nique la police

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