“Dracula” opera-mondo

A dispetto di molto immaginario cinematografico che colloca le vicende di Dracula in paesaggi nevosi e invernali, gran parte dell’azione narrativa avviene tra fine settembre e inizio ottobre, mentre è a maggio che si colloca il viaggio iniziale di Jonathan Harker verso il castello del Conte. Il recente volume di Franco Pezzini dedicato al romanzo di Stoker, Abraham Van Helsing e l’ultima crociata, secondo volume dell’opera davvero monumentale dal titolo Tutto Dracula, uscita per i tipi di Odoya, segue la scansione temporale diaristica della narrazione del romanzo e la prima data che incontriamo è il 26 settembre. Il vampiro è ormai arrivato a Londra e sta mietendo vittime, fra le quali c’è Lucy, amica di Mina, la giovane moglie di Harker. Fra settembre e ottobre si collocano le vicende relative alla scoperta, da parte di Van Helsing e dei suoi giovani aiutanti, fra i quali spicca il dottor Seward, della presenza del vampiro e dell’infezione vampirica. Scoprendo e neutralizzando Lucy-vampira, il gruppo compie un discreto passo avanti nella ricerca di Dracula.

Come scrive Pezzini, probabilmente il maggiore esperto e divulgatore italiano del romanzo di Stoker nonché di molta altra letteratura gotica, «Dracula rappresenta un prodigioso precipitato di miti, sogni e angosce del moderno Occidente, dando voce a speranze, timori e desideri più o meno confessati o inconfessabili, una sorta di “manifesto” di istanze sociali, morali, religiose, economiche, politiche del proprio tempo in chiave di opera-mondo popolare, ma che, in qualche modo sghembo, già prefigura il Novecento. Il rapporto Occidente-Oriente, il tema del sesso e il ruolo della donna, le paure dello straniero, dell’epidemia, dello spossessamento interiore e della follia, la riflessione sul potere e sul denaro, l’ossessione dell’identita e la mancata rifrazione del non riconoscersi allo specchio…». Si tratta di una vera e propria «opera-mondo», per utilizzare un’espressione coniata da Franco Moretti per definire romanzi della modernità e della contemporaneità capaci di creare un vero e proprio ‘mondo’ per mezzo di una fitta serie di riferimenti alla società, alla politica, all’economia, all’antropologia e via di seguito. Il secondo volume di Tutto Dracula, Abraham Van Helsing e l’ultima crociata – incentrato appunto sulla ricerca e sull’inseguimento del vampiro messo in atto da uno scienziato illuminista aperto all’indagine del soprannaturale – segue, spiega e ‘ravviva’, se così si può dire, il testo del romanzo. La scrittura di Pezzini, per mezzo di uno stile semplice e raffinato, dotto e colloquiale, ci accompagna lungo la trama di Dracula aprendo numerose finestre sulle diverse metamorfosi contemporanee del testo, dal cinema al teatro, dal videogioco alla musica e al fumetto fino ai cartoni animati. Queste ‘finestre’ compaiono come dei riquadri, all’interno delle pagine, spesso accompagnati da foto e illustrazioni: sguardi gettati sui diversi risvolti di un’opera-mondo che ha scavato un solco profondo nell’immaginario collettivo.

In quanto opera-mondo, in Dracula è presente tutta una serie di oggetti-simbolo legati alla modernità. Come l’autore del saggio mette in rilievo, in esso incontriamo uno dei primi riferimenti alla metropolitana di Londra (il romanzo esce nel 1897 anche se l’azione narrativa va probabilmente collocata nel 1893). Un altro oggetto ‘nuovo’ presente nel romanzo è la macchina da scrivere, utilizzata da Mina. Il dottor Seward, invece, per registrare il suo diario utilizza il fonografo e raccomanda a Mina di ascoltarlo. Compare persino il telefono in un momento in cui è necessario contattare, appunto telefonicamente, la ditta che ha provveduto al trasporto delle casse del Conte. Appare quindi quasi paradossale il fatto che in un romanzo gotico – forse l’ultimo romanzo gotico della letteratura, che lascia il passo all’horror – compaiano così insistentemente tanti oggetti legati alla modernità, alle innovazioni che, tra fine Ottocento e inizio Novecento, correvano veloci. Da una parte c’è il vampiro, proveniente da un mondo magico e arcaico, dall’altra c’è la metropoli occidentale, cuore dell’imperialismo economico vittoriano. Del resto, questa dicotomia verrà abilmente messa in scena anche da Francis Ford Coppola nel suo Dracula di Bram Stoker (Bram Stoker’s Dracula, 1992) nel mostrare un Dracula preda di un ‘incantesimo’ anche a lui sconosciuto, quello creato dalla recente invenzione del cinema. Probabilmente, il mondo affrescato nel romanzo si presenta a due facce: caratterizzato, da una parte da retaggi arcaici, magici e superstiziosi, dall’altra, invece, dalle nuove scoperte scientifiche e tecnologiche nonché dal sempre maggiore accumulo di capitale. Inutile ricordare, infatti, che la figura del vampiro è assai presente nell’opera di Marx, come metafora appunto dello sfruttamento operato dal capitale. Lo stesso Dracula, in Stoker, appare intento ad accumulare ricchezze come anche un vampiro che, letterariamente, lo precede, Varney il vampiro, pubblicato per la prima volta nel 1847. Una interessante ripresa contemporanea di Dracula è attuata poi da Luca Cangianti nel suo romanzo Sangue e plusvalore (2014) nel quale, come nota Pezzini, «fa confrontare con il Conte nientemeno che Karl Marx, con tanto di vittima Lucy fautrice (persino dopo la vampirizzazione) dei diritti della donna, e di macchine-mostri sfuggenti al controllo dei loro creatori».

Come scrive il saggista, Dracula rappresenta l’«incarnazione di un fuori notturno, di un’estraneità alla comunità e alle sue regole» e perciò diviene anche il simbolo di tante nostre paure legate all’inconscio. Il vampiro, comunque, incarna anche paure ben reali all’epoca, come quella del contagio (ben reale comunque anche al giorno d’oggi): allora, una malattia molto temuta era ad esempio la sifilide. E il vampiro, straniero che giunge dall’esterno, penetra nell’universo intimo e privato per mezzo della finestra, un oggetto che in letteratura assume spesso valenze simboliche e metaforiche. Spesso, nel romanzo, vediamo un pipistrello che si posa sul davanzale della finestra e lo stesso vampiro appare come una manifestazione soprannaturale al di là di una finestra, sottile membrana che separa l’interno dall’esterno.

La scrittura di Pezzini ci accompagna e ci guida lungo la trama del romanzo fino alla fine, fino al nuovo viaggio che la ‘squadra’ guidata da Van Helsing, insieme a una Mina già infettata, compie a ritroso verso la Transilvania, viaggio che si configura, appunto, come «l’ultima crociata». Gli ultimi momenti narrativi si svolgono in mezzo ai Carpazi innevati (siamo ai primi di novembre) ed è forse a essi che si sono ispirate le trasposizioni cinematografiche che collocano in pieno inverno anche il viaggio iniziale di Harker. Nel duello finale il Conte soccombe e il suo castello sullo sfondo pare disgregarsi come la casa degli Usher, in un racconto di Edgar Allan Poe. E, in una delle ‘finestre’ che aprono notazioni di carattere sociale, politico, antropologico, rimandi ad altre arti o semplici curiosità (è curioso, infatti, venire a sapere anche che Stoker, per le evoluzioni acrobatiche del suo eroe ‘nero’ potrebbe essersi ispirato a un misterioso personaggio denominato “Jack il Saltatore”, ‘apparso’ diverse volte nel corso dell’Ottocento, capace di compiere salti smisurati) l’autore ci avverte che sarebbe inutile cercare il castello di Dracula nel Castello Bran, divenuto una vera e propria meta turistica. E non è neanche un altro castello più legato alla memoria di Vlad III, la fortezza in rovina di Poenari, nel comune di Arefu: «Quello del romanzo è un castello immaginario, proiezione di un po’ tutti quelli che Stoker ha avuto modo di conoscere, letterari (Otranto, Udolpho, quello “dei Carpazi” di Verne eccetera) e reali (Slains Castle, quello di Vécs in Transilvania citato dal maggiore E.C. Johnson, pro parte Bran eccetera)». Lo potremo trovare perciò soltanto nel nostro immaginario, un immaginario creato dalla lettura del romanzo e dalla lettura, beninteso, di Tutto Dracula di Franco Pezzini (non solo questo volume II, ma anche il I, intitolato Il Conte Incubo) che rimette potentemente in gioco una importante opera-mondo come quella pubblicata da Bram Stoker nel 1897.

Guy van Stratten

 

(Franco Pezzini, Abraham Van Helsing e l’ultima crociata, Tutto Dracula vol. II, Odoya, Bologna, 2019)

"Dracula" opera-mondo 2

 

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