Livorno come Parma: via la famiglia Addams

Nella stagione 2013-2014 inizia per il Parma calcio un lungo calvario. La squadra si qualifica per l’Europa League ma i problemi economici che erano emersi (mancati pagamenti di stipendi e contributi) ne determinano l’esclusione a vantaggio del Torino. Ma il peggio doveva ancora arrivare…

Il Parma era già fallito nel 2004 a seguito del crack Parmalat ed era stato rilevato da Tommaso Ghirardi. Ma la gestione Ghirardi è piuttosto “allegra” e il deficit arriverà a 96 milioni di euro.

Nel 2014 Ghirardi vende la società a Pietro Doka, amministratore di una strana società cipriota (la Dastraso Holding) di cui si favoleggiano contatti con ricchissimi magnati russi. Doka è il liquidatore fallimentare dell’azienda petrolifera del petroliere albanese Rezart Taci ed è considerato un suo prestanome. Taci infatti all’inizio del 2015 viene allo scoperto e nomina presidente il suo connazionale trentenne Ermi Kodra. Ma nel febbraio 2015 gli albanesi abbandonano la società nelle mani di un nuovo proprietario, Giampietro Manenti, che rileva la società per un euro.

Manenti è un improbabile imprenditore brianzolo, titolare del “Mapi Group”, la cui solidità economica desta subito enormi perplessità nella città ducale. Lui continua a promettere il saldo di tutte le pendenze, ma i soldi non si vedono.

Scende in campo il sindaco Pizzarotti, che con gli assessori allo sport e al bilancio si incontra con Manenti e dopo la riunione dichiara: “Questa persona non ha dato nessuna garanzia, evade le risposte, non ha le idee chiare né un piano preciso, e anche se domani trovasse i soldi da una banca, bisognerebbe capire da dove arrivano. Non abbiamo bisogno di altri incontri per capire meglio”. “Ho chiamato la Lega, l’Aic, chiamerò Tavecchio: penso che la situazione vada presa in mano, ancora di più”. Pizzarotti decide di riprendersi la gestione dello stadio e chiuderlo alle partite del Parma. “Questo non significa chiuderlo ai cittadini -spiega Pizzarotti- ma deve essere chiaro che vogliamo un interlocutore serio e credibile per la città e per i tifosi” 1 .

Manenti fa il disinvolto, prova a fare una passeggiata in centro e rischia il linciaggio 2. Anche i giornalisti locali si fanno sentire, demolendo una per una tutte le sue bugie 3.

La commedia dura poco: nel marzo 2015 la Guardia di Finanza arresta Manenti con l’accusa di autoriciclaggio, concorso in tentato reimpiego di capitali illeciti e indebito utilizzo di carte di credito.

Intanto la squadra, ormai allo sbando, continua a giocare grazie ai fondi della Lega per non falsare il campionato. Penalizzato di 7 punti in classifica, finisce all’ultimo posto e retrocede. Da notare che, anche in quelle condizioni, totalizza -penalizzazione a parte- un punto in più del Livorno di “Re Mida” Spinelli nel suo ultimo torneo di serie A, giocato l’anno prima (26 contro 25).

In galera Manenti ci starà poco. Qualche anno dopo, ricordando la vicenda, parlerà ovviamente di complotto.

Il Parma fallisce e viene rifondato grazie a una cordata di imprenditori locali (la NewCo Uno) che scelgono l’ex allenatore Nevio Scala come presidente. La stampa scrive: “C’è un aspetto ancora più rilevante e romantico di questo progetto: il cosiddetto ‘azionariato diffuso’. In sostanza, parallelamente al lavoro degli imprenditori della NewCo Uno, si raccoglieranno finanziamenti liberi (quote a partire da 500 euro): i tifosi, dunque, potranno intervenire direttamente nel capitale attraverso un’altra società denominata NewCo Due, di cui si è già tenuta un’affollata assemblea. Questa NewCo Due, che nelle intenzioni dei promotori dovrebbe arrivare a un capitale di circa 500 mila euro, acquisirà poi una percentuale di NewCo Uno ed esprimerà uno o due consiglieri di amministrazione”.

Si riparte dai dilettanti. Il capitano livornese Alessandro Lucarelli sceglie di rimanere con i crociati per guidare la risalita.

Il campionato di serie D 2015-2016 termina con il Parma imbattuto e promosso in Legapro. L’anno dopo gli emiliani arrivano al secondo posto dopo il Venezia, battono nella finale playoff l’Alessandria e ritornano tra i cadetti.

Campionato di serie B 2017-2018: il Parma conclude al secondo posto e viene direttamente promosso in serie A senza passare per i playoff.

In tre anni il Parma è di nuovo in A: ora Alessandro Lucarelli può appendere le scarpette al chiodo.

Nel luglio di quest’anno Ghirardi è stato individuato come il vero responsabile del fallimento del Parma ed è stato condannato per bancarotta fraudolenta a 4 anni di carcere.

Perché abbiamo voluto raccontare questa storia? Perché la famiglia Addams che sembra aver acquistato il Livorno calcio ricorda molto da vicino gli ex padroni del Parma.

C’è perfino un uomo di Manenti: Silvio Aimo, che dopo essere stato con lui a Parma è migrato ad Asti, dove faceva il DG. Ad Asti il presidente era Pierpaolo Gherlone, che il Tirreno definisce “l’uomo che ha venduto l’Asti ai clan” e  “Ragioniere a processo per mafia, collante tra i soci piemontesi [del Livorno] e regista di ogni loro mossa”, 4.

Un altro socio legato in passato all’Asti è Angelo Cornaglia, che come scrive il Tirreno la Banca Cerea aveva cercato di far passare per “Corniglia”, in modo che cercando sul web non si potesse risalire alle sue condanne per usura 5.

E tra i piemontesi, dulcis in fundo, l’ex patron del Cuneo Roberto Lamanna, recordman mondiale dei punti di penalizzazione (26) che nella città piemontese ricordano così: “[la situazione a Livorno] presenta alcune analogie con quanto accaduto due estati fa in quel di Cuneo, quando lo stesso Lamanna, presentatosi nella Granda in rappresentanza di una cordata di imprenditori dalla doppia cittadinanza (prima indiani, poi malesi), risultò poi essere l’azionista di riferimento, mentre l’ex presidente Marco Rosso mantenne una quota di minoranza. I tifosi biancorossi ricorderanno per molti anni ancora com’è andata a finire, fallimento con oltre 2 milioni di euro di debiti e ripartenza dalla Terza Categoria” 6 .

Per finire, last but not least, quel Mauro Ferretti indagato per bancarotta fraudolenta in riferimento al fallimento dell’Arezzo, di cui è stato presidente dal 2013 al 2018 7.

Alcuni “tifano” per Rosettano Navarra, socio di maggioranza e apparentemente l’unico della famiglia Addams che potrebbe fare calcio (anche se il suo curriculum sportivo non è niente di che, qualche stagione di C alla guida del Frosinone). Era stato collaboratore della Ternana ai tempi di una vecchia conoscenza del calcio livornese, quel Deodati che era socio di Claudio Achilli nell’epoca pre-spinelliana, anche lui imprenditore nel settore della gestione dei rifiuti. Ma per quale motivo a Navarra interesserebbe il Livorno? Navarra è già presente in provincia avendo rilevato a Piombino la Rimateria, azienda che si occupa del riciclaggio. Nel febbraio scorso si è reso protagonista di una controversia con il Comune, a cui ha chiesto 25 milioni di euro, in merito all’ampliamento di due discariche. Che abbia messo gli occhi sul business dei rifiuti a Livorno anche a seguito del fallimento di alcuni imprenditori locali che se ne occupavano? Indagato nel 2018 per smaltimento illecito, non risulta però che sia stato condannato 8.

Rimane il fatto sorprendente che, come ha scritto Cuneodice citando La Nazione, “l’ex numero uno del Frosinone, scafato uomo d’affari, abbia accettato di entrare in una società nella quale la maggioranza delle quote è in mano a due ditte con 10.500 euro di capitale sociale”. Roba di film di Totò.

Ma se i vari personaggi che fanno parte di questa cordata horror non si conoscevano e non si sono messi d’accordo neppure sui meccanismi decisionali, chi è il regista dell’operazione? La risposta è facilissima. Gli stessi personaggi hanno acquisito il Carpi e come direttore sportivo è stato scelto Signorelli, da sempre uomo di Spinelli. Due più due fa quattro.

Quali siano le intenzioni del Gabibbo giallo, che neanche dopo un decennio di risultati fallimentari ha ritenuto opportuno togliere il disturbo, è difficile dirlo. Quel che è certo è che i suoi violinisti, quando dicevano che avrebbe venduto solo a gente trasparente e competente, come al solito sparavano una stupidaggine.

In un nostro precedente articolo abbiamo descritto quella che si può definire “l’economia dei fallimenti calcistici”, attraverso la quale la gestione di squadre decotte permette operazioni finanziarie vantaggiose. È del tutto plausibile che questa ennesima farsa targata Genova si possa spiegare in questo modo.

Intanto la stagione sportiva, iniziata sotto i peggiori auspici, promette di risolversi nello stesso calvario dell’anno scorso. Ma i risultati sportivi a questo punto sono l’ultimo dei problemi.

E qui si torna a Parma: cosa ci insegna la vicenda della squadra crociata? Punto numero 1: che in situazioni di questo tipo i sindaci possono assumere un ruolo centrale. Il calcio ha enormi riflessi sull’economia locale, oltre che sull’immagine della città, ed è normale che un sindaco che si rispetti se ne occupi. Qui invece abbiamo un sindaco che, dopo essersi costruito una carriera politica facendo il conduttore di trasmissioni televisive sul Livorno, si è rintanato in qualche anfratto del Palazzo comunale e se ne guarda bene dal farsi coinvolgere. E non c’è neanche l’assessore allo sport… Salvetti ha definito “ridicola” l’ipotesi di togliere lo stadio alla famiglia Addams. Parma -e non solo- ci insegnano invece che è un’ipotesi del tutto sensata quando la società di calcio finisce in mano a personaggi che possono solo disonorare la città di cui portano il nome. Inoltre c’è da considerare che la proprietà del Livorno potrebbe essere la porta da cui far passare (visti i precedenti di qualcuno) una presenza della criminalità organizzata in città: non sono forse questioni che dovrebbero interessare il sindaco? Salvetti ha capito cosa vuole Navarra e perché è venuto a Livorno? Quali accordi inerenti al settore rifiuti pretenderebbe l’imprenditore laziale? Ma Salvetti dice che non vuole impicciarsi di questioni che “riguardano società private”! E neanche l’opposizione di sinistra in consiglio sembra aver niente da dire.

Secondo punto: a Parma ci fu la possibilità di costruire una cordata di imprenditori locali interessati a rilevare la società. Qui probabilmente non se ne troverebbero, ma come abbiamo scritto più volte, vanno cercati degli imprenditori interessati a un progetto per la cittadella dello sport e la ristrutturazione dello stadio, unico “tesoretto” che Livorno può mettere sul piatto. E qui si potrebbe affiancare a questa operazione un azionariato popolare in grado di portare i tifosi dentro la nuova società con diritto di parola. Chi se ne deve occupare se non il sindaco? Il pope ortodosso?

Terzo punto: a Parma i tifosi misero in atto una serie di contestazioni durissime, tanto che Manenti non poteva neppure farsi vedere in città. Qui c’è la depressione più totale e si continuano a sentire addirittura le voci dei giullari di Spinelli, quelli che se andava via lui veniva Pomponi. È andata ancora peggio: è venuta gente meno credibile di Pomponi e Spinelli è rimasto…

Conclusione: la città deve dimostrare di considerare ancora il Livorno un “bene comune”, bisogna ripartire da zero cacciando a tutti i costi il Gabibbo giallo e la famiglia Addams e poi ricostruire partendo dal progetto del nuovo stadio, da un settore giovanile importante e dalla partecipazione popolare attraverso l’azionariato diffuso. Non c’è tempo da perdere.

 

Per Codice Rosso, Nello Gradirà.

 

Note:

1. [da Youtube] Il Sindaco Pizzarotti: “Manenti non è credibile, chiuderemo il Tardini”

2.[da Youtube] Parma Calcio, insulti e spintoni a Manenti. Pizzarotti: “Non è credibile”

3. [da Youtube] Manenti neo presidente Parma scintille con il giornalista

4. [da Il Tirreno] Dietro la maggioranza del Livorno l’uomo che ha venduto l’Asti ai clan

5. [da AdnKronos] TORINO: OMICIDIO CALDERA, 6 ARRESTI PER USURA

6. [da CuneoDice] Calcio, a Carpi e Livorno verrà proiettato il film già visto a Cuneo?

7. [da Tifolucchese] http://www.tifolucchese.com/arezzo-lex-presidente-ferretti-accusato-di-bancarotta-fraudolenta/

8. [da FrosinoneToday] Chiusa l’inchiesta sui depuratori Asi, dodici gli indagati „Depuratori Asi, fanghi pericolosi classificati come rifiuti non pericolosi: 12 indagati“ Potrebbe interessarti: https://www.frosinonetoday.it/cronaca/ceccano-chiusura-inchiesta-depuratore-asi.html

Print Friendly, PDF & Email
Copy link

In questo sito usiamo cookie tecnici, anche di terze parti, per consentire al sito di funzionare correttamente e per generare rapporti sull’utilizzo della navigazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore .

Privacy policyCookie policy.