Storia del linciaggio: alle radici del terrorismo razzista negli USA

Georgia, Stati Uniti, 1918. Il proprietario terriero bianco Hampton Smith, della Contea di Brooks, è noto per abusi e violenze sui braccianti di colore e per questo è sempre a corto di manodopera. Così, come molti altri proprietari, utilizza il lavoro forzato dei detenuti condannati per piccoli reati: “schiavitù sotto un nome diverso” [1]. Il 16 maggio uno di questi lavoratori, il giovane nero Sidney Johnson, stufo dei continui soprusi, gli spara e lo uccide.

Si scatena una caccia all’uomo che durerà due settimane: verranno uccisi 13 afroamericani. Uno di questi è Hazel Hayes Turner, che era stato arrestato come sospetto, avendo in precedenza minacciato Smith perché aveva picchiato sua moglie Mary. Il 18 maggio, mentre viene trasferito nella prigione di Quitman, il capoluogo della contea, Turner viene prelevato da una squadraccia e impiccato. Il suo corpo rimarrà appeso ad un albero per tre giorni.

La moglie Mary, 33enne, incinta di otto mesi, proclama l’innocenza del marito e minaccia di denunciare gli assassini. “Unwise remarks”, scriverà la stampa: parole poco sagge.

Mary Turner è costretta a fuggire ma viene catturata e portata in un posto che si chiama Folsom’s Bridge. Viene appesa a testa in giù ad un albero, cosparsa di benzina e arsa viva. Uno degli assassini le apre il ventre con un coltello, il bambino cade a terra e un altro membro del gruppo lo calpesta a morte. Poi il corpo di Mary viene crivellato di proiettili. [2]

Indiana, 1930: Claude Deeter, un 23enne bianco, viene ferito a colpi d’arma da fuoco e ricoverato in ospedale. La fidanzata dichiara di essere stata violentata dagli aggressori, ma successivamente ritratterà. La polizia arresta tre giovani neri, Thomas Shipp, Abram Smith e James Cameron.

Mentre Deeter giace morente in ospedale e i tre accusati aspettano il processo in carcere, la notizia del crimine, insieme a quella del previsto linciaggio dei presunti responsabili, si diffonde in tutto l’Indiana. Dopo la morte di Deeter, avvenuta nel pomeriggio del 7 agosto, uomini bianchi arrivano in città in migliaia e si uniscono ai residenti all’esterno della prigione. La folla (circa 15mila persone) chiede che gli vengano consegnati i tre detenuti. Quando lo sceriffo rifiuta, alcuni giovani sfondano le porte con delle mazze ed irrompono nella prigione.

Thomas Shipp viene tirato fuori per primo; la folla lo picchia e lo impicca alle sbarre della finestra della prigione. La folla poi trascina Abram Smith per la strada fino al tribunale e si prepara ad impiccarlo ad un grande albero. Quando cerca di togliersi il cappio dal collo, la folla lo accoltella e gli spezza le braccia per riuscire ad impiccarlo. Il corpo di Shipp viene appeso vicino a quello di Smith e viene chiamato il fotografo locale Lawrence Beitler per scattare una foto ricordo (è la foto che vedete sopra l’articolo). Ma nonostante la prova fotografica e le testimonianze oculari, nessuno dei partecipanti al linciaggio verrà mai arrestato.

Alla fine la folla ritorna alla prigione, sequestra il sedicenne James Cameron, lo picchia e lo porta vicino agli altri due uomini per impiccare anche lui. Ma improvvisamente si sente una voce tra la folla che ne proclama l’innocenza e la folla si calma. La polizia lo porta in un’altra prigione fuori città. Sopravvissuto a stento al pestaggio, verrà condannato a 21 anni per complicità nell’omicidio di Claude Deeter, e sconterà cinque anni di prigione. In seguito diventerà un attivista della National Association for the Advancement of Colored People (NAACP), associazione fondata nel 1909 e da sempre in prima fila contro la discriminazione razziale. [3]

La drammatica foto dell’episodio ispirò Abel Meeropol [4] a scrivere la poesia e la canzone “Strange Fruit,” che Billie Holliday incise nel 1939. Il testo dice “Gli alberi del sud hanno strani frutti, sangue sulle foglie, sangue sulle radici, corpi neri che dondolano alla brezza del sud, strani frutti che pendono dai pioppi”.

Quelli che abbiamo ricordato sono solo due dei numerosissimi episodi di linciaggio avvenuti negli Stati Uniti tra il 1882 e il 1968: le vittime sono state 4.743. Di queste 3.446 (72,7%) erano afroamericani. Tra i bianchi, la maggior parte era accusata di aver aiutato i neri, di essere contraria ai linciaggi o di altri reati comuni.

I linciaggi che non avvennero nel Sud, soprattutto nel West, erano normalmente linciaggi di bianchi, non di neri. La maggior parte dei linciaggi nel West si riferisce ad assassini o ladri di bestiame. Non c’è una vera connessione politica tra i linciaggi dei neri nel Sud e quelli dei bianchi nel West.

Quello che colpisce maggiormente chi si avvicina per la prima volta a questi eventi storici è la ferocia dei linciaggi e il protagonismo della cosiddetta “gente comune”: donne, ragazzi, addirittura bambini. Vengono stampate cartoline ricordo e dalle foto traspare l’eccitazione dei partecipanti, come se si trattasse di una battuta di caccia o di uno sport popolare.

“Un linciaggio è molto più di un omicidio. Un omicidio può aver luogo in privato. Un linciaggio è uno spettacolo pubblico; richiede un pubblico… Un linciaggio è il modo in cui una maggioranza dice a una minoranza che la legge non può proteggerla” [5].

“C’è questo festival della violenza: c’è il coinvolgimento della comunità, c’è una persona torturata davanti alla folla e smembrata. Vendevano anche parti dei corpi come souvenir. E portavano i loro bambini a questi linciaggi. C’erano giudici, poliziotti, funzionari che assistevano o anche partecipavano. L’impatto dei linciaggi nelle comunità nere è stato profondo. Non puoi davvero fidarti di questi pubblici ufficiali perché di fatto erano coinvolti in questa forma di terrorismo interno che opprimeva la tua comunità”. [6]

Dopo la conclusione della Guerra civile, l’abolizione della schiavitù e la conquista del diritto di voto molti bianchi pensavano che i neri dovessero essere controllati. È in questo periodo che si ha la crescita esponenziale dei linciaggi. “Ora gli afroamericani non erano più una proprietà, e dovevano essere rimessi in qualche modo nella loro posizione subordinata” dice la professoressa Jhacova Williams dell’Università della Louisiana “I neri erano visti come una minaccia politica. In molte contee sudiste i neri erano la maggioranza, e se avessero avuto il diritto al voto, se avessero votato in un certo modo avrebbero potuto effettivamente cambiare la struttura politica del Sud”.

Già nel 1866 era stato fondato il Ku Klux Klan che aveva come bersaglio neri e bianchi abolizionisti. Il decennio successivo nacquero organizzazioni paramilitari con l’obiettivo di impedire ai neri l’esercizio del voto.

“Una delle ragioni per cui i linciaggi si verificavano era la soppressione del diritto di voto, cosa che sta accadendo anche oggi”, dice la Williams, che in un suo lavoro mostra come le contee del Sud con un più alto numero di linciaggi nel periodo 1882-1930 hanno tuttora i tassi più bassi di registrazione di elettori neri [7].

“Perché si vota? Perché la gente intorno a te vota. Ma che accade se i loro genitori non votavano, e i loro genitori a loro volta non votavano, e così via? Tutto questo è radicato in un animus razziale storico: che succede se puoi uscire fuori e vedi un corpo che penzola da un albero?”

La professoressa ricorda il caso di Emmett Tills, 14enne linciato nel 1955 per aver fischiato ad una donna bianca. Uno degli assassini dichiarò: “I negri non voteranno mai in quest’area, perché se lo facessero controllerebbero il governo”. [8]

Tra il 1890 e il 1920 si raggiunge addirittura la media di un linciaggio al giorno.

Inoltre è stato calcolato che nei momenti di crisi economica più acuta il fenomeno dei linciaggi cresceva. Nel delta del Missisippi molti ex-schiavi erano diventati coltivatori a loro volta e per i coltivatori bianchi gli omicidi rappresentavano anche una facile soluzione alla concorrenza.

Nel periodo che abbiamo considerato (1882-1968) il Mississippi fa registrare il numero più alto di linciaggi con 581. La Georgia è seconda con 531, e il Texas terzo con 493. Il 79% dei linciaggi è avvenuto nel Sud.

Uno dei pretesti più comuni per i linciaggi era la “difesa delle donne bianche”. Lo stupro però non era uno dei fattori principali. Era la terza causa di linciaggio preceduta dagli omicidi e da “tutte le altre cause”. Tra queste “l’aggressione verbale e fisica, una vigorosa concorrenza economica e l’ indipendenza spirituale e l’autonomia di pensiero” [9]

Gli schiavi appena liberati diventavano un capro espiatorio perfetto per i disagi seguiti alla fine della guerra, la perdita dei vecchi privilegi e i problemi economici.

Per ridurre la violenza politica dei bianchi preoccupati dei diritti civili degli afroamericani diversi stati a partire dal 1877 introdussero le cosiddette “leggi Jim Crow” stabilendo una segregazione razziale destinata a durare fino al 1964. Queste leggi stabilivano una serie di criteri per l’accesso al diritto di voto, come le tasse pagate, l’alfabetizzazione e la durata della residenza, che tagliarono fuori la popolazione nera e i bianchi poveri. Inoltre, con il pretesto di proteggere i neri, si stabiliva l’obbligo di frequentare luoghi pubblici (scuole, locali, mezzi di trasporto) a loro riservati. Queste leggi furono spazzate via dai movimenti per i diritti civili che cominciarono a rafforzarsi dopo il famoso gesto di disubbedienza civile di Rosa Parks, che nel 1955 si rifiutò di cedere il posto a un bianco su un autobus.

Per Codice Rosso, Nello Gradirà

 

NOTE

[1] Così si chiama il libro scritto nel 2008 da Douglas A. Blackmon, che ha come sottotitolo “La rischiavizzazione degli americani neri dalla Guerra civile alla Seconda Guerra Mondiale”. Il libro si accentra sul fenomeno dei lavori forzati.

[2] Molti dettagli su questo episodio si trovano sul sito del Mary Turner project: http://www.maryturner.org/

[3] Sull’episodio dell’Indiana cfr. il sito di Blackpast https://www.blackpast.org/african-american-history/marion-indiana-lynching-1930/; una pagina è dedicata a James Cameron https://www.blackpast.org/african-american-history/cameron-jr-james-herbert-1914-2006/ Per informazioni sulla NAACP https://naacp.org/

[4] Aber Meeropol era un professore ebreo simpatizzante del Partito Comunista USA, che soffrì discriminazioni soprattutto nel periodo del maccartismo https://www.diatomea.net/note-e-dintorni/strange-fruit-storia-di-uno-strano-e-amaro-raccolto/ Billie Holliday era stata violentata a 11 anni, ma essendo nera non era credibile e venne rinchiusa per due mesi in riformatorio per adescamento.

[5] Aatish Taseer, Anatomy of a Lynching (2017)

[6] Carol Anderson, professoressa di studi afro-americani, Emory University https://www.youtube.com/watch?v=mYYDgYWc3lE&has_verified=1

[7] https://files.webservices.illinois.edu/7370/jhacovawilliamsjmp.pdf

[8] https://www.youtube.com/watch?v=mYYDgYWc3lE&has_verified=1

[9] https://it.wikipedia.org/wiki/Linciaggio_negli_Stati_Uniti_d%27America

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Print Friendly, PDF & Email
Copy link

In questo sito usiamo cookie tecnici, anche di terze parti, per consentire al sito di funzionare correttamente e per generare rapporti sull’utilizzo della navigazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore .

Privacy policyCookie policy.